La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di furto aggravato a carico di un detenuto. L'uomo si era impossessato di beni destinati al servizio sanitario, custoditi all'interno di una struttura penitenziaria. La difesa sosteneva che si trattasse di un semplice tentato furto, poiché l'impossessamento era durato pochissimo tempo. I giudici hanno respinto questa tesi, chiarendo che anche un possesso breve consuma il reato. Inoltre, la Suprema Corte ha ritenuto corretta l'applicazione dell'aggravante e il diniego delle attenuanti generiche, evidenziando la gravità del comportamento commesso in carcere e i numerosi precedenti penali del ricorrente. L'appello è stato dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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