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Tardività

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510 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso in Cassazione tardivo: le conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato oltre i termini di legge. L'impugnazione, relativa a una condanna per minacce e lesioni, è stata giudicata irricevibile a causa del suo deposito tardivo. Questa decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei tempi processuali, con la conseguenza per il ricorrente di dover pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Termine impugnazione appello: quando è tardivo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché presentato oltre i termini. L'ordinanza chiarisce che il termine impugnazione appello non beneficia della proroga di quindici giorni se il giudizio si è svolto con rito camerale non partecipato e l'imputato non ha chiesto di presenziare. La tardività del ricorso assorbe ogni altra questione sollevata, inclusa quella di legittimità costituzionale.
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Termine impugnazione: la traduzione fa la differenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di inammissibilità di un appello, stabilendo un principio fondamentale per gli imputati che non conoscono la lingua italiana. Il caso riguardava un appello dichiarato tardivo dalla Corte d'Appello, che aveva calcolato il termine per l'impugnazione dalla data di deposito della motivazione in italiano. La Suprema Corte ha chiarito che, se il giudice dispone la traduzione della sentenza, il termine impugnazione decorre non dal deposito della motivazione, ma dal momento in cui la sentenza tradotta viene notificata all'imputato, garantendo così l'effettivo diritto di difesa.
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Ricorso per cassazione tardivo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile l'impugnazione di una società contro due sentenze del Tribunale. La decisione si fonda sulla tardività del ricorso, chiarendo che la proposizione di un'istanza di revocazione non sospende automaticamente i termini per ricorrere in Cassazione. La Corte sottolinea che la sospensione deve essere esplicitamente concessa dal giudice prima della scadenza del termine stesso, altrimenti si configura un ricorso per cassazione tardivo.
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Ricorso inammissibile: motivi di appello e genericità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati tributari. I motivi sono la tardività della doglianza, non sollevata in appello, e la genericità delle censure sull'elemento psicologico del reato e sulle attenuanti generiche, che non si confrontano con la motivazione della sentenza impugnata.
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Appello tardivo: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso con cui si contestavano vizi procedurali del giudizio d'appello. La Corte ha stabilito che, essendo stato l'appello originario dichiarato inammissibile per tardività, non è possibile sollevare in Cassazione questioni diverse da quelle che contestano specificamente tale tardività. La declaratoria di un appello tardivo crea una preclusione che 'copre' ogni altra nullità, anche se assoluta.
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Termini impugnazione penale: quando l’appello è tardivo
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per tardività, chiarendo il calcolo dei termini impugnazione penale. La Corte ha confermato che la proroga del termine che scade in un giorno festivo si applica, ma non salva l'impugnazione depositata ben oltre la scadenza finale, anche considerando la sospensione feriale.
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Tardività appello: ricorso inammissibile e sanzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando la precedente decisione della Corte d'Appello. Il motivo risiede nella tardività dell'appello originario, depositato oltre il termine perentorio di 45 giorni. La manifesta infondatezza del ricorso ha comportato, oltre alla condanna alle spese processuali, il versamento di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a carico del ricorrente, a causa della colpa nell'aver presentato un'impugnazione evidentemente destinata al fallimento.
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Ricorso tardivo: quando è inammissibile l’appello PM
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro un'ordinanza del Tribunale. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, presentata oltre il termine di 15 giorni. La Corte sottolinea che un ricorso tardivo non è sanabile nemmeno se l'atto impugnato è considerato abnorme, salvo casi eccezionali di anomalia radicale che provochi una stasi processuale altrimenti irrisolvibile, condizione non riscontrata nel caso di specie.
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Termini impugnazione penale: +15 giorni in assenza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile per tardività l'appello di un imputato giudicato in assenza. La sentenza chiarisce che, per effetto della Riforma Cartabia, i termini di impugnazione penale sono aumentati di 15 giorni in caso di assenza, rendendo l'appello tempestivo. Il caso è stato rinviato al Tribunale per il giudizio di merito.
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Termini processuali penali: il sabato non è festivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché presentato oltre il termine di 15 giorni. La sentenza chiarisce un punto cruciale sui termini processuali penali: la scadenza che cade di sabato non viene prorogata al giorno lavorativo successivo, poiché il sabato non è considerato un giorno festivo ai fini procedurali. Di conseguenza, il mancato rispetto di tale scadenza comporta la tardività e l'inammissibilità dell'impugnazione, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo fallimento: inammissibilità e termini
Una società creditizia ha impugnato un decreto che rigettava la sua ammissione al passivo fallimentare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, qualificandolo come ricorso tardivo fallimento perché presentato ben oltre il termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento. Di conseguenza, anche l'intervento di una società cessionaria del credito è stato dichiarato inammissibile.
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Termini per impugnare: quando il ricorso è tardivo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché depositato oltre i termini per impugnare. L'analisi si concentra sul calcolo dei termini, inclusa la sospensione feriale, e chiarisce che l'estensione di 15 giorni non si applica se l'imputato era presente al giudizio. La tardività comporta la condanna alle spese processuali e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende.
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Restituzione nel termine: ricorso inammissibile
Un imputato, condannato in appello, chiede la restituzione nel termine per proporre ricorso, sostenendo di non essere stato informato dal suo legale. La Cassazione dichiara la richiesta e il ricorso inammissibili, chiarendo che problemi di comunicazione con il difensore non costituiscono caso fortuito e che l'istanza andava proposta al giudice competente.
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Termine impugnazione: calcolo e proroga per festività
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità, chiarendo il corretto calcolo del termine impugnazione quando sia il termine per il deposito della sentenza che quello finale per appellare cadono in un giorno festivo. La Corte ha stabilito che la proroga di un termine al primo giorno non festivo successivo sposta anche la decorrenza del termine conseguente, garantendo alla parte di fruire dell'intero periodo previsto dalla legge per l'impugnazione.
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Ricorso straordinario tardivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario perché presentato fuori termine. Il ricorrente lamentava un errore nella notifica dell'avviso di udienza, inviato a un avvocato omonimo. La Corte ha stabilito che il termine perentorio per l'impugnazione decorre dalla data di deposito del provvedimento impugnato, non dal momento in cui la parte ne viene a conoscenza, sottolineando la prevalenza del principio di certezza del diritto.
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Impugnazione tardiva: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore della Repubblica avverso una sentenza di incompetenza territoriale. La decisione si fonda sulla constatazione di un'impugnazione tardiva, presentata oltre il termine perentorio stabilito dalla legge. La sentenza impugnata era stata emessa e depositata il 12 dicembre 2024, con scadenza per l'impugnazione il 26 gennaio 2025, mentre il ricorso è stato depositato solo il 4 marzo 2025.
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Termine impugnazione penale: ricorso tardivo è perso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso poiché presentato oltre il termine di impugnazione penale di 15 giorni previsto per i procedimenti camerali. La tardività ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando l'importanza cruciale del rispetto delle scadenze procedurali.
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Ricorso cautelare tardivo: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello di un Pubblico Ministero contro un'ordinanza che riqualificava un reato e revocava una misura cautelare. La decisione si fonda sulla constatazione che si trattava di un ricorso cautelare tardivo, in quanto pervenuto alla cancelleria del giudice competente oltre il termine di dieci giorni. La sentenza ribadisce che, in materia cautelare, la data rilevante per la tempestività è quella di ricezione dell'atto, non quella di spedizione a mezzo posta.
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Revoca patente: nessun termine di 90 giorni
Un automobilista si opponeva alla revoca patente disposta dalla Prefettura, ritenendola tardiva. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio cruciale: la revoca della patente, essendo una sanzione amministrativa accessoria a un reato, non è soggetta al termine di 90 giorni dei procedimenti amministrativi (L. 241/1990), ma unicamente al termine di prescrizione quinquennale previsto dalla L. 689/1981.
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