Un locatore avvia uno sfratto per finita locazione. Le inquiline si oppongono, sostenendo che il contratto sia quadriennale. Il procedimento si trasforma così in una causa ordinaria. Durante il processo, il locatore, a fronte della continua morosità, modifica la sua richiesta, chiedendo la risoluzione per inadempimento. I giudici di merito negano questa possibilità, ritenendola un inammissibile **mutamento della domanda in sfratto**. La Cassazione, invece, ribalta la decisione. Stabilisce che, dopo l'opposizione dell'inquilino, il locatore può legittimamente modificare la propria domanda, passando dalla finita locazione alla risoluzione per inadempimento, poiché la vicenda sostanziale rimane la stessa. Il locatore vince il ricorso.
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