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Socio

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La persona che possiede quote o azioni di una società, partecipando ai suoi utili e, nei limiti previsti dalla legge, alle sue perdite.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sequestro preventivo società: il socio non può impugnare da solo
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un indagato, socio di una società, contro il sequestro preventivo di fondi societari. L'indagato aveva impugnato il provvedimento in proprio, ma il Tribunale e poi la Cassazione hanno stabilito che solo il legale rappresentante della società ha la legittimazione ad agire per la restituzione dei beni aziendali. Un socio, infatti, detiene solo un interesse indiretto e non la titolarità giuridica diretta sui beni della società. La sentenza ribadisce che per contestare un sequestro preventivo società, l'azione deve essere promossa dal rappresentante legale con procura speciale, non dal singolo socio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'indagato condannato alle spese.
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Responsabilità dei soci dopo la cancellazione: socio condannato
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento per tasse non pagate nei confronti di una società a responsabilità limitata e dei suoi membri. Dopo la cancellazione della società dal registro delle imprese, un ex membro ha impugnato l'atto. I giudici di appello lo avevano liberato da ogni obbligo ritenendo che, come liquidatore, non dovesse pagare i debiti sociali. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del fisco, stabilendo che l'uomo deve rispondere dei debiti tributari in quanto era anche socio della società estinta. La Corte ha chiarito che la responsabilità dei soci dopo la cancellazione opera automaticamente nei limiti di quanto riscosso in base al bilancio finale di liquidazione. Di conseguenza, l'ex socio è stato condannato a pagare i debiti fiscali e le spese di giudizio.
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Comparizione spontanea e sanatoria nel fallimento
La Corte di Cassazione ha chiarito che la comparizione spontanea del socio illimitatamente responsabile durante l'udienza prefallimentare sana l'omessa notifica del ricorso. Nel caso di specie, un socio aveva contestato la dichiarazione di fallimento lamentando di non aver ricevuto la notifica personale. Tuttavia, la sua presenza in udienza e il rinvio concesso dal tribunale per permettergli di preparare le difese hanno garantito il rispetto del contraddittorio. La Corte ha confermato che nei procedimenti camerali si applica il regime di sanatoria delle nullità, rendendo irrilevante il vizio di notifica iniziale se lo scopo dell'atto è stato comunque raggiunto.
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Definizione agevolata: stop alle liti in Cassazione
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF basato su una ricostruzione induttiva dei ricavi tramite percentuali di ricarico. Dopo aver ottenuto ragione nei primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. Durante la pendenza del ricorso, la parte ha richiesto l'accesso alla definizione agevolata prevista dalla Legge 130/2022. La Suprema Corte, riscontrando la sussistenza dei requisiti legali, ha disposto la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Accertamento tributario: validità senza allegazione PVC
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'erede contro un accertamento tributario relativo a quote di partecipazione societaria. La ricorrente lamentava la mancata allegazione del Processo Verbale di Constatazione (PVC) all'avviso di accertamento, sostenendo una lesione del diritto di difesa. La Suprema Corte ha stabilito che l'obbligo di motivazione è assolto anche tramite rinvio a documenti non allegati, purché siano legalmente accessibili al contribuente. Nel caso di specie, trattandosi di documenti societari, il socio e i suoi eredi hanno il potere di consultazione ex art. 2261 c.c., rendendo superflua l'allegazione materiale del verbale.
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Iscrizione Albo: obbligo contributi minimi
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'**Iscrizione Albo** professionale è il presupposto sufficiente per l'obbligo di versamento dei contributi alla Cassa di previdenza di categoria. Il caso riguardava un professionista che negava il debito contributivo sostenendo di svolgere esclusivamente attività di amministratore societario e non la libera professione. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione di merito, confermando che la natura occasionale dell'attività o il ruolo di amministratore non escludono l'obbligo di pagare i contributi minimi se permane l'iscrizione all'ordine professionale.
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Giudicato favorevole: effetti per i soci di società
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudicato favorevole ottenuto da una società di persone in merito all'annullamento di un avviso di accertamento si estende automaticamente ai soci. Nel caso in esame, i soci avevano impugnato avvisi IRPEF derivanti da una verifica fiscale societaria. Durante il giudizio di legittimità, è stata depositata una sentenza definitiva che annullava l'accertamento principale della società per motivi di merito. La Corte ha accolto i ricorsi dei contribuenti, confermando che l'annullamento dell'atto presupposto (quello societario) travolge necessariamente gli atti conseguenti notificati ai singoli soci, in virtù del principio di economia processuale e della natura pregiudiziale del reddito d'impresa rispetto a quello dei partecipanti.
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Cooperative edilizie: guida a imposta registro e IVA
La Corte di Cassazione ha stabilito che le assegnazioni di alloggi da parte di cooperative edilizie ai propri soci beneficiano dell'imposta di registro in misura fissa, anche se l'operazione risulta esente da IVA. La Corte ha chiarito che la normativa speciale di favore per le cooperative prevale sulle regole generali di tassazione. Inoltre, il termine di quattro anni per l'esenzione IVA decorre dalla data ufficiale di ultimazione dell'intero fabbricato certificata da un tecnico abilitato, e non dalla semplice immissione nel possesso del socio.
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Autonoma organizzazione IRAP: socio e rimborso
Un revisore legale, socio di una nota società di revisione, ha impugnato il diniego di rimborso dell'imposta versata, contestando la sussistenza dell'**autonoma organizzazione IRAP**. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che l'inserimento in una struttura organizzativa altrui, anche in qualità di socio, non configura automaticamente il presupposto impositivo. La decisione sottolinea che l'onere della prova spetta all'amministrazione e che la semplice partecipazione a un sodalizio professionale non equivale a possedere una propria struttura organizzata.
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Supersocietà di fatto: regole sul fallimento
La Corte di Cassazione ha confermato il fallimento di una supersocietà di fatto composta da diverse entità societarie e persone fisiche. Il cuore della decisione riguarda l'accertamento dello stato d'insolvenza: sebbene debba essere autonomo rispetto a quello dei singoli soci, esso può essere desunto indiziariamente dai debiti contratti dai soci per conto dell'impresa comune. La sentenza chiarisce che l'insolvenza della società occulta coincide spesso con quella dell'imprenditore palese quando l'attività è riferibile al gruppo.
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Responsabilità dei soci: quando il patto è opponibile
La Corte di Cassazione ha confermato che la clausola di limitazione della responsabilità dei soci in una società semplice è opponibile ai terzi se l'atto costitutivo è depositato nel Registro delle Imprese. Nel caso di specie, un'associazione creditrice pretendeva il pagamento di forniture dai singoli soci di una società agricola. Tuttavia, la presenza del patto limitativo della responsabilità dei soci nell'atto depositato è stata considerata un mezzo idoneo a rendere conoscibile tale limitazione, escludendo la responsabilità di chi non aveva agito in nome della società.
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Impugnazione sentenza appello: il caso in Cassazione
Un socio di una società in nome collettivo ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione per l'impugnazione di una sentenza della Corte d'Appello. Il ricorso, basato su cinque distinti motivi, contesta la decisione di secondo grado emessa in una controversia con una società a responsabilità limitata. L'ordinanza della Suprema Corte introduce il giudizio di legittimità sulla base dei motivi addotti.
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