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Silenzio Rifiuto — Anno 2022

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162 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Silenzio Rifiuto

Provvedimenti

Tassazione rendimenti fondi pensione: l’Agenzia vince, ma la verifica è d’obbligo
Un ex dirigente ha chiesto il rimborso di una parte della `tassazione rendimenti fondi pensione`, sostenendo che l'aliquota del 12,50% si applicasse ai guadagni da investimenti di mercato, anziché quella del 29,81%. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso. La Cassazione ha annullato la decisione della Commissione Tributaria Regionale, che aveva riconosciuto il rimborso senza verificare quale parte del rendimento derivasse effettivamente da capitali investiti sul mercato. La Corte ha ribadito che l'aliquota agevolata si applica solo ai rendimenti da effettiva gestione sul mercato, rinviando il caso per un nuovo accertamento.
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Intimazione di pagamento e compensazione: stop ai ricorsi tardivi
Una società impugnava un avviso del Fisco chiedendo l'annullamento della pretesa per mancata compensazione con propri crediti pregressi. In primo grado i giudici accoglievano parzialmente la tesi, operando la compensazione. L'Agenzia delle Entrate proponeva appello, mentre l'azienda rimaneva contumace senza ripresentare le proprie difese assorbite. La Corte di secondo grado dava ragione all'Erario poiché la cartella esattoriale originaria era ormai definitiva. La Corte di Cassazione ha confermato il verdetto: il tema di intimazione di pagamento e compensazione richiede una specifica strategia. La mancata costituzione in appello comporta la rinuncia automatica ai vizi dell'atto non riproposti. Inoltre, per far valere un credito non riconosciuto, il contribuente deve impugnare il silenzio-rifiuto e non attendere l'avvio della riscossione forzata.
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Rimborso IVA: La Cassazione Conferma il Diritto per Errore di Territorialità
Una società tedesca con partita IVA italiana ha richiesto il Rimborso IVA per un'operazione di vendita. L'IVA era stata erroneamente applicata perché i beni si trovavano in Germania, non in Italia, al momento della cessione, mancando così il presupposto di territorialità. L'Agenzia delle Entrate ha inizialmente negato il rimborso. I giudici di merito hanno riconosciuto il diritto al rimborso. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, rigettando il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha ribadito che il termine per il Rimborso IVA non dovuta per carenza di territorialità è biennale, non annuale, e che i giudici di merito avevano adeguatamente motivato la loro decisione.
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Affrancamento del saldo attivo di rivalutazione: il calcolo al netto
La Società ha presentato istanza per il rimborso della maggiore imposta sostitutiva versata ai fini dell'affrancamento del saldo attivo di rivalutazione. L'Agenzia delle Entrate ha opposto silenzio-rifiuto, sostenendo che la base imponibile dovesse calcolarsi al lordo dell'imposta sostitutiva già pagata in sede di rivalutazione dei beni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. I giudici hanno chiarito che il valore di bilancio da considerare deve essere al netto dell'imposta precedentemente corrisposta. Di conseguenza, il contribuente ha il diritto di ottenere la restituzione delle somme versate in eccesso a titolo cautelativo.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: debiti e rimborsi
Un istituto di credito ha avviato due cause tributarie: una contro un avviso di accertamento per maggiori imposte e una contro il silenzio rifiuto su un'istanza di rimborso per somme versate in eccedenza. Nel corso del giudizio di legittimità, la società ha richiesto la definizione agevolata delle liti fiscali limitatamente al debito accertato dal Fisco, pretendendo di mantenere vivo il giudizio per ottenere la restituzione delle imposte. L'amministrazione ha contestato tale divisione. La Corte di Cassazione ha evidenziato che la chiusura agevolata sull'imponibile blocca ordinariamente ogni pretesa di rimborso collegata alla stessa base di calcolo. I giudici hanno tuttavia disposto la rimessione a nuovo ruolo della causa per acquisire i fascicoli di merito e verificare la reale natura dei crediti.
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Rimborso IRPEF: Istanza Generica Inammissibile, Contribuente Soccombe
Una Contribuente ha chiesto il rimborso dell'IRPEF versata sulla pensione integrativa. L'Agenzia delle Entrate ha opposto un silenzio rifiuto, non rispondendo alla richiesta. Un giudice di merito aveva parzialmente accolto la richiesta. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che l'istanza di rimborso IRPEF generica, priva di dettagli essenziali come gli estremi dei versamenti e gli importi specifici, non è valida. Di conseguenza, non può generare un silenzio rifiuto impugnabile. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso originario della Contribuente, condannandola al pagamento delle spese legali.
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Rimborso Tributi Sisma: Contribuente perde per onere della prova
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di **rimborso tributi sisma** negato a un Contribuente. Il Contribuente aveva chiesto la restituzione di imposte versate, invocando un'agevolazione fiscale per i residenti in comuni colpiti dal sisma del 1990. La Commissione Tributaria Regionale aveva riconosciuto il diritto al rimborso, ponendo l'onere della prova sulla Agenzia delle Entrate per dimostrare la non residenza. La Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che la residenza in un comune incluso nell'elenco dei danneggiati è un "fatto costitutivo" del diritto al rimborso. Spetta al Contribuente dimostrare tale residenza. L'Agenzia delle Entrate non deve provare il contrario. Pertanto, il ricorso dell'Agenzia è stato accolto, e il Contribuente ha perso il diritto al rimborso, dovendo anche pagare le spese legali.
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Tassazione accordo transattivo: il diritto di opzione vince sul fisco
Un Socio ha contestato delibere bancarie che incidevano sui suoi diritti di opzione e di voto. Dopo l'annullamento giudiziale, le parti hanno raggiunto un **accordo transattivo**. Il Socio ha ricevuto una somma per la rinuncia ai suoi diritti. L'Agenzia delle Entrate ha tentato di applicare una tassazione più elevata, qualificando la somma come reddito da obblighi. Il Socio ha sostenuto l'applicazione di un'imposta sostitutiva, trattandosi di cessione di diritti legati a partecipazioni. La Cassazione ha confermato che la somma, derivante dalla **tassazione accordo transattivo**, compensava la rinuncia al diritto di opzione, equiparabile alla cessione di una partecipazione. La somma è soggetta a imposta sostitutiva del 12,50%, rigettando il ricorso dell'Agenzia.
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Rimborso tributi sisma: la residenza decide il diritto, non il solo danno
Un Contribuente ha richiesto un **rimborso tributi sisma** per imposte versate tra il 1990 e il 1992, sostenendo di aver diritto al beneficio per eventi sismici. L'Agenzia delle Entrate si è opposta. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto a tale rimborso è strettamente legato alla residenza del Contribuente in un comune specificamente elencato nel D.P.C.M. del 1991. Poiché il comune di residenza del Contribuente non figurava in tale elenco, la Corte ha respinto la sua richiesta, ribadendo che l'onere di provare questa condizione essenziale spetta al Contribuente.
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IRAP Sindaco di Società: La Cassazione Riconosce il Diritto al Rimborso
Un professionista, che svolgeva anche l'incarico di sindaco di società, ha chiesto il rimborso dell'IRAP versata sui compensi relativi a tale ruolo. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, e i primi giudici tributari hanno confermato questo rifiuto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del professionista. Ha stabilito che l'IRAP non è dovuta sui compensi percepiti come sindaco di società, a meno che l'attività non sia parte di un'autonoma organizzazione professionale complessa. La sentenza ha cassato la decisione precedente, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Rimborso Tributo Incompatibile UE: Interessi Legali o Regolamentari?
Una società ha chiesto al Comune il rimborso di un tributo locale (tassa marmi) dichiarato incompatibile con il diritto dell'Unione Europea. Il Comune ha restituito il capitale e gli interessi al tasso legale, ma la società pretendeva un tasso superiore (6%) previsto da un regolamento comunale. La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione tributaria era competente. Ha poi chiarito che, una volta accertata l'incompatibilità del tributo con il diritto UE, l'intero impianto normativo che lo regolava, inclusi i regolamenti sugli interessi, diventa inapplicabile. Pertanto, il diritto al rimborso tributo incompatibile UE si limita agli interessi legali, rigettando la richiesta della società per un tasso maggiore.
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Rinuncia al Ricorso: Tassa Telefonia Mobile, Inammissibilità e Costi
Un'Azienda ha chiesto il rimborso della tassa di concessione governativa sulla telefonia mobile, sostenendo la sua illegittimità. L'Amministrazione finanziaria ha opposto un silenzio-rifiuto. I giudici di merito hanno confermato la legittimità della tassa. L'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha dichiarato di voler rinunciare al ricorso, ma senza notificarlo all'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di interesse a decidere, poiché la rinuncia non era valida. L'Azienda è stata condannata a pagare le spese legali, ma non l'ulteriore contributo unificato, in quanto la rinuncia, seppur invalida, non rientra nei casi che prevedono tale onere.
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Rimborso Imposta di Registro: La Cassazione Annulla per Dettagli Cruciali
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza che riconosceva ad un'azienda il diritto al **rimborso imposta di registro** su prestiti obbligazionari pagati negli anni '80. L'azienda sosteneva l'illegittimità della tassa in base a direttive europee e principi costituzionali. I giudici di merito avevano accolto la richiesta, ritenendo applicabile retroattivamente una normativa più favorevole (D.P.R. n. 131/1986) se la controversia o la domanda di rimborso erano pendenti entro il 1° luglio 1986. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, evidenziando che la sentenza impugnata non aveva accertato se i pagamenti fossero avvenuti prima o dopo l'avviso di liquidazione, un elemento fondamentale per l'applicazione della norma. Il caso tornerà alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
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Fondi pensione esteri: la discriminazione fiscale è illegittima
Un fondo pensione statunitense ha contestato la tassazione sui dividendi ricevuti da società italiane. L'Italia applicava un'aliquota del 15% ai fondi extra-UE, mentre i fondi nazionali o comunitari pagavano l'11%. Il Fondo Estero ha chiesto il rimborso, sostenendo una discriminazione fiscale fondi pensione. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato. La Corte di Cassazione ha confermato che tale differenza di trattamento è illegittima. Essa viola il principio di libera circolazione dei capitali (Art. 63 TFUE). Le giustificazioni dell'Agenzia non hanno retto. Il Fondo Estero ha ottenuto il rimborso delle imposte pagate in eccesso.
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Rimborso tributi sisma: la Cassazione tutela i Contribuenti contro l’Amministrazione
Due Contribuenti chiedevano un Rimborso tributi sisma del 90% su Irpef e Iva versate tra il 1990 e il 1992, in seguito al silenzio-rifiuto dell'Amministrazione finanziaria. Questa agevolazione era prevista per i residenti in Sicilia colpiti dal sisma del 1990, che potevano definire la loro posizione versando il 10% del dovuto, ma l'Amministrazione negava il rimborso di quanto già versato. I Contribuenti vinsero nei primi due gradi di giudizio. L'Amministrazione ricorse in Cassazione, eccependo l'inammissibilità dell'istanza per mancanza di specificità e la decadenza per uno dei coniugi, sostenendo l'individualità delle ritenute. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione, confermando il diritto al Rimborso tributi sisma e condannando l'Amministrazione al pagamento delle spese legali.
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Robin Hood Tax: La retroattività sentenza incostituzionalità non è sempre piena
Una società ha chiesto il rimborso di un'imposta ("Robin Hood Tax") pagata tra il 2011 e il 2014, dopo che la Corte Costituzionale l'aveva dichiarata incostituzionale con sentenza n. 10/2015. Tuttavia, la Corte Costituzionale aveva limitato la retroattività della sua decisione, stabilendo che gli effetti decorressero solo dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza, per salvaguardare l'equilibrio del bilancio statale. La Corte di Cassazione ha confermato questa limitazione, rigettando il ricorso della società. Ha ribadito che la "Retroattività sentenza incostituzionalità" può essere modulata per proteggere altri principi costituzionali, negando il diritto al rimborso per i periodi precedenti la pubblicazione della sentenza.
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Rimborso IRPEF sisma 1990: legittimato anche il dipendente
Un lavoratore dipendente ha richiesto il rimborso IRPEF sisma 1990 per le trattenute subite in busta paga tra il 1990 e il 1992, prestate presso una società avente sede nell'area colpita dal terremoto in Sicilia. Di fronte al rifiuto del Fisco, il dipendente ha adito i giudici tributari. L'Amministrazione finanziaria contestava il diritto del singolo dipendente ad agire per la restituzione, ritenendo legittimato solo il datore di lavoro o i residenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente erariale, chiarendo che il lavoratore subordinato subisce l'onere economico effettivo del tributo ed è pienamente legittimato a richiedere la restituzione delle somme versate in eccesso dal sostituto d'imposta.
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Rimborso imposta sostitutiva polizze vita: scatta la decadenza
Una compagnia assicurativa ha richiesto il rimborso imposta sostitutiva polizze vita applicata erroneamente sulle cedole periodiche di contratti d'investimento. La Corte di Cassazione ha stabilito che le cedole su polizze prive di garanzia di capitale non sono tassabili al momento dell'erogazione, ma soltanto alla chiusura del contratto quando emerge un effettivo guadagno. Tuttavia, i giudici hanno accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria riguardo ai termini di rimborso: trattandosi di versamenti definitivi e non di acconti, il termine di decadenza di quarantotto mesi per chiedere la restituzione decorre dalla data del singolo versamento e non dalla data di estinzione del contratto. La società perde così il diritto al rimborso per i versamenti effettuati oltre quattro anni prima dell'istanza.
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Rimborso ritenute fiscali: il Fisco recede e annulla il diniego
Alcuni dipendenti pubblici hanno presentato ricorso per ottenere il rimborso ritenute fiscali applicate su somme erogate a seguito di una decisione del Giudice del Lavoro. Di fronte al silenzio dell'Amministrazione Finanziaria, i lavoratori hanno impugnato il diniego tacito davanti ai giudici tributari, i quali hanno inizialmente rigettato le loro istanze. Durante il successivo giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, l'Agenzia delle Entrate ha riesaminato la questione e ha annullato i provvedimenti di diniego in autotutela, conformandosi ai recenti orientamenti della giurisprudenza favorevoli ai contribuenti. La Suprema Corte ha dunque dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti.
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Rimborso Robin Hood tax 2014: Cassazione nega la retroattività
Un'Azienda ha chiesto il Rimborso Robin Hood tax versata per l'anno 2014, dopo che la Corte Costituzionale aveva dichiarato l'illegittimità di tale imposta con la sentenza n. 10/2015. L'Agenzia delle Entrate si è opposta al rimborso per il 2014, sostenendo che l'incostituzionalità aveva effetti solo dal 12 febbraio 2015, data di deposito della sentenza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia. Ha stabilito che le sentenze di illegittimità differita della Corte Costituzionale non hanno effetto retroattivo per i periodi precedenti la loro pubblicazione. Pertanto, il pagamento del tributo per il 2014 era legittimo e non rimborsabile.
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