LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Ultrapetizione — Anno 2022

Pagina 12 di 12

226 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ultrapetizione

Provvedimenti

Esenzione IMU beni merce: la dichiarazione tardiva costa cara
Una società di costruzioni ha impugnato un accertamento IMU del 2015 emesso da un Comune, sostenendo di avere diritto all'esenzione IMU beni merce per alcuni immobili destinati alla vendita. La società non aveva però presentato la dichiarazione prevista dalla legge a pena di decadenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, stabilendo che la presentazione della dichiarazione IMU è un obbligo formale indispensabile per ottenere l'agevolazione. Di conseguenza, l'omessa dichiarazione comporta la perdita del beneficio fiscale, senza che si possa applicare retroattivamente una normativa successiva più favorevole. La società è stata condannata a pagare le spese di giudizio.
Continua »
Servitù di passaggio coattivo: sì al transito, no ai vecchi costi
La Corte di Cassazione ha confermato la costituzione di una servitù di passaggio coattivo a favore di un fondo intercluso, includendo un mappale non espressamente menzionato nell'atto iniziale ma implicitamente compreso nella domanda. I proprietari dei terreni attraversati chiedevano un'indennità maggiore, comprensiva delle spese passate sostenute per costruire la strada. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'indennità ex art. 1053 c.c. serve solo a compensare il pregiudizio futuro causato dal transito e non a rimborsare i costi di costruzione della strada già esistente. Vince la proprietaria del fondo dominante, che mantiene il diritto di passaggio senza dover pagare costi di costruzione pregressi.
Continua »
Deduzione dei costi aziendali: vietati gli sconti senza prove
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento nei confronti del Titolare dell'Impresa di Pulizie per omessa dichiarazione di compensi ricevuti da vari condomìni. I giudici di merito hanno ridotto la pretesa fiscale riconoscendo d'ufficio una percentuale forfettaria di spese sostenute per produrre quel reddito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fisco, stabilendo che la deduzione dei costi aziendali non può essere riconosciuta automaticamente dal giudice se il contribuente non ne ha fatto specifica richiesta e non ha fornito le relative prove. Questo automatismo si applica solo negli accertamenti induttivi puri, mentre negli accertamenti analitici spetta al contribuente dimostrare le spese sostenute. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio.
Continua »
Contratto preliminare di compravendita: dalla lite all’accordo
I Promissari Acquirenti hanno stipulato un contratto preliminare di compravendita immobiliare con L'Azienda Venditrice. A causa della mancata presentazione di quest'ultima davanti al notaio, gli acquirenti hanno richiesto l'esecuzione in forma specifica del contratto e il risarcimento dei danni per il ritardo. Il Tribunale ha accolto la domanda, ma la Corte d'Appello ha escluso il risarcimento per vizio di ultrapetizione. Durante il giudizio di Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo amichevole. Di conseguenza, I Promissari Acquirenti hanno depositato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza alcuna condanna alle spese processuali.
Continua »
Imposta di registro concordato fallimentare: no a sconti fiscali
Un contribuente ha acquistato immobili residenziali tramite un concordato fallimentare e ha chiesto il rimborso dell'imposta di registro versata in eccedenza. Il contribuente pretendeva di calcolare la tassa applicando un abbattimento del 43% sul valore catastale degli immobili. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, sostenendo che la base imponibile dovesse essere l'intero valore catastale senza riduzioni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ufficio tributario, stabilendo che per le cessioni in sede di concordato fallimentare si applica la disciplina del prezzo-valore. Di conseguenza, l'imposta di registro concordato fallimentare deve essere calcolata sul valore catastale pieno dell'immobile, senza alcuna ulteriore riduzione o abbattimento. La decisione di appello che concedeva lo sconto fiscale è stata quindi cassata.
Continua »
Innalzamento di luci irregolari: il condomino perde in Cassazione
Un condomino trasforma una veranda in appartamento, modificando le finestre sul muro comune. Il Condominio e alcuni proprietari chiedono la rimessione in pristino e la regolarizzazione delle aperture. Il Tribunale ordina l'innalzamento di luci irregolari fino a 2,50 metri. La Corte d'Appello conferma la decisione. Il condomino ricorre in Cassazione, lamentando che la sentenza sia stata decisa prima dei termini difensivi e che l'ordine di innalzamento costituisca un vizio di ultrapetizione (decisione oltre le richieste). La Suprema Corte rigetta il ricorso: la data di deliberazione anteriore è un mero errore materiale se la pubblicazione avviene dopo la scadenza dei termini. Inoltre, la richiesta di regolarizzazione delle luci include implicitamente l'innalzamento all'altezza minima di legge. Il condomino perde la causa e deve pagare le spese.
Continua »