Una socia accomandataria, titolare del 51% di una società, riceve un avviso di accertamento fiscale. L'Agenzia delle Entrate le attribuisce il reddito societario in base al principio di imputazione per trasparenza. La contribuente si oppone, sostenendo di essere una semplice prestanome e di non aver mai percepito utili, indicando un'altra persona come gestore di fatto. Tuttavia, prima della decisione finale della Cassazione, la socia aderisce a una definizione agevolata, pagando quanto dovuto e rinunciando al ricorso. La Corte, di conseguenza, dichiara estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, senza entrare nel merito della questione. La vicenda si chiude quindi con il pagamento da parte della contribuente.
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