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Tardività

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510 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso tardivo: inammissibilità e conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso tardivo presentato oltre il termine di 45 giorni dalla scadenza del termine per il deposito della motivazione della sentenza di appello. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto dei termini processuali e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello non è valido
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per due motivi fondamentali: la tardività nella presentazione e l'impugnazione di una pena concordata in appello. La decisione sottolinea che l'accordo processuale ex art. 599-bis c.p.p. è un negozio giuridico vincolante che non può essere unilateralmente modificato, salvo che la pena sia illegale. La tardività, anche di pochi giorni, è un vizio insanabile che preclude l'esame del merito.
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Ricorso inammissibile: termini per l’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato oltre il termine perentorio di quindici giorni. Il ricorrente aveva impugnato un'ordinanza che gli imponeva l'obbligo di presentazione alla polizia, ma il deposito tardivo del ricorso ha impedito alla Corte di esaminare il merito della questione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario perché depositato oltre sei mesi dalla pubblicazione della sentenza impugnata. L'ordinanza chiarisce che la tardività del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, confermando l'importanza del rispetto dei termini perentori nel processo penale.
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Sospensione termini processuali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di inammissibilità di un appello, chiarendo che la sospensione termini processuali per l'emergenza COVID-19 si applica anche se la motivazione della sentenza viene depositata in anticipo. Il calcolo del termine per impugnare deve tener conto della proroga automatica di 64 giorni se la scadenza originaria cadeva nel periodo di sospensione, rendendo l'appello tempestivo.
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Termine impugnazione appello: l’errore materiale
La Cassazione annulla una sentenza di appello che aveva dichiarato un ricorso inammissibile per tardività. Un errore materiale sulla data della sentenza di primo grado aveva viziato il calcolo del termine impugnazione appello. Una volta accertata la tempestività, la Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione.
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Errore di fatto e onere di allegazione: il caso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione. La parte ricorrente sosteneva un errore di fatto del giudice per non aver applicato la sospensione dei termini processuali dovuta al sisma del 2016. La Corte chiarisce che non si tratta di un errore di fatto, poiché la circostanza non era mai stata menzionata negli atti del giudizio precedente, gravando sulla parte l'onere di allegazione.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è irrilevante
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché le motivazioni presentate dal ricorrente erano irrilevanti rispetto alla decisione della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva rigettato il precedente gravame per tardività, un punto non contestato dal ricorrente, che invece lamentava un vizio di motivazione nel merito. La decisione sottolinea l'importanza di contestare specificamente le ragioni della sentenza impugnata.
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Restituzione nel termine: la Cassazione sui termini
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7329/2024, ha stabilito che la richiesta di restituzione nel termine per impugnare una sentenza emessa prima della Riforma Cartabia è soggetta al vecchio termine di 10 giorni e non a quello nuovo di 30. La Corte ha chiarito che le nuove, più favorevoli, disposizioni procedurali non hanno efficacia retroattiva e si applicano solo alle sentenze pronunciate dopo l'entrata in vigore della riforma. Il ricorso è stato quindi respinto per tardività dell'istanza originaria.
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Sospensione feriale e reclamo per liberazione anticipata
La Corte di Cassazione ha stabilito che il reclamo contro il diniego di liberazione anticipata è soggetto alla sospensione feriale dei termini. Un reclamo, inizialmente dichiarato inammissibile per tardività dal Tribunale di Sorveglianza, è stato ritenuto tempestivo perché i termini per l'impugnazione erano stati sospesi dal 1 al 31 agosto. La Corte ha quindi annullato la decisione e rinviato il caso per un nuovo esame nel merito.
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Tardività querela: quando decorre il termine na truffa
Una sentenza della Corte di Cassazione ha annullato una condanna per truffa a causa della tardività della querela. Il caso riguardava una donna che aveva ottenuto un bonifico illecito fornendo il proprio IBAN. La Corte ha chiarito che il termine per sporgere querela decorre dal momento in cui la vittima ha piena consapevolezza della frode, ovvero dal momento del bonifico, e non da successivi tentativi di restituzione del maltolto.
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Inammissibilità ricorso: quando è tardivo e generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di due imputati condannati per violenza a pubblico ufficiale. I motivi sono stati ritenuti in parte tardivi, poiché eccepiti solo in appello e non alla prima udienza utile, e in parte manifestamente infondati e generici, in quanto non specificavano le presunte illogicità della sentenza impugnata. La decisione sottolinea l'importanza di presentare eccezioni procedurali tempestivamente e di formulare i motivi di ricorso in modo specifico e puntuale.
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Notifica al difensore: quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto, il cui reclamo era stato dichiarato inammissibile per tardività. La Corte ha stabilito che la notifica al difensore nominato al momento dell'emissione del provvedimento è valida ai fini della decorrenza dei termini per l'impugnazione, anche se successivamente viene nominato un nuovo legale. L'esame degli atti ha infatti confermato la correttezza della notifica originaria, rendendo infondata la doglianza del ricorrente.
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Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso per Cassazione presentato personalmente da due imputati. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che richiedono obbligatoriamente la sottoscrizione di un avvocato cassazionista per questo tipo di impugnazione, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Impugnazione tardiva e mandato d’arresto europeo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro una sentenza della Corte d'Appello relativa a un mandato di arresto europeo. La decisione si fonda sull'impugnazione tardiva, presentata un giorno oltre il termine perentorio di 5 giorni stabilito dalla nuova normativa. La Suprema Corte ribadisce che il mancato rispetto dei termini procedurali preclude l'esame nel merito e comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è tardivo
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per quattro imputati. Per tre di essi, l'impugnazione è stata presentata oltre i termini di legge (tardività). Per il quarto, i motivi sono stati giudicati generici, in quanto non contenevano una critica specifica alla sentenza impugnata, ma si limitavano a riproporre questioni già valutate. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto delle scadenze processuali e della specificità dei motivi di ricorso.
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Appello tardivo: inammissibilità e conseguenze
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1165/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la decisione della Corte d'Appello che aveva respinto il suo appello tardivo. La Corte ha chiarito che la presentazione di un'impugnativa fuori termine non impedisce il passaggio in giudicato della sentenza di primo grado, la quale diventa immediatamente esecutiva. L'inammissibilità del ricorso principale preclude inoltre la possibilità di correggere eventuali errori materiali.
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Tardività ricorso MAE: inammissibile se tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una decisione di consegna basata su un Mandato di Arresto Europeo. La causa dell'inammissibilità è la tardività del ricorso, presentato oltre il termine perentorio di cinque giorni dalla lettura della sentenza in udienza, rendendo irrilevanti i motivi di merito sollevati dalla difesa.
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Notifica PEC sentenza: quando è valida per l’appello?
Una società di servizi per l'assistenza al volo ha visto il suo appello dichiarato inammissibile per tardività. La società sosteneva che la notifica PEC sentenza di primo grado fosse invalida. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la notifica via PEC era pienamente valida ed efficace, facendo decorrere il termine di 30 giorni per l'appello. La presenza di altre comunicazioni nella stessa email non ha invalidato la notifica, poiché lo scopo di portare a conoscenza l'atto era stato raggiunto.
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Termine ricusazione giudice: decorrenza e conoscenza
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul termine ricusazione giudice. Con la sentenza n. 47007/2024, ha chiarito che il termine di tre giorni per presentare l'istanza decorre dal momento della conoscenza effettiva e completa della causa di ricusazione, e non dalla sua mera conoscibilità. Questo è particolarmente vero quando il provvedimento che origina il dubbio di imparzialità proviene da un processo diverso. La Corte ha annullato l'ordinanza che dichiarava inammissibile per tardività l'istanza, basandosi sul fatto che la semplice autorizzazione a estrarre copia di una sentenza non equivale a conoscenza effettiva del suo contenuto.
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