La Corte d'Appello di Roma ha respinto una richiesta di sospensione dell'efficacia esecutiva di una sentenza di primo grado. L'ordinanza chiarisce che, per ottenere la sospensione, non basta che l'appello non sia manifestamente infondato, ma è necessaria la prova di un pregiudizio grave e irreparabile, che non sussiste nel normale pagamento di spese legali, considerate somme ripetibili. La mancanza di prova del 'periculum in mora' è stata decisiva per il rigetto.
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