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Società Consolidante

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È la società a capo del gruppo che esercita l'opzione per il consolidato fiscale. È responsabile del calcolo e del versamento delle imposte per tutte le società partecipanti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Definizione agevolata e responsabilita solidale nel consolidato
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento IRES a una società consolidata. La società consolidante ha contestato l'atto nei primi due gradi di giudizio, ricevendo pronunce sfavorevoli. Successivamente, la società consolidata ha aderito alla sanatoria fiscale integrando la definizione agevolata ed estinguendo l'intero debito. La Corte di Cassazione ha stabilito che la definizione agevolata e responsabilita solidale estende i suoi effetti benefici anche alla società consolidante. Il vincolo di solidarietà passiva tra le parti rende efficace il pagamento della controllata a favore della capogruppo. I giudici hanno quindi dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite.
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Giudicato esterno nel consolidato fiscale: Fisco battuto
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un avviso di accertamento IRES a una Società Capogruppo consolidante. L'atto contestava l'indebita deduzione di costi da parte della Società Controllata consolidata. I giudici di merito hanno annullato la pretesa fiscale ritenendo insussistenti i presupposti sanzionatori e di indeducibilità. L'Amministrazione Finanziaria ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la sentenza che ha annullato l'accertamento di primo livello emesso a carico della controllata è passata definitivamente in giudicato. La Suprema Corte ha applicato il principio del giudicato esterno nel consolidato fiscale. L'annullamento definitivo dell'atto verso la controllata elimina alla radice la violazione contestata e rende illegittimo anche l'avviso di secondo livello verso la capogruppo. I giudici di legittimità hanno dunque rigettato il ricorso del Fisco, confermando la vittoria della Società.
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Compensazione del credito IVA: limiti per il regime di gruppo
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riteneva legittima la compensazione, effettuata da una società capogruppo, di un debito IRES con un credito IVA trimestrale non risultante dalla dichiarazione annuale di gruppo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ufficio tributario, stabilendo che la compensazione del credito IVA in modo orizzontale (con altre imposte) è consentita solo per i crediti effettivamente confluiti nella dichiarazione annuale di gruppo. Di conseguenza, i singoli crediti trimestrali non ancora inseriti nel riepilogo annuale non possono essere usati autonomamente per compensare debiti di altre imposte del gruppo. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Definizione agevolata: la sanatoria di gruppo batte il fisco
Una società di capitali impugnava gli avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA relativi all'anno 2005. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente presentava domanda di definizione agevolata ai sensi del d.l. n. 119 del 2018. L'Agenzia delle Entrate accoglieva la sanatoria per due controversie, ma la negava per una terza causa relativa all'IRES, notificata alla contribuente come società consolidata. La Corte di Cassazione ha chiarito che la definizione agevolata perfezionata dalla società consolidante (capogruppo) estende i suoi effetti benefici anche alla società consolidata coobbligata. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione dell'intero processo per cessata materia del contendere, confermando che la definizione agevolata della capogruppo sana la posizione dell'intero gruppo.
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Rimborso Credito IVA Consolidato: No alla Cassa, Sì Compensazione
Una società capogruppo (consolidante) ha richiesto all'Agenzia delle Entrate il rimborso in denaro di un credito IVA trasferitole da una società controllata (consolidata). L'Agenzia ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo un principio chiaro: finché il regime del consolidato fiscale è attivo, i crediti trasferiti dalla società figlia alla madre possono essere usati solo in compensazione per pagare altre imposte del gruppo. Il **rimborso credito IVA consolidato** in forma monetaria non è ammesso in questa situazione. La liquidità del credito è possibile solo in casi diversi, come l'interruzione anticipata del consolidato.
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Definizione Agevolata: la Capogruppo paga e salva la Controllata
Una società capogruppo e la sua controllata ricevono due distinti avvisi di accertamento per l'anno 2005, operando in regime di consolidato fiscale. Durante il contenzioso, la capogruppo aderisce alla definizione agevolata, pagando l'importo richiesto per chiudere la propria lite. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: la definizione agevolata perfezionata dalla società capogruppo (consolidante) estende i suoi effetti anche alla società controllata (consolidata). In virtù del vincolo di solidarietà tra le due, l'estinzione del giudizio della prima provoca automaticamente l'estinzione anche del secondo. Di conseguenza, l'intero contenzioso viene dichiarato estinto, senza una decisione nel merito.
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Perdite pregresse consolidato: no al doppio vantaggio
La Cassazione ha stabilito che le perdite pregresse di una società consolidata non possono essere utilizzate per compensare la quota imponibile di dividendi se la società consolidante applica poi la rettifica in diminuzione per gli stessi dividendi. Questa operazione creerebbe un doppio vantaggio fiscale e un trasferimento indiretto delle perdite pregresse al consolidato, in violazione del principio che ne consente l'uso solo a livello individuale.
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Rinuncia al credito: non è una perdita deducibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30812/2024, ha stabilito che la rinuncia al credito operata da una società controllante a favore della propria controllata non costituisce una perdita deducibile. Tale operazione deve essere invece qualificata come un conferimento in conto capitale, che incrementa il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato la deducibilità dell'onere, riqualificando l'operazione. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, cassando la sentenza di merito e affermando che nei rapporti tra socio e società prevale la logica della patrimonializzazione rispetto a quella della perdita economica.
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Accertamento consolidato fiscale: la competenza a due livelli
Una società controllata riceveva un avviso di accertamento dall'ufficio fiscale locale. La società capogruppo, in regime di consolidato fiscale, impugnava l'atto sostenendo l'incompetenza dell'ufficio locale. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'accertamento consolidato fiscale si articola su due livelli: il primo, legittimo, presso la controllata per rettificare il suo reddito; il secondo presso la capogruppo per liquidare l'imposta complessiva. La competenza dell'ufficio locale è stata quindi confermata come presupposto necessario per la tassazione del gruppo.
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