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Usufrutto Di Azioni

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il diritto di godere dei frutti di un'azione, come i dividendi, senza esserne il proprietario. Il proprietario mantiene la titolarità del titolo, ma l'usufruttuario ne incassa i guadagni.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Prestito di azioni: il fisco nega la deduzione ma riduce le sanzioni
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società italiana la deduzione dei costi legati a un contratto di prestito di azioni stipulato con una società estera. L'operazione permetteva di incassare dividendi quasi esentasse e dedurre interamente le commissioni pagate. La Corte di Cassazione ha chiarito che il prestito di azioni, ai fini fiscali, equivale all'usufrutto di azioni. Di conseguenza, in base all'articolo 109 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, i costi di commissione sostenuti per l'operazione sono totalmente indeducibili. La Suprema Corte ha confermato la legittimità del recupero fiscale per evasione d'imposta, ma ha accolto la richiesta della società di ricalcolare le sanzioni applicando la legge successiva più favorevole. Il fisco vince sul recupero delle tasse, ma le sanzioni dovranno essere ridotte dal giudice di rinvio.
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Indeducibilità dei costi di stock lending: la Cassazione decide
Un'azienda ha stipulato un contratto di prestito di azioni (stock lending) con una società estera, incassando dividendi quasi esentasse e deducendo interamente le alte commissioni pagate. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato l'operazione, recuperando a tassazione le commissioni dedotte. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recupero fiscale, sancendo l'indeducibilità dei costi di stock lending in quanto l'operazione è assimilabile all'usufrutto di azioni. Di conseguenza, i costi sostenuti per acquisire il diritto ai dividendi non sono deducibili ai sensi del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto la richiesta dell'azienda di ricalcolare le sanzioni applicando il principio del trattamento più favorevole introdotto da una riforma successiva, rinviando la decisione ai giudici di merito per questo specifico aspetto.
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Prestito di azioni ed elusione: la Cassazione taglia le sanzioni
Un'azienda immobiliare ha stipulato un contratto di prestito di azioni con una società estera, deducendo dalle tasse commissioni elevatissime che superavano gli utili stessi. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato l'operazione, qualificandola come elusiva e priva di reale sostanza economica. La Corte di Cassazione ha confermato l'indeducibilità di tali costi, equiparando il prestito di azioni all'usufrutto di titoli: se i dividendi sono esenti da tassazione, le commissioni pagate per ottenerli non possono essere dedotte. Tuttavia, i giudici hanno accolto la richiesta subordinata dell'azienda di applicare una sanzione ridotta, in virtù della sopravvenienza di una legge successiva più favorevole (lex mitior). La sentenza è stata quindi annullata limitatamente al ricalcolo delle sanzioni.
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Prestito di azioni: tasse dovute ma sanzioni ridotte dal fisco
Una società ha stipulato un contratto di prestito di azioni con un'impresa estera, incassando dividendi esenti da imposte e deducendo interamente le commissioni pagate. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, ritenendo le commissioni indeducibili. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del fisco, stabilendo che il prestito di azioni equivale economicamente all'usufrutto di titoli. Di conseguenza, si applica il limite di indeducibilità previsto per l'usufrutto quando i dividendi sono esenti. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto parzialmente il ricorso limitatamente alla rideterminazione delle sanzioni, ordinando al giudice d'appello di applicare la legge successiva più favorevole.
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Stock lending: dividendi esenti ma commissioni indeducibili
Una società italiana ha realizzato un'operazione di stock lending (prestito di azioni) con una società estera, incassando i dividendi esenti al 95% e deducendo interamente le commissioni pagate. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato la deduzione delle commissioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, stabilendo che lo stock lending è fiscalmente assimilabile all'usufrutto di azioni. Di conseguenza, ai sensi dell'articolo 109 del TUIR, le commissioni pagate per il prestito di titoli non sono deducibili se i dividendi correlati beneficiano dell'esclusione da tassazione. La società è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio.
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Stock lending: la Cassazione nega la deduzione dei costi
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento contro una società, contestando la deduzione delle commissioni pagate per un contratto di stock lending e la sottofatturazione della vendita di immobili ai soci. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società. I giudici hanno stabilito che i costi dello stock lending non sono deducibili, poiché l'operazione equivale economicamente all'usufrutto di azioni, i cui dividendi sono esenti da imposta. Inoltre, la Corte ha confermato la legittimità dell'accertamento immobiliare basato su valori OMI e sull'evidente antieconomicità della vendita a prezzi inferiori ai costi di ristrutturazione. La società perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Prestito di azioni: il Fisco blocca il finto risparmio fiscale
Una società italiana ha stipulato un contratto di prestito di azioni ("stock lending") con una società estera per incassare i dividendi di una terza azienda, esenti da tasse al 95%, deducendo interamente la commissione pagata al prestatore. Il Fisco ha contestato l'operazione ritenendola elusiva. La Corte di Cassazione ha confermato il recupero delle imposte, stabilendo che il prestito di azioni con diritto ai dividendi equivale economicamente all'usufrutto di azioni. Di conseguenza, in base all'articolo 109 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, la commissione versata è indeducibile. Il ricorso della società è stato rigettato.
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Deducibilità dei costi: la Cassazione stoppa il prestito titoli
Una società italiana ha stipulato un contratto di prestito titoli ("stock lending agreement") con una società estera. L'operazione consentiva di incassare dividendi quasi totalmente esenti da tasse e, contemporaneamente, di dedurre interamente le commissioni pagate. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, recuperando a tassazione le imposte non versate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la legittimità del recupero fiscale. I giudici hanno stabilito che lo "stock lending" produce gli stessi effetti economici dell'usufrutto di azioni. Di conseguenza, si applica il limite sulla deducibilità dei costi previsto dall'articolo 109, comma 8, del TUIR. Le commissioni pagate per il prestito di titoli da cui derivano dividendi esenti sono quindi indeducibili, impedendo un indebito risparmio d'imposta.
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Deducibilità dei costi: il prestito di azioni non salva il Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento contro una Società per il recupero dell'Ires. La Società aveva stipulato un contratto di prestito di azioni (*stock lending*) con un'azienda estera, incassando dividendi quasi esenti da tasse e deducendo interamente la commissione pagata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Società, confermando la legittimità del recupero fiscale. La Corte ha stabilito che il prestito di azioni produce gli stessi effetti economici dell'usufrutto. Di conseguenza, si applica il limite sulla deducibilità dei costi previsto dall'articolo 109, comma 8, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. La commissione versata per il prestito di titoli che generano dividendi esenti non è deducibile, impedendo così un indebito risparmio d'imposta.
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Stock Lending: costo indeducibile, Fisco vince in Cassazione
Una società si vedeva negare dall'Agenzia delle Entrate la deducibilità del costo di un'operazione di stock lending, ritenuta un artificio per creare costi fittizi. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo un principio chiave sulla indeducibilità del costo dello stock lending. Secondo i giudici, questa operazione, dal punto di vista economico e fiscale, è identica all'acquisto di un usufrutto su azioni. Poiché la legge vieta espressamente di dedurre il costo per l'acquisto dell'usufrutto, lo stesso divieto si applica anche alla commissione pagata per lo stock lending. Di conseguenza, la società ha perso la causa e il costo è stato considerato non deducibile.
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Stock Lending: Fisco vince, costo da 1,7M€ non deducibile
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di indeducibilità del costo di uno stock lending. Un'azienda aveva stipulato un contratto di prestito titoli per incassare dividendi da una società partecipata, pagando una commissione quasi pari ai dividendi stessi. L'azienda ha poi tentato di dedurre fiscalmente l'enorme commissione. L'Agenzia delle Entrate ha negato la deduzione, ritenendo l'operazione finalizzata solo a un risparmio fiscale indebito. La Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo un principio chiave: lo stock lending, quando usato per incassare dividendi, è economicamente identico all'acquisto di un usufrutto su azioni. Poiché la legge vieta di dedurre il costo dell'usufrutto se i dividendi sono in gran parte esenti da tasse, lo stesso divieto si applica alla commissione dello stock lending. La deduzione è stata quindi definitivamente negata.
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Deducibilità costi stock lending: dividendi esenti, costo negato
Una società ha stipulato un contratto di stock lending, incassando dividendi quasi esenti da tasse e pagando una commissione. L'Agenzia delle Entrate ha negato la deducibilità di tale costo. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo un principio fondamentale sulla deducibilità costi stock lending. L'operazione, ai fini fiscali, è assimilabile all'acquisto di un usufrutto su azioni. Poiché i dividendi percepiti sono in gran parte esenti da imposte, la legge (art. 109 TUIR) vieta la deduzione del costo sostenuto per ottenerli. La commissione è quindi indeducibile, a prescindere da considerazioni sulla validità del contratto o sull'elusione fiscale.
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