La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per furto tentato in un supermercato. L'imputato sosteneva l'impossibilità del reato a causa della costante videosorveglianza. La Corte ha ribadito che la sorveglianza, pur permettendo un intervento per bloccare l'azione, non rende il reato impossibile ai sensi dell'art. 49 c.p., poiché l'inidoneità dell'azione deve essere assoluta e valutata ex ante. Di conseguenza, la sottrazione di merce sotto l'occhio delle telecamere integra pienamente il delitto di furto tentato.
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