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Socio Di Capitale

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Soggetto che partecipa a una società limitandosi a conferire denaro o beni, senza svolgere alcuna attività lavorativa al suo interno.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contributi previdenziali su utili societari: ko per l’INPS
L'INPS pretendeva il pagamento di contributi previdenziali sulla quota di utili percepiti da un cittadino in qualità di socio di una società a responsabilità limitata. Il cittadino si è opposto, evidenziando di non svolgere alcuna attività lavorativa all'interno della società, essendone un mero socio di capitale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che i contributi previdenziali su utili societari non sono dovuti se derivano da una semplice partecipazione finanziaria. Gli utili da mero capitale costituiscono infatti redditi di capitale e non redditi d'impresa, gli unici soggetti a contribuzione per la gestione commercianti. Vince il socio, con condanna dell'ente previdenziale al pagamento delle spese processuali.
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Contributi previdenziali socio s.r.l.: niente INPS senza lavoro
L'INPS ha richiesto il pagamento di contributi previdenziali a un socio di una società a responsabilità limitata, calcolati sui redditi derivanti dalla sua partecipazione azionaria. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta poiché il socio non svolgeva alcuna attività lavorativa all'interno dell'azienda. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che l'obbligo di versare i contributi previdenziali socio s.r.l. sorge solo in presenza di un'effettiva attività di lavoro autonomo. I semplici redditi di capitale, derivanti dalla mera partecipazione societaria senza prestazione lavorativa, sono esclusi dalla base imponibile contributiva. Vince quindi il socio, che non deve pagare alcuna somma aggiuntiva all'INPS.
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Contributi previdenziali socio di capitale: stop INPS su utili
L'INPS ha richiesto a un cittadino il pagamento di contributi previdenziali calcolati non solo sul suo reddito da amministratore, ma anche sui dividendi percepiti come semplice socio di capitale in altre società. L'interessato ha proposto opposizione, sostenendo che tali somme non dovessero rientrare nella base imponibile. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'INPS, confermando che i redditi derivanti dalla mera partecipazione societaria, senza lo svolgimento di attività lavorativa abituale e prevalente, non sono soggetti a contribuzione. Di conseguenza, i contributi previdenziali socio di capitale non sono dovuti sui redditi di puro capitale, escludendo così pretese indebite dell'ente previdenziale e confermando la vittoria del cittadino, con condanna dell'INPS al pagamento delle spese processuali.
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Imponibile contributivo Gestione commercianti: stop pretese INPS
L'INPS ha richiesto a un agente di commercio il pagamento di contributi previdenziali calcolati non solo sul suo reddito professionale, ma anche sui dividendi percepiti come socio non lavoratore di altre due società. Il lavoratore ha proposto opposizione, sostenendo che tali utili non dovessero rientrare nel calcolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che l'imponibile contributivo Gestione commercianti comprende esclusivamente i redditi d'impresa derivanti da attività lavorativa diretta e abituale. Di conseguenza, i redditi di capitale derivanti dalla sola partecipazione azionaria senza prestazione di lavoro sono esclusi dalla tassazione previdenziale. Vince il lavoratore, con condanna dell'INPS al pagamento delle spese processuali.
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Contribuzione Gestione Commercianti: no ai soci non lavoratori
L'ente previdenziale ha richiesto a un lavoratore autonomo il pagamento di contributi previdenziali calcolati anche sui redditi derivanti dalla sua partecipazione come socio non lavoratore in due società di capitali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente, confermando che la contribuzione Gestione Commercianti deve essere calcolata esclusivamente sui redditi d'impresa legati all'effettivo svolgimento di un'attività lavorativa. I semplici redditi di capitale, derivanti dalla mera partecipazione societaria senza prestazione di lavoro, non possono essere assoggettati a contribuzione. Di conseguenza, il lavoratore non deve pagare i contributi richiesti su tali somme e l'ente pubblico è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Imponibile contributivo: l’INPS perde contro il socio non lavoratore
L'INPS ha richiesto a un artigiano il pagamento di contributi previdenziali aggiuntivi. L'ente pretendeva di calcolare l'imponibile contributivo includendo anche i dividendi percepiti dall'uomo come semplice socio di capitale in due società a responsabilità limitata, nelle quali non svolgeva alcuna attività lavorativa. L'artigiano si è opposto alla richiesta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, stabilendo che i redditi di capitale derivanti dalla mera partecipazione a società, senza prestazione di lavoro, non rientrano nell'imponibile contributivo dovuto alla Gestione artigiani. Di conseguenza, l'artigiano ha vinto definitivamente la causa e l'INPS è stato condannato a pagare le spese processuali.
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Contributi previdenziali su redditi di capitale: INPS perde
L'INPS ha richiesto a un lavoratore autonomo, già iscritto alla Gestione artigiani come socio d'opera, il pagamento di contributi previdenziali su redditi di capitale derivanti dalla sua partecipazione in un'altra società di capitali, dove non svolgeva alcuna attività lavorativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che i contributi previdenziali su redditi di capitale non sono dovuti se il socio non lavora nella società. L'obbligo contributivo richiede infatti lo svolgimento di un'attività lavorativa abituale e prevalente, escludendo i meri redditi da investimento.
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Imponibile contributivo: esclusi i redditi di capitale
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imponibile contributivo per gli iscritti alla Gestione artigiani e commercianti non deve includere i redditi di capitale percepiti come soci di una S.r.l. in cui non si svolge attività lavorativa. L'ente previdenziale aveva richiesto contributi aggiuntivi basandosi su tali redditi, ma i giudici hanno confermato che la base di calcolo è limitata esclusivamente al reddito d'impresa definito dal TUIR. La decisione ribadisce la distinzione netta tra proventi da attività lavorativa e proventi da mero investimento finanziario.
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