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Sorveglianza Speciale — Anno 2025

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139 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sorveglianza Speciale

Provvedimenti

Particolare tenuità del fatto: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per aver violato ripetutamente la sorveglianza speciale. La difesa invocava l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), ma la Corte ha stabilito che la molteplicità delle violazioni è un elemento decisivo che esclude tale istituto, confermando la valutazione del giudice di merito.
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Guida senza patente e sorveglianza speciale: Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per guida senza patente mentre era sottoposto a sorveglianza speciale. I motivi, volti a una rilettura dei fatti e alla concessione di attenuanti, sono stati respinti come contestazioni di merito, non ammissibili in sede di legittimità, confermando la condanna.
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Pericolosità sociale: la valutazione dopo la detenzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, dopo un lungo periodo di detenzione, la rivalutazione della pericolosità sociale di un individuo ai fini di una misura di prevenzione è un atto dovuto ma limitato. Il tribunale può solo confermare l'esecuzione della misura sospesa o revocarla, senza poter modificare la categoria di pericolosità o la natura della misura stessa. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché le censure del ricorrente vertevano sul merito della valutazione, non sindacabile in sede di legittimità, e chiedevano una modifica della misura non consentita dalla procedura specifica.
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Sorveglianza speciale: quando c’è abitualità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione della sorveglianza speciale. Il caso verteva sulla frequentazione di un pregiudicato, e la Corte ha stabilito che, per integrare il requisito dell'abitualità, è sufficiente che l'atto di accusa menzioni gli episodi precedenti, anche se indica come data di commissione del reato solo quella dell'ultimo incontro. Questa modalità non viola il diritto di difesa né il principio di correlazione tra accusa e sentenza.
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Custodia cautelare: quando il carcere è inevitabile
Un individuo, accusato di essere a capo di un'associazione a delinquere responsabile di decine di furti, ha impugnato la decisione che gli negava gli arresti domiciliari in sostituzione della custodia cautelare in carcere. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. Secondo la Corte, dato l'elevatissimo rischio di recidiva, il ruolo organizzativo del soggetto e l'impressionante numero di reati commessi, la detenzione in carcere rappresentava l'unica misura idonea a prevenire la commissione di ulteriori crimini, ritenendo inadeguato anche il controllo tramite braccialetto elettronico.
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Pericolosità sociale: la valutazione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale, il quale sosteneva che la sua prolungata custodia cautelare avesse fatto venir meno la sua pericolosità sociale attuale. La Corte ha chiarito che, a differenza dell'espiazione di una pena definitiva, la custodia cautelare conferma la persistenza delle esigenze che giustificano la misura di prevenzione. I motivi di ricorso basati su una diversa interpretazione dei fatti sono stati giudicati inammissibili.
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Guida senza patente sorvegliato speciale: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di guida senza patente da parte di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale. In applicazione di una recente sentenza della Corte Costituzionale, i giudici hanno stabilito che il reato sussiste solo se la revoca della patente è direttamente collegata alla pericolosità sociale del soggetto. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per verificare la motivazione originaria della revoca, aprendo la strada all'assoluzione qualora manchi tale collegamento.
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Divieto detenzione cellulari: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale, condannato per la violazione del divieto detenzione cellulari. La Corte ha ritenuto il ricorso una mera riproposizione di censure già respinte, confermando la legittimità del provvedimento basato sulla pericolosità del soggetto e le circostanze specifiche della violazione, come il trovarsi fuori dal territorio di soggiorno obbligato con due telefoni.
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Sorveglianza Speciale: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una misura di sorveglianza speciale. La sentenza ribadisce che, in materia di prevenzione, il ricorso è ammesso solo per violazione di legge e non per vizi di motivazione, a meno che questa non sia totalmente assente o meramente apparente. Nel caso specifico, i giudici hanno ritenuto adeguata la motivazione della Corte d'Appello, basata su una lunga serie di reati indicativi della pericolosità sociale del soggetto.
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Bilanciamento circostanze: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la decisione di merito sul bilanciamento circostanze. La Corte ha ribadito che la valutazione tra attenuanti generiche e recidiva è un giudizio discrezionale del giudice, non sindacabile in sede di legittimità se non illogico o arbitrario, confermando la costituzionalità delle norme che limitano tale potere in caso di recidiva qualificata.
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Pericolosità Sociale: i requisiti della Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la misura della sorveglianza speciale basata su una valutazione di pericolosità sociale. La decisione si fonda sulla lunga carriera criminale del soggetto, sulla natura lucrativa dei reati e sull'assenza di un'attività lavorativa lecita, respingendo le censure sulla motivazione del provvedimento.
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Violazione sorveglianza speciale: quando è abituale?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione sorveglianza speciale. La sentenza chiarisce che per configurare il reato non è necessaria una relazione costante con altri pregiudicati, ma sono sufficienti contatti plurimi e non occasionali che dimostrino l'abitualità del comportamento. Viene inoltre ribadito che la prescrizione maturata dopo la sentenza d'appello non può essere dichiarata se il ricorso è manifestamente infondato.
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Sorveglianza speciale: obblighi e conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la violazione degli obblighi della sorveglianza speciale. La sentenza ribadisce che per configurare il reato è sufficiente il dolo generico, ovvero la semplice coscienza e volontà di non adempiere a una prescrizione, rendendo irrilevante la giustificazione di una mera 'dimenticanza' da parte del soggetto sorvegliato.
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Sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per violazione degli obblighi di sorveglianza speciale. I giudici hanno respinto le doglianze relative alla mancata rivalutazione della pericolosità sociale post-detenzione e all'intervenuta prescrizione del reato, confermando la condanna e le motivazioni delle corti di merito.
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Mancato versamento cauzione: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il mancato versamento della cauzione imposta nell'ambito della misura di prevenzione della sorveglianza speciale. I giudici hanno ritenuto le argomentazioni della difesa, basate su una presunta impossibilità economica, generiche e prive di prove concrete, confermando la condanna e sanzionando il ricorrente per aver presentato un ricorso infondato.
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Ricorso inammissibile: la genericità dei motivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per la violazione della sorveglianza speciale. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello, che non specificavano le argomentazioni difensive asseritamente ignorate dai giudici di merito. Tale inammissibilità ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per violazione sorveglianza
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un soggetto condannato per aver violato le prescrizioni della sorveglianza speciale. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso generici, confermando la valutazione dei giudici di merito sull'abitualità del comportamento del ricorrente, che impediva l'applicazione di cause di non punibilità e attenuanti.
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Causa di non punibilità e precedenti specifici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza del motivo, poiché la reiterazione della condotta e i precedenti penali specifici dell'imputato per violazioni identiche sono stati ritenuti elementi ostativi al riconoscimento del beneficio.
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Violazione sorveglianza speciale: quando è reato?
Un individuo sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno viola la misura recandosi in un comune limitrofo in bicicletta. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il suo ricorso, confermando che per la violazione sorveglianza speciale è sufficiente la coscienza e volontà di trasgredire (dolo generico) e che la non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) può essere esclusa in presenza di precedenti che indicano una tendenza a violare la legge.
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Violazione sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la violazione della sorveglianza speciale. La Corte ha ribadito che per questo reato è sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza di violare le prescrizioni. Inoltre, ha confermato la decisione di non applicare la causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto, data la gravità del comportamento e i precedenti del soggetto, che dimostravano totale indifferenza alle regole imposte.
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