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Soggetto Non Residente

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un'impresa o un professionista che non ha la sede della propria attività economica, né una stabile organizzazione, nel territorio dello Stato italiano.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rimborso IVA per non residenti: formalità contro diritti in Cassazione
Un'azienda, non residente in Italia al momento dell'importazione, ha chiesto il **rimborso IVA per non residenti** per l'imposta pagata in dogana su prodotti farmaceutici importati dagli USA e poi venduti a clienti nel Regno Unito. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che l'azienda avrebbe dovuto identificarsi fiscalmente in Italia prima delle operazioni. La Commissione Tributaria Provinciale aveva inizialmente accolto il ricorso, ma la Regionale lo ha respinto, ritenendo che l'azienda avesse effettuato un'operazione attiva imponibile in Italia. La Corte di Cassazione ha riconosciuto la complessità della questione, specialmente in relazione al diritto dell'Unione Europea e al principio di neutralità dell'IVA, rinviando la causa a un'udienza tematica per approfondire.
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Rimborso IVA Soggetti Non Residenti: Attività in Italia e Diniego
Un'azienda estera, con sede in Estonia, ha chiesto il rimborso IVA per acquisti di beni effettuati in Italia nel 2015. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che l'azienda, pur non residente, aveva svolto "operazioni attive" in Italia, trasformando e rivendendo i beni a società extra-UE mentre questi si trovavano ancora sul territorio italiano. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego del **rimborso IVA soggetti non residenti**. Ha stabilito che, in presenza di tali operazioni attive, l'azienda avrebbe dovuto dotarsi di una partita IVA italiana tramite identificazione diretta o nominare un rappresentante fiscale, seguendo la procedura ordinaria di detrazione/rimborso, anziché quella semplificata per i non residenti.
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Fisco contro ricerca: sì al rimborso IVA soggetti non residenti
L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso dell'IVA a una società estera, sostenendo che le prestazioni ricevute fossero semplici consulenze tecniche prive del requisito di territorialità. La Corte di Cassazione ha invece confermato la decisione dei giudici di merito, qualificando le prestazioni come servizi scientifici legati alla ricerca e allo sviluppo di nuovi prodotti brevettabili. Di conseguenza, la Suprema Corte ha riconosciuto il diritto al rimborso IVA soggetti non residenti ai sensi dell'art. 38-ter del d.P.R. n. 633/1972, respingendo il ricorso del fisco e condannandolo al pagamento delle spese processuali.
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Rimborso IVA a non residenti: negato se i beni sono lavorati in Italia
Una società spagnola acquista componenti in Italia, li fa assemblare sul posto e poi li cede a un cliente in Brasile. L'Agenzia delle Entrate nega la sua richiesta di rimborso IVA. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo un principio importante sul rimborso IVA a non residenti. L'assemblaggio dei beni in Italia, prima della loro esportazione, è considerato un'operazione attiva sul territorio nazionale. Questa attività esclude la società dalla procedura di rimborso semplificata. Per recuperare l'imposta, l'azienda avrebbe dovuto identificarsi direttamente ai fini IVA in Italia o nominare un rappresentante fiscale.
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Rimborso IVA negato? Società estera vince con stabile organizzazione
Una società estera, pur avendo una stabile organizzazione in Italia, ha chiesto un rimborso IVA tramite il suo rappresentante fiscale per acquisti gestiti direttamente dalla casa madre. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che tutte le operazioni dovessero passare dalla stabile organizzazione. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società. Ha stabilito che il rimborso IVA per un soggetto non residente è legittimo se la stabile organizzazione non ha partecipato alle operazioni che hanno generato il credito. La semplice esistenza di una sede in Italia non preclude automaticamente l'uso del rappresentante fiscale; è necessario verificare il coinvolgimento effettivo della sede stessa.
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Rimborso IVA non residente: la forma non prevale
Un'impresa dell'Unione Europea si è vista negare il rimborso dell'IVA pagata in Italia a causa di un mancato adempimento formale preventivo. La Corte di Cassazione ha accolto le ragioni dell'impresa, stabilendo che, in assenza di frode, la sostanza dell'operazione prevale sulla forma. La sentenza ribadisce che il diritto al rimborso IVA non residente è garantito se i requisiti sostanziali sono soddisfatti, in linea con il principio di neutralità fiscale.
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Rimborso IVA: no alla via facile se c’è leasing
Una società belga ha acquistato attrezzature aeroportuali in Italia, pagando l'IVA, per poi concederle in leasing alla stessa venditrice. La Corte di Cassazione ha negato la possibilità di accedere alla procedura semplificata di rimborso IVA, poiché l'operazione di leasing costituisce un'operazione attiva sul territorio nazionale. Tale attività obbliga il soggetto non residente a identificarsi in Italia e a seguire la procedura ordinaria per il recupero dell'imposta.
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