LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 110 TUIR

Pagina 2 di 7

124 provvedimenti

Detrazione IVA su immobili di terzi: la svolta della Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società immobiliare l'indebita detrazione IVA per lavori di costruzione di un centro commerciale eseguiti su un terreno condotto in leasing. La Cassazione ha confermato la legittimità della detrazione IVA su immobili di terzi, stabilendo che il diritto spetta se sussiste un nesso di strumentalità, anche solo potenziale o prospettico, tra i lavori eseguiti e l'attività d'impresa. Ha inoltre respinto il ricorso incidentale della società sulla deducibilità degli interessi passivi non capitalizzati. Entrambi i ricorsi sono stati rigettati con compensazione delle spese.
Continua »
Sanzioni costi black list: Cassazione dà ragione al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha sanzionato una società per non aver indicato separatamente in dichiarazione i costi relativi a operazioni con Paesi in "black list" per gli anni 2009 e 2010. La società si è difesa sostenendo che la Legge di Stabilità 2016 aveva eliminato tale obbligo e che la presentazione di una successiva dichiarazione integrativa azzerasse la violazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che l'abrogazione della norma non ha effetto retroattivo e che le sanzioni costi black list rimangono applicabili per le violazioni passate. Inoltre, la dichiarazione integrativa presentata dopo l'inizio dei controlli non cancella le sanzioni.
Continua »
Calcolo del pro-rata: scontro tra Fisco e leasing in Cassazione
Una società finanziaria estera, operante in Italia tramite stabile organizzazione, ha impugnato il recupero a tassazione ai fini IVA, IRES e IRAP effettuato dall'Amministrazione Finanziaria. La controversia riguardava il calcolo del pro-rata di detraibilità dell'IVA per acquisti promiscui tra attività di leasing e finanziamento, e la deducibilità di costi infragruppo. La Corte di Cassazione ha accolto sia il ricorso principale della società sia quello incidentale del Fisco. Ha stabilito che il calcolo del pro-rata deve basarsi sul volume d'affari complessivo, salvo prova di maggiore precisione di metodi alternativi, e che per i costi infragruppo è necessario dimostrare la conformità al valore normale di mercato. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Perdita Partecipazione: Indeducibile anche con Fallimento
Una società ha aderito alla definizione agevolata per un avviso di accertamento, estinguendo la lite. Per un secondo avviso, ha contestato la mancata deducibilità della perdita di una partecipazione in una società fallita. La Corte di Cassazione ha confermato il principio di diritto: la perdita di valore di una quota societaria, anche a seguito di fallimento, non è deducibile. La deducibilità della perdita di partecipazione è ammessa solo al momento della sua effettiva cessione (realizzo), secondo le regole della 'Participation Exemption' (PEX), e non può essere trattata come una sopravvenienza passiva. La Corte ha quindi dato ragione all'Agenzia delle Entrate su questo punto, rinviando il caso al giudice precedente solo per un vizio procedurale.
Continua »
Costi black list: multa annullata con 200€ e cessazione materia del contendere
Un'azienda ha ricevuto una sanzione dall'Agenzia delle Entrate per non aver indicato separatamente in dichiarazione dei costi deducibili, ma provenienti da un Paese 'black list'. Si trattava di un'irregolarità puramente formale, dato che il diritto a dedurre il costo non era in discussione. Mentre la causa era in corso, l'azienda ha aderito a una definizione agevolata (sanatoria) per le violazioni formali, pagando una somma fissa di 200 euro. La Corte di Cassazione ha confermato la validità di questa procedura, dichiarando la cessazione della materia del contendere. La lite si è quindi conclusa perché il suo oggetto era venuto meno grazie alla sanatoria.
Continua »
Costi da paradisi fiscali: sentenza annullata per motivazione apparente
Una società contribuente viene sanzionata per aver dedotto costi derivanti da operazioni con un'impresa situata in un paradiso fiscale (black list). La Commissione Tributaria Regionale riduce la sanzione, ma la sua decisione viene impugnata. La Corte di Cassazione annulla la sentenza di secondo grado a causa della motivazione apparente della sentenza. Il ragionamento dei giudici d'appello è risultato talmente oscuro e contraddittorio da non permettere di comprendere perché avessero ritenuto valide le prove della società e come avessero deciso l'importo della nuova sanzione. La causa è stata rinviata a un nuovo giudice.
Continua »
Effettivo interesse economico: non solo il prezzo conta per il Fisco
Un'azienda si è vista negare la deducibilità dei costi per operazioni con imprese in paradisi fiscali. L'Agenzia delle Entrate contestava la mancanza di un 'effettivo interesse economico'. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda, stabilendo un principio fondamentale: l'effettivo interesse economico non si misura solo sulla base del prezzo più basso. Bisogna valutare l'operazione nel suo complesso, considerando anche la qualità dei beni, i tempi di consegna e altre esigenze strategiche. La Corte ha chiarito che il vantaggio non deve essere palese 'a colpo d'occhio', ma dimostrabile attraverso una visione d'insieme dell'affare. La sentenza del giudice precedente è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato.
Continua »
Rimborso IRES da dichiarazione integrativa: Cassazione rinvia
Una società, dopo aver presentato una dichiarazione integrativa da cui emergeva un credito, ne chiedeva la restituzione. L'Agenzia delle Entrate non rispondeva, opponendo poi la tardività della richiesta. La questione centrale riguarda il corretto termine di decadenza per il rimborso IRES da dichiarazione integrativa. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità della materia e l'assenza di precedenti specifici, non ha emesso una decisione definitiva. Ha invece rinviato la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito. Di conseguenza, la disputa tra l'azienda e il fisco rimane aperta, in attesa di un verdetto che farà chiarezza su un punto normativo cruciale.
Continua »
Giudicato Esterno: Vittoria Fiscale su Anni Diversi è Possibile
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un'Azienda contro l'Agenzia delle Entrate, annullando degli avvisi di accertamento per gli anni 2006 e 2007. La controversia riguardava la correttezza del transfer pricing e la deducibilità di spese di rappresentanza. La Corte ha stabilito che una precedente sentenza favorevole all'Azienda, divenuta definitiva per l'anno 2005, costituisce un 'giudicato esterno' vincolante anche per gli anni successivi. Questo principio si applica perché i fatti alla base della controversia (un contratto di collocamento fondi e la natura delle spese) erano rimasti identici e stabili nel tempo. La diversità delle annualità d'imposta non impedisce l'efficacia della precedente decisione, garantendo coerenza e certezza del diritto.
Continua »
Svalutazione Rimanenze Indeducibile: Fisco Vince su Immobile
Una società immobiliare ha svalutato in bilancio un immobile destinato alla vendita, cercando di dedurre la perdita come minusvalenza. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, emettendo un avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo un principio chiaro: per i beni in rimanenza valutati a costo specifico, la svalutazione è fiscalmente irrilevante. La regola del 'minor valore tra costo e mercato' non si applica in questi casi. Di conseguenza, la Corte ha confermato la regola della svalutazione rimanenze indeducibile fino al momento della vendita effettiva del bene. La Società ha perso la causa e l'accertamento è stato confermato.
Continua »
Sospensione Processo Tributario: Stop alla Causa per Pace Fiscale
La Corte di Cassazione ha concesso la sospensione del processo tributario a un'azienda che aveva ricevuto un accertamento fiscale per maggiori IRES e IRAP. L'azienda, pur avendo vinto nei primi due gradi di giudizio, ha scelto di aderire alla definizione agevolata delle liti (la cosiddetta 'tregua fiscale') prevista da una nuova legge. Di fronte alla richiesta dell'azienda, la Corte ha messo in pausa il procedimento giudiziario in attesa che la procedura di pace fiscale si concluda. Questa decisione mostra come le normative sulla tregua fiscale possano interrompere un contenzioso, offrendo una via d'uscita alternativa al giudizio finale.
Continua »
Tregua Fiscale: Stop della Cassazione e sospensione processo tributario
Un'Azienda, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento fiscale per oltre un milione di euro, si trova di fronte al ricorso in Cassazione dell'Agenzia delle Entrate. Invece di proseguire la battaglia legale, l'Azienda sceglie di aderire alla 'tregua fiscale', una definizione agevolata delle liti pendenti. Di conseguenza, chiede e ottiene dalla Corte di Cassazione la sospensione del processo tributario. La Corte, applicando la nuova normativa, congela il giudizio per consentire alle parti di perfezionare l'accordo, dimostrando come le sanatorie fiscali possano interrompere anche i contenziosi ai massimi livelli.
Continua »
Azienda vs Fisco: il Transfer Pricing finisce in Tregua Fiscale
La Corte di Cassazione ha sospeso un processo fiscale riguardante un accertamento per transfer pricing. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a un'azienda l'applicazione di prezzi infragruppo ritenuti anomali, recuperando a tassazione maggiori imposte (IRES e IRAP). Giunta in Cassazione, la lite è stata però messa in pausa su richiesta dell'azienda stessa, che ha manifestato l'intenzione di aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti (la cosiddetta 'tregua fiscale'). L'ordinanza, quindi, non decide chi ha ragione sulla questione del transfer pricing, ma congela il contenzioso per permettere alle parti di trovare un accordo tombale.
Continua »
Indeducibilità dei costi: Banca perde su tutto, ma non sulle sanzioni
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di indeducibilità dei costi contestata dall'Agenzia delle Entrate a un gruppo bancario. L'Agenzia aveva negato la deduzione di perdite su crediti, perché imputate all'anno sbagliato, e di costi derivanti da operazioni con una società in un paradiso fiscale, per mancanza di prove sulla sua reale operatività. La Corte ha confermato la posizione del Fisco su entrambi i punti, ribadendo i rigidi criteri per la deducibilità. Tuttavia, ha annullato la sentenza per un vizio procedurale: i giudici precedenti non si erano pronunciati sulla richiesta della banca di disapplicare le sanzioni. Il caso torna quindi in appello solo per decidere su questo specifico aspetto.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie: stop alla lite fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'azienda maggiori ricavi e interessi non dichiarati relativi a servizi infragruppo, emettendo un avviso di accertamento per IVA, IRES e IRAP. Dopo i primi gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. L'azienda ha richiesto di avvalersi della definizione agevolata delle controversie introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. Questa norma consente di estinguere i processi tributari pendenti attraverso il pagamento di un importo agevolato. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio fino al 10 luglio 2023. Tale decisione permette all'azienda di perfezionare la sanatoria fiscale e depositare la documentazione necessaria per chiudere definitivamente la lite senza attendere una sentenza di merito.
Continua »
Transfer pricing: guida all’onere della prova
La Corte di Cassazione ha esaminato una controversia fiscale relativa a una nota società di moda italiana e alla sua controllata negli Stati Uniti. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la deducibilità di costi legati a contratti di servizio e fornitura, focalizzandosi sul meccanismo del **Transfer pricing**. La Corte ha stabilito che l'onere della prova circa la congruità dei prezzi rispetto al valore normale spetta al contribuente. Nonostante il riconoscimento della valenza pubblicitaria dei negozi monomarca, la società non ha fornito prove sufficienti sulla corretta ripartizione dei costi tra le diverse entità del gruppo, portando alla cassazione della sentenza con rinvio.
Continua »
Inerenza costi e transfer pricing: la Cassazione
Una nota società di moda ha impugnato il recupero a tassazione di costi per servizi infragruppo resi dalla propria controllata statunitense. L'Agenzia delle Entrate aveva negato l'Inerenza dei costi di promozione e il margine di ricarico (mark-up) applicato. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, stabilendo che i costi pubblicitari sono inerenti anche per il licenziatario del marchio, poiché incrementano le sue vendite. Inoltre, ha chiarito che il mark-up non può essere escluso automaticamente negli accordi di ripartizione costi senza verificare se soggetti indipendenti lo avrebbero pattuito.
Continua »
Black list: quando i costi non sono deducibili
La Corte di Cassazione ha stabilito che la deducibilità dei costi per operazioni con imprese residenti in paesi black list è subordinata alla prova dell'effettivo interesse economico. Nel caso di specie, una società aveva dedotto provvigioni pagate a entità estere prive di struttura organizzativa. La Corte ha chiarito che non basta dimostrare l'esecuzione della prestazione da parte di terzi, ma è necessaria la coincidenza soggettiva tra chi percepisce il compenso e chi svolge l'attività, per evitare il drenaggio di reddito verso paradisi fiscali senza una reale giustificazione economica.
Continua »
Participation Exemption: limiti e tassazione ricavi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contribuente in merito a un avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA. Il cuore della controversia riguarda l'applicazione della Participation Exemption su una quota di prezzo (denominata increase) derivante dalla cessione di partecipazioni societarie. La Corte ha stabilito che tale maggiorazione non costituisce parte del prezzo di vendita esente, ma rappresenta un ricavo tassabile per servizi di garanzia e gestione prestati a favore di terzi. Inoltre, è stata confermata la legittimità della rettifica basata sul transfer pricing per finanziamenti infruttiferi verso controllate estere, escludendo l'esenzione IVA per le prestazioni di gestione non strettamente finanziarie.
Continua »
Transfer pricing: validità della motivazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un complesso contenzioso fiscale riguardante una multinazionale del settore medicale. La controversia verteva su due punti: la deducibilità di quote di ammortamento dell'avviamento e la rettifica dei prezzi infragruppo tramite transfer pricing. Per il primo punto, l'Agenzia delle Entrate ha annullato l'atto in autotutela, portando alla cessazione della materia del contendere. Per il secondo punto, la Corte ha confermato la sentenza di appello, ritenendo che la motivazione dei giudici di merito fosse solida e non apparente, avendo correttamente evidenziato le falle metodologiche dell'ufficio fiscale nella selezione dei campioni di comparazione.
Continua »