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Tardività

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510 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Deposito telematico appello: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte di Appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile un appello per tardività. Il caso chiarisce che il deposito telematico dell'appello tramite Posta Elettronica Certificata (PEC), se effettuato entro i termini di legge, è pienamente valido. La Suprema Corte ha verificato che l'atto era stato depositato tempestivamente via PEC, contrariamente a quanto ritenuto dal giudice di secondo grado, e ha rinviato gli atti alla Corte di Appello per la prosecuzione del giudizio.
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Ricorso inammissibile tardività: le conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per tardività. L'imputato, condannato per vendita di prodotti con segni mendaci, ha presentato l'impugnazione ben oltre il termine legale, calcolato tenendo conto anche della sospensione feriale. La decisione comporta la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.
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DASPO tardivo: ricorso inammissibile per tardività
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la convalida di un DASPO. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, presentata oltre il termine di 15 giorni. La Corte ha inoltre chiarito, a titolo di completezza, che la procedura di convalida del DASPO tardivo era stata comunque corretta, rispettando il termine complessivo di 96 ore dalla notifica al soggetto interessato.
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Termini impugnazione penale: ricorso tardivo è K.O.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro un'ordinanza del GIP. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, presentata ben oltre il limite di 15 giorni previsto dalla legge. Questo caso sottolinea l'importanza inderogabile del rispetto dei termini di impugnazione penale, la cui violazione comporta non solo il rigetto del ricorso ma anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Tardività appello: quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a causa della tardività dell'appello. La sentenza chiarisce che, per un imputato assente ma a conoscenza del procedimento, il termine per impugnare decorre dalla lettura della sentenza in udienza e non da una successiva notifica. Questo caso sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini processuali, anche in presenza di apparenti irregolarità come errori nelle generalità anagrafiche.
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Ricorso tardivo e mandato d’arresto europeo: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di consegna alla Spagna in esecuzione di un mandato d'arresto europeo. La decisione si fonda sulla presentazione del ricorso tardivo, avvenuta oltre il termine perentorio di tre giorni previsto dalla legge, senza entrare nel merito delle questioni sollevate dal ricorrente.
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Termine ricorso cassazione: 60 giorni dalla PEC
Una compagnia aerea è stata condannata a risarcire un passeggero per la consegna ritardata del bagaglio. Dopo che il suo appello è stato dichiarato inammissibile, la compagnia ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha però dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, stabilendo che il termine ricorso cassazione di 60 giorni decorre dalla data della comunicazione via PEC dell'ordinanza di inammissibilità dell'appello, un termine che la compagnia non aveva rispettato.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un regolamento di competenza d'ufficio sollevato da un Tribunale. La richiesta è stata ritenuta inammissibile per due motivi: era tardiva e riguardava una questione di competenza per valore, un'ipotesi non prevista dalla legge per l'attivazione di questo strumento processuale.
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Ricusazione del giudice: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la ricusazione del giudice, chiarendo i limiti di questo strumento. La condotta del magistrato in aula e le sue decisioni processuali non costituiscono di per sé 'grave inimicizia', motivo valido per la ricusazione. Inoltre, la Corte ribadisce la perentorietà dei termini per presentare l'istanza, che decorrono dall'evento e non dalla successiva lettura del verbale d'udienza.
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Inammissibilità appello: il termine è perentorio
La Corte di Cassazione conferma la inammissibilità di un appello presentato oltre i termini di legge. La Corte ha stabilito che la tardività dell'impugnazione è un vizio insanabile che non può essere superato dalla successiva richiesta di un termine a difesa da parte del nuovo legale. Questa sentenza ribadisce il principio della perentorietà dei termini processuali e l'onere di specificità dei motivi di ricorso, confermando la declaratoria di inammissibilità appello.
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Opposizione tardiva sanzione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un esercente multato per la presenza di apparecchi da gioco irregolari. La decisione si fonda sulla manifesta tardività dell'opposizione alla sanzione originale. La Corte ha confermato che l'opposizione, presentata oltre un anno dopo la notifica dell'ordinanza-ingiunzione, era inammissibile. Il caso evidenzia l'importanza cruciale del rispetto dei termini perentori e le conseguenze di una opposizione tardiva sanzione, inclusa la condanna al pagamento di ulteriori somme per lite temeraria.
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Inammissibilità del ricorso: termini e conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da due soggetti contro un'ordinanza di confisca, a causa del mancato rispetto del termine di quindici giorni per l'impugnazione. La sentenza chiarisce che un ricorso tardivo non può essere convertito in opposizione, a differenza di un ricorso tempestivo presentato da un terzo cointeressato, che viene invece riqualificato e rinviato al tribunale competente. Il caso sottolinea l'importanza cruciale della tempestività nell'esercizio dei mezzi di impugnazione.
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Ricorso tardivo: quando un appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino avverso un'ordinanza di convalida di un divieto di accesso a manifestazioni sportive (DASPO). La decisione si fonda esclusivamente sulla tardività del ricorso, depositato oltre il termine perentorio di quindici giorni dalla notifica del provvedimento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, senza che la Corte entrasse nel merito delle motivazioni dell'appello.
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Termine impugnazione decreto: quando si riapre?
La Cassazione chiarisce il termine impugnazione decreto di liquidazione. La correzione di un mero errore di calcolo non riapre i termini per contestare i criteri di liquidazione, come la maggiorazione per complessità, già stabiliti nel provvedimento originario. L'opposizione presentata oltre il termine iniziale è inammissibile per tardività.
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Termine per l’impugnazione: calcolo e dies a quo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30072/2025, ha ribadito i criteri per il calcolo del termine per l'impugnazione nel processo penale. La Corte ha stabilito che il termine decorre dal giorno successivo alla scadenza per il deposito delle motivazioni, anche se tale giorno è festivo. La regola della proroga al primo giorno non festivo si applica solo alla scadenza finale del termine, non al suo inizio. Di conseguenza, un appello depositato oltre il termine così calcolato è stato dichiarato inammissibile per tardività.
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Bando da pubblici uffici: appello inammissibile
Un lavoratore, soggetto a un perpetuo bando da pubblici uffici, viene assunto e subito dopo licenziato da un ente pubblico. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, il suo ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile per essere stato presentato fuori termine, confermando di fatto il licenziamento senza entrare nel merito della questione.
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Termine impugnazione: come si calcola il dies a quo?
La Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha ribadito le regole per il calcolo del termine impugnazione nel processo penale. Il caso riguardava un ricorso dichiarato inammissibile perché presentato un giorno dopo la scadenza. La Suprema Corte ha confermato la decisione, chiarendo che il termine per impugnare decorre dal giorno successivo alla scadenza del termine per il deposito della motivazione della sentenza, in applicazione dell'art. 172, comma 4, cod. proc. pen. Questo principio, noto come 'dies a quo non computatur in termino', esclude dal conteggio il giorno iniziale.
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Inammissibilità del ricorso: motivi nuovi e tardività
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per estorsione. La decisione si fonda su due principi cardine del processo penale: il divieto di introdurre motivi nuovi in Cassazione, non proposti in appello, e la tardività della richiesta di applicazione di un'attenuante. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sospensione termini impugnazione: il calcolo corretto
Una sentenza della Corte di Cassazione chiarisce come calcolare la sospensione termini impugnazione per le liti fiscali definibili. La Corte ha annullato la decisione di secondo grado che aveva erroneamente dichiarato tardivo l'appello dell'Agenzia delle Entrate, non considerando la sospensione di nove mesi prevista dal D.L. 119/2018. Il caso riguardava un ingente avviso di accertamento per costi indeducibili e ricavi non contabilizzati.
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Sospensione termini impugnazione: Fisco vince in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, annullando una sentenza che aveva dichiarato tardivo il suo appello. Il caso verteva sulla corretta applicazione della sospensione termini impugnazione prevista per le liti fiscali definibili. La Corte ha chiarito che la sospensione di nove mesi opera automaticamente e si cumula con altre sospensioni, come quella per l'emergenza Covid-19, ma assorbe quella feriale. Di conseguenza, l'appello del Fisco era stato presentato tempestivamente e il caso è stato rinviato per un nuovo esame nel merito.
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