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Termine Per Il Ricorso In Cassazione

31 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Termine per il ricorso in Cassazione: il ritardo costa caro
Una cittadina ha richiesto un indennizzo economico contro il Ministero della Giustizia a causa dell'eccessiva durata di un precedente processo civile. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta. La ricorrente ha quindi presentato ricorso alla Suprema Corte. I giudici hanno respinto l'istanza senza esaminare i fatti perché la parte ha superato il termine per il ricorso in Cassazione. La notifica telematica è partita oltre i sei mesi consentiti dalla legge, pure considerando la pausa feriale estiva. La cittadina ha perso la causa e deve pagare le spese legali.
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Termine per il ricorso in cassazione: la tardività che condanna
L'Imputato, condannato per rapina pluriaggravata, ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione tramite il proprio difensore. L'impugnazione contestava vari aspetti del processo, tra cui una rogatoria estera e la qualificazione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per il mancato rispetto del termine per il ricorso in cassazione. Il giudizio di appello si era svolto con trattazione cartolare senza richiesta di udienza partecipata. Pertanto, l'Imputato non poteva considerarsi giudicato in assenza e non aveva diritto al termine allungato di quindici giorni. Di conseguenza, l'impugnazione è risultata tardiva, e la Corte ha condannato l'Imputato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Termine per il ricorso in Cassazione: chi ritarda paga le spese
Un agente commerciale ha promosso causa contro la società preponente per ottenere provvigioni arretrate e indennità di fine rapporto. Dopo il giudizio d'appello, l'agente ha impugnato la sentenza dinanzi alla Corte di Cassazione. Tuttavia, la notifica dell'impugnazione è avvenuta ben oltre il termine per il ricorso in Cassazione di sessanta giorni dalla notifica della sentenza di secondo grado via PEC. Anche calcolando la sospensione straordinaria dei termini processuali prevista durante l'emergenza pandemica, la scadenza massima era fissata al 9 giugno 2020, mentre il ricorso è stato notificato solo a ottobre 2020. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, condannando l'agente al pagamento delle spese legali e al raddoppio del contributo unificato in favore della preponente.
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Nuovo difensore e termine per il ricorso in Cassazione: carcere
Un indagato per rapina aggravata subisce la custodia cautelare in carcere, confermata dal Tribunale del Riesame. Successivamente, l'indagato nomina un nuovo difensore di fiducia, il quale propone impugnazione oltre i termini ordinari, sostenendo che il termine decorresse dalla notifica dell'ordinanza ricevuta personalmente. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile: la cancelleria deve notificare l'avviso di deposito solo al difensore presente all'udienza camerale. Il nuovo legale ha l'onere di informarsi autonomamente tramite l'assistito o il precedente difensore. Il termine per il ricorso in Cassazione decorre immutato, determinando la conferma definitiva del carcere e la condanna al pagamento delle spese.
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Termine per il ricorso in cassazione: il ritardo blinda il carcere
Il Tribunale del Riesame ha confermato la custodia in carcere per un uomo accusato di spaccio di sostanze stupefacenti. Il difensore ha presentato ricorso, ma oltre il termine per il ricorso in cassazione previsto dalla legge. La Corte di Cassazione ha rilevato che la notifica del provvedimento era avvenuta il 28 dicembre 2021, mentre il ricorso è stato depositato solo il 17 gennaio 2022, superando ampiamente i dieci giorni previsti. Per questo motivo, i giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile. L'indagato resta quindi in carcere e deve pagare le spese processuali, oltre a una sanzione di quattromila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Termine per il ricorso in Cassazione: la multa estera va pagata
Un cittadino italiano è stato condannato in Germania al pagamento di una multa di circa 980 euro per guida in stato di ebbrezza. La Corte d'appello italiana ha riconosciuto il provvedimento estero per l'esecuzione in Italia. Il difensore del cittadino ha proposto ricorso, ma la Corte di Cassazione lo ha dichiarato inammissibile perché presentato oltre il termine stabilito. La Suprema Corte ha chiarito che, in materia di mutuo riconoscimento delle sanzioni pecuniarie europee, il termine per il ricorso in Cassazione è di soli cinque giorni dalla notifica del provvedimento. Essendo stato presentato ben oltre questa scadenza, il ricorso è tardivo. Di conseguenza, il cittadino perde la causa, deve pagare la sanzione originaria, le spese del procedimento e una sanzione di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
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Termine per il ricorso in Cassazione: la tardività costa cara
Il Ricorrente, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, ha impugnato la sentenza d'appello oltre la scadenza di legge. La sentenza era stata depositata l'11 giugno 2025, ma il ricorso è stato presentato solo il 3 ottobre 2025, superando ampiamente il termine per il ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per tardività, condannando l'imputato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Termine per il ricorso in Cassazione: un giorno di ritardo fatale
Una clinica privata ha chiesto il pagamento di prestazioni sanitarie fornite a pazienti fuori regione, superando il budget concordato con l'Azienda Sanitaria Locale. Dopo che la Corte d'appello ha revocato il decreto ingiuntivo ritenendo invalide le compensazioni di spesa, la struttura ha proposto ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione per il mancato rispetto del termine per il ricorso in Cassazione. La notifica della sentenza d'appello era avvenuta via PEC il 2 luglio 2018, mentre il ricorso è stato notificato il 2 ottobre 2018, ovvero al sessantunesimo giorno, superando la scadenza di sessanta giorni prevista dalla legge, pur considerando la sospensione feriale estiva. Di conseguenza, la clinica perde definitivamente la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Termine per il ricorso in Cassazione scaduto: l’azienda perde
Un'azienda ha impugnato la decisione che riconosceva la natura subordinata del rapporto di lavoro di due collaboratori. L'Ente Previdenziale si è opposto alla richiesta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché presentato oltre il termine stabilito dalla legge. Nelle cause di lavoro non si applica la sospensione estiva dei termini, ma andava considerata solo la sospensione straordinaria di 63 giorni dovuta all'emergenza sanitaria. Di conseguenza, il termine per il ricorso in Cassazione scadeva il 20 ottobre 2020, mentre l'azienda ha notificato l'atto solo a novembre dello stesso anno. L'azienda perde la causa e deve versare un ulteriore contributo unificato.
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Termine per il ricorso in Cassazione: ritardo fatale per la difesa
L'Imputata, condannata in appello per truffa contrattuale, ha proposto ricorso per Cassazione contestando la giurisdizione e la valutazione delle prove. La Suprema Corte ha però rilevato che il ricorso è stato depositato oltre la scadenza di quarantacinque giorni prevista dalla legge, calcolata tenendo conto del periodo di sospensione feriale estiva. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per violazione del termine per il ricorso in Cassazione, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Termine per il ricorso in Cassazione: il ritardo costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino poiché depositato oltre il termine stabilito dalla legge. La sentenza di secondo grado era stata pronunciata con riserva di motivazione entro sessanta giorni. Calcolando la sospensione feriale dei termini nel mese di agosto, il termine per il ricorso in Cassazione scadeva l'8 ottobre 2022. Il ricorrente ha invece depositato l'atto il 18 ottobre 2022, con dieci giorni di ritardo. Per questo motivo, la Suprema Corte ha respinto il ricorso senza esaminarlo nel merito e ha condannato l'uomo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Termine per il ricorso in Cassazione: ritardo costa 120mila euro
L'Amministratrice di una società fallita viene condannata in primo grado al risarcimento dei danni per mala gestione. Rimasta contumace, propone appello eccependo la propria incapacità di intendere e di volere e vizi di notifica. La Corte d'Appello dichiara inammissibile il gravame poiché tali questioni sono state sollevate tardivamente. L'Amministratrice si rivolge alla Suprema Corte, ma il ricorso viene dichiarato inammissibile. I giudici rilevano il mancato rispetto del termine per il ricorso in Cassazione: la notifica è avvenuta oltre il termine semestrale dalla pubblicazione della sentenza d'appello. Di conseguenza, la condanna al risarcimento diventa definitiva e l'Amministratrice deve pagare anche le spese di giudizio.
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Termine per il ricorso in Cassazione: il ritardo blinda la pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due soggetti condannati per reati tributari e bancarotta. I giudici hanno rilevato il mancato rispetto del termine per il ricorso in Cassazione. La sentenza della Corte di Appello era stata depositata nei termini di legge, facendo decorrere il termine di quarantacinque giorni per l'impugnazione. I ricorrenti hanno depositato il ricorso con molti mesi di ritardo rispetto alla scadenza prestabilita. Di conseguenza, la Suprema Corte ha respinto i ricorsi e ha condannato ciascun ricorrente al pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione pecuniaria di quattromila euro in favore della Cassa delle Ammende. La condanna penale originaria diventa così definitiva.
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Termine per il ricorso in cassazione: ritardo fatale in carcere
L'Indagato ha proposto ricorso contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava la misura della custodia in carcere per vari reati, tra cui l'incendio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché presentato oltre il termine perentorio stabilito dalla legge. L'ordinanza era stata notificata all'indagato il 16 marzo 2023 e al difensore il 14 marzo 2023, mentre il ricorso è stato depositato solo il 13 aprile 2023. Il mancato rispetto del termine per il ricorso in cassazione, fissato in dieci giorni dall'art. 311 c.p.p., comporta la decadenza dal diritto di impugnazione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle Ammende, confermando la misura cautelare in carcere.
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Termine per il ricorso in Cassazione: Ente perde per ritardo
Un Ente Pubblico ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che riconosceva a un Lavoratore l'inquadramento dirigenziale e le relative differenze retributive. Il Lavoratore ha eccepito la tardività dell'impugnazione, poiché la sentenza era stata notificata via PEC mesi prima. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Ente Pubblico. Il termine per il ricorso in Cassazione di sessanta giorni era infatti ampiamente scaduto, anche calcolando la sospensione straordinaria dovuta all'emergenza Covid-19. Di conseguenza, l'Ente Pubblico è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio e al raddoppio del contributo unificato, confermando definitivamente la vittoria del Lavoratore.
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Termine per il ricorso in Cassazione: un giorno costa la causa
Un'impresa di autodemolizioni ha impugnato gli avvisi di pagamento della TARI, contestando la tassazione delle aree destinate allo stazionamento dei veicoli. Il Comune aveva concesso solo una riduzione forfettaria del 50%. Dopo il rigetto nei primi gradi di giudizio, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività. Il termine per il ricorso in Cassazione, calcolato tenendo conto della sospensione straordinaria per l'emergenza COVID-19, scadeva il 28 maggio 2020, mentre la notifica è avvenuta il 29 maggio 2020. I giudici hanno ribadito che il termine per impugnare decorre dal deposito ufficiale della sentenza in cancelleria e non dalla successiva comunicazione del cancelliere alle parti. Di conseguenza, il contribuente ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Termine per il ricorso in Cassazione: il ritardo costa caro
Il Ricorrente ha presentato ricorso contro la sentenza della Corte di Appello. Tuttavia, la decisione era stata depositata in cancelleria completa di motivazioni contestualmente alla lettura del dispositivo. In questo caso, la legge prevede un termine per il ricorso in Cassazione di soli quindici giorni dalla deliberazione. Avendo presentato l'impugnazione oltre questa scadenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Di conseguenza, il cittadino ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Termine per il ricorso in Cassazione: il ritardo che costa caro
Il Ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte di Appello che confermava la sua condanna penale. La difesa ha spedito il ricorso tramite raccomandata postale, avvalendosi della facoltà di legge. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che la spedizione è avvenuta il 7 ottobre 2022, mentre il termine per il ricorso in Cassazione scadeva improrogabilmente il 5 ottobre 2022, calcolando anche il periodo di sospensione feriale estiva. Per questo motivo, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.
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Termine per il ricorso in Cassazione: il ritardo costa caro
L'Imputato, condannato per il reato di evasione, ha proposto ricorso tramite il proprio difensore contro la sentenza della Corte di Appello. Tuttavia, il deposito del ricorso è avvenuto oltre il termine stabilito dalla legge. La Corte di Cassazione ha rilevato che, a fronte di una motivazione depositata nei termini dal giudice di merito, il termine per il ricorso in Cassazione di quarantacinque giorni scadeva il 18 febbraio 2023, mentre l'atto è stato depositato solo il 10 marzo 2023. Per questo motivo, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, condannando l'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Termine per il ricorso in Cassazione: il Fisco ritarda e perde
L'Ente Fiscale ha impugnato la decisione che riconosceva le agevolazioni tributarie a una Cooperativa. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per il mancato rispetto del Termine per il ricorso in Cassazione. La sentenza d'appello era stata pubblicata il primo febbraio 2016, fissando la scadenza, comprensiva della sospensione feriale estiva di trentuno giorni, al primo settembre 2016. L'Ente Fiscale ha avviato la notifica il due settembre 2016, ossia con un giorno di ritardo. La dicitura UNEP chiuso sull'atto non è stata ritenuta una prova valida per giustificare il ritardo, né l'ente ha richiesto la rimessione in termini. Di conseguenza, la Cooperativa ha vinto definitivamente la causa e l'Ente Fiscale è stato condannato a pagare le spese di giudizio.
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