LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Società A Partecipazione Pubblica

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un'azienda la cui proprietà (le quote o azioni) è detenuta in tutto o in parte dallo Stato o da enti pubblici, come Comuni o Regioni, ma che opera secondo le regole del diritto privato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Conversione del contratto a termine: no al posto fisso senza concorso
Tre lavoratori hanno impugnato i contratti di lavoro temporanei stipulati con una società a totale partecipazione pubblica, chiedendo la conversione del contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato. Uno dei lavoratori ha successivamente firmato un accordo transattivo, estinguendo la sua controversia. Per gli altri due, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. La Corte ha stabilito che, per le società pubbliche, l'assunzione deve avvenire tramite procedure selettive trasparenti e concorsi pubblici. La violazione di queste regole impedisce la conversione del contratto a termine in un impiego stabile, anche se la clausola temporanea fosse illegittima. I lavoratori ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Riparto di giurisdizione: Comune contro società dei rifiuti
Un Comune ha avviato una causa contro una società a partecipazione pubblica per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dal mancato rispetto del contratto di gestione dei rifiuti. La società non aveva attivato la raccolta differenziata e altri servizi concordati, causando gravi perdite economiche all'ente locale. Il Tribunale civile e il Tribunale Amministrativo Regionale dissentivano su chi dovesse decidere la causa. Le Sezioni Unite della Cassazione, risolvendo il conflitto sul riparto di giurisdizione, hanno stabilito che la competenza spetta al giudice ordinario. La controversia riguarda infatti l'esecuzione di un contratto privato e aspetti puramente economici, senza che vengano in rilievo poteri autoritativi pubblici. Il Comune può quindi proseguire la richiesta di risarcimento davanti al tribunale civile.
Continua »
Conversione del contratto a termine: la rinuncia salva il posto
Un'azienda a partecipazione pubblica impugna la sentenza d'appello che aveva disposto la conversione del contratto a termine di un dipendente in un rapporto a tempo indeterminato. Nel corso del giudizio di legittimità, tuttavia, l'azienda decide di presentare formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, confermando la decisione precedente favorevole al lavoratore. I giudici chiariscono inoltre che la rinuncia non comporta il pagamento del doppio contributo unificato, sanzione prevista solo per l'inammissibilità originaria. Vince definitivamente il lavoratore, che mantiene il posto fisso.
Continua »
Contratto irregolare e società pubblica: no al posto fisso
Un lavoratore assunto tramite agenzia interinale per una società controllata dalla Regione Siciliana ha chiesto l'assunzione a tempo indeterminato a causa di irregolarità nella somministrazione. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta. I giudici hanno stabilito che, al momento della stipula del contratto, era in vigore una norma specifica che imponeva il divieto di conversione del contratto per le società a partecipazione pubblica. Anche se questa norma è stata poi cancellata, non si può applicare retroattivamente. Di conseguenza, il lavoratore non ha diritto al posto fisso, ma solo a un eventuale risarcimento del danno.
Continua »
Società Pubblica in Crisi: Fallibilità confermata dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della fallibilità delle società a partecipazione pubblica. Un'azienda pubblica che gestisce il servizio idrico aveva chiesto il concordato preventivo, ma una banca creditrice si era opposta, sostenendo che tali società non dovessero sottostare alle normali procedure concorsuali. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiaro: una società, anche se interamente posseduta da enti pubblici, opera come un soggetto di diritto privato. Di conseguenza, accetta le regole del mercato, inclusa la piena soggezione a fallimento e concordato. La scelta della forma societaria privata comporta l'assunzione di tutti i rischi connessi, compresa l'insolvenza.
Continua »
Diritto di precedenza nelle società a controllo pubblico
Una lavoratrice con contratto a termine presso un consorzio pubblico ha rivendicato il diritto di precedenza per un'assunzione a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le società a controllo pubblico devono seguire le procedure di selezione pubblica, le quali prevalgono sul diritto di precedenza previsto per i contratti di lavoro privati. La Corte ha chiarito che l'obbligo di reclutamento tramite procedure concorsuali impedisce l'assunzione diretta basata sulla precedenza.
Continua »
Blocco retributivo società partecipate: illegittimo
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società a totale partecipazione pubblica non può negare ai propri dipendenti gli aumenti salariali previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di settore, invocando le norme sul contenimento della spesa pubblica. La Corte ha chiarito che, sebbene le società partecipate debbano perseguire obiettivi di riduzione dei costi, tale obiettivo va raggiunto attraverso la contrattazione di secondo livello e non con un blocco retributivo unilaterale. I rapporti di lavoro in queste società restano disciplinati dal diritto privato.
Continua »
Retribuzione Società Partecipate: No a tagli unilaterali
Una ex dipendente di una società a partecipazione pubblica ha richiesto gli adeguamenti salariali previsti dal rinnovo del CCNL. La società si è opposta, invocando obblighi di contenimento dei costi. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla lavoratrice, stabilendo che la retribuzione in società partecipate, pur soggetta a principi di sana gestione, può essere modificata solo tramite contrattazione collettiva di secondo livello e non con decisioni unilaterali.
Continua »