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Tasso Effettivo Globale (Teg)

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'indicatore del costo totale di un finanziamento, comprensivo di interessi e di tutte le spese accessorie. Viene utilizzato per verificare il superamento del tasso soglia di usura.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Commissione di massimo scoperto e usura: revocato il rimborso
Una società correntista ha citato in giudizio un istituto di credito chiedendo la rideterminazione del saldo e la restituzione delle somme per presunti tassi usurari e spese illegittime su un conto corrente attivo dal 1995 al 2004. La Corte d'Appello ha ritenuto usurari i tassi applicati includendo la commissione di massimo scoperto nel calcolo del tasso globale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della banca, stabilendo che per i contratti anteriori al 2010 la commissione di massimo scoperto e usura non possono essere direttamente sommate nel calcolo del tasso effettivo globale medio, ma richiedono una verifica separata ed autonoma. Di conseguenza, la sentenza di merito è stata cassata con rinvio.
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Commissione di massimo scoperto e usura tra calcoli e rigetto
Una società correntista e i suoi fideiussori si sono opposti a un decreto ingiuntivo da oltre 450.000 euro notificato da un istituto bancario. I debitori hanno contestato il superamento del tasso soglia a causa dei costi applicati nel rapporto bancario. La controversia ruota attorno al tema della commissione di massimo scoperto e usura nei contratti precedenti al 2009. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei debitori. Gli Ermellini hanno stabilito che contestare astrattamente la mancata inclusione della commissione nel tasso globale non basta. Per accertare l'usura nei vecchi contratti occorre eseguire un confronto separato e dimostrare la concreta assenza di margini di compensazione. La banca cessionaria vince la causa e i debitori devono pagare il debito e le spese di giudizio.
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Commissione di massimo scoperto: correntista vince contro la banca
Una società correntista ha citato in giudizio una banca per ottenere la restituzione delle somme pagate a titolo di interessi usurari e anatocistici. I giudici di merito hanno respinto la domanda, escludendo la commissione di massimo scoperto dal calcolo dell'usura poiché il rapporto si era concluso nel 2007, prima delle nuove istruzioni della Banca d'Italia del 2009. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società. I giudici di legittimità hanno chiarito che, anche per i rapporti anteriori al 2010, la commissione di massimo scoperto deve essere considerata per verificare il superamento del tasso soglia dell'usura, effettuando una specifica comparazione separata. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Commissione di massimo scoperto: la Cassazione frena i rimborsi
La Societe0 Correntista ha citato in giudizio la Banca contestando l'applicazione di interessi usurari e l'illegittimite0 della commissione di massimo scoperto nei propri conti correnti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della societe0, confermando la decisione d'appello. I giudici hanno stabilito che, per i rapporti bancari esauriti prima del 2010, la commissione di massimo scoperto non si somma direttamente agli interessi per verificare il superamento del tasso soglia dell'usura. Al contrario, essa va confrontata separatamente con una specifica soglia calcolata sulla base delle rilevazioni medie della Banca d'Italia. Di conseguenza, la banca non e8 stata condannata a ulteriori restituzioni rispetto a quanto gie0 stabilito in primo grado, e la societe0 e8 stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Usura bancaria: polizza nel mutuo s%, penale di estinzione no
Il Cliente ha contestato alla Banca l'applicazione di interessi usurari in un contratto di mutuo ipotecario, chiedendo la restituzione di circa 40.000 euro. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, escludendo dal calcolo del tasso d'interesse sia la penale di estinzione anticipata sia il costo di una polizza assicurativa vita/infortuni stipulata contestualmente al mutuo. La Cassazione ha chiarito che la penale di estinzione anticipata non rileva ai fini dell'usura bancaria. Al contrario, i costi della polizza assicurativa devono essere inclusi nel calcolo del Tasso Effettivo Globale (TEG) se collegati al credito, collegamento che si presume in caso di firma contemporanea. La Corte ha quindi accolto il ricorso del Cliente, annullato la sentenza e rinviato la causa per un nuovo giudizio.
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Calcolo del tasso usura: perizia errata contro credito bancario
Un istituto di credito ha chiesto l'ammissione al passivo di un fallimento per un saldo di conto corrente. Il Tribunale ha respinto la domanda ritenendo superato il tasso soglia antiusura, basandosi su una perizia tecnica che cumulava interessi e commissione di massimo scoperto. Il Cessionario del Credito ha proposto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per i rapporti precedenti al 2009 il calcolo del tasso usura non deve cumulare direttamente interessi e commissioni in un'unica formula matematica. Al contrario, occorre confrontare separatamente il tasso degli interessi e la commissione applicata, seguendo le istruzioni della Banca d'Italia. La decisione impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale.
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Banca vince: regole chiare sulla commissione di massimo scoperto
L'Azienda e il suo garante contestavano l'esposizione debitoria verso la Banca, eccependo la non conformità all'originale delle copie dei contratti di finanziamento e l'esclusione della commissione di massimo scoperto dal calcolo del tasso soglia anti-usura. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Riguardo alle copie, la loro conformità può essere provata anche tramite presunzioni se non vi sono indizi di alterazione. Quanto alla commissione di massimo scoperto, per i periodi anteriori al 2010, la verifica dell'usura segue i criteri dettati dalle Sezioni Unite, che impongono una comparazione separata tra i tassi e le commissioni medie, escludendo un cumulo diretto e automatico. La Banca vince la causa.
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Calcolo del tasso usurario: polizze incluse e banca condannata
Il Debitore ha contestato il tasso di un prestito con cessione del quinto concesso dall'Istituto di Credito nel 2008. La Corte d'Appello ha dichiarato nullo il tasso di interesse perché, includendo i costi della polizza assicurativa obbligatoria, il tasso superava la soglia di usura. L'Istituto di Credito ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che le istruzioni della Banca d'Italia dell'epoca escludessero tali costi dal calcolo del tasso usurario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno stabilito che, per il calcolo del tasso usurario, tutte le spese collegate al credito, comprese le polizze assicurative, devono essere incluse nel conteggio, a prescindere dalle indicazioni amministrative contrarie. Il Debitore vince definitivamente la causa e l'Istituto di Credito deve restituire le somme indebitamente percepite.
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Ripetizione di indebito bancario: l’onere della prova al cliente
Un'azienda correntista ha avviato un'azione di ripetizione di indebito bancario contro un istituto di credito per ottenere la restituzione di somme addebitate illegittimamente su un conto corrente degli anni '90. Il Tribunale ha respinto la domanda per mancata produzione del contratto scritto. La Corte d'Appello ha invece accolto la domanda, presumendo l'inesistenza del contratto scritto e l'anteriorità del rapporto al 1992. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della banca, stabilendo che il giudice d'appello non può basare la decisione su fatti nuovi non allegati dalle parti (come l'inesistenza del contratto scritto) e che l'onere della prova grava sul correntista che agisce in giudizio. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Costi assicurativi e usura: polizza non collegata, banca assolta
La Corte di Cassazione affronta il tema dei costi assicurativi e usura in un contratto di leasing. Un'azienda sosteneva che il tasso di interesse fosse usurario, includendo nel calcolo le spese per delle polizze assicurative. La Corte ribadisce un principio fondamentale: i costi assicurativi vanno inclusi nel calcolo del tasso effettivo globale (TEG) solo se la polizza è direttamente collegata all'erogazione del credito. Tuttavia, in questo caso specifico, l'azienda ha perso il ricorso. I giudici hanno ritenuto che non fosse stata fornita la prova di tale collegamento, dato che le polizze erano state stipulate un anno dopo il leasing e coprivano anche altri rischi. Di conseguenza, la richiesta di accertamento dell'usura è stata respinta.
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Usura Bancaria e CMS: la Banca perde, ricalcolo obbligatorio
Una società cliente ha citato in giudizio una banca, contestando l'applicazione di interessi usurari e commissioni illegittime su due conti correnti. Il punto cruciale era se la Commissione di Massimo Scoperto (CMS) dovesse essere inclusa nel calcolo del costo totale del credito per i periodi antecedenti al 2010. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di usura bancaria e CMS: per i rapporti antecedenti al 2010, il calcolo va fatto separatamente. Si confronta il tasso di interesse con il suo tasso soglia e la CMS con la sua soglia specifica. L'eventuale eccedenza della CMS può essere compensata con il margine residuo degli interessi. Se, dopo questa operazione, rimane un importo a debito del cliente, si configura l'usura. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione e rinviato il caso per un nuovo giudizio.
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Commissione Massimo Scoperto: Cassazione sulla CMS
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente pagate su due conti correnti, lamentando l'applicazione di interessi usurari a causa dell'inclusione della Commissione Massimo Scoperto (CMS) nel calcolo del tasso effettivo. Dopo la reiezione in appello, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha ribadito un principio consolidato: la legge del 2009, che include la CMS nel calcolo del tasso soglia ai fini dell'usura, non ha efficacia retroattiva e non si applica ai rapporti sorti e conclusi prima della sua entrata in vigore.
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Inammissibilità ricorso cassazione: limiti e motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un cliente contro una società finanziaria in un caso di presunta usura. Il ricorso è stato respinto perché le censure sollevate non riguardavano violazioni di legge, ma tentavano di ottenere una nuova valutazione dei fatti già esaminati nei gradi di merito, operazione preclusa in sede di legittimità. La Suprema Corte ha ribadito che i motivi di ricorso devono essere specifici e non possono limitarsi a contestare l'interpretazione delle prove da parte del giudice d'appello.
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