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Sezioni Unite

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1069 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Competenza acque pubbliche: il danno da opera idraulica
Un'impresa subisce danni per l'esondazione di un canale di scolo. Sorge un conflitto di giurisdizione tra tribunale ordinario e specializzato. La Cassazione, applicando un nuovo principio delle Sezioni Unite, stabilisce la competenza acque pubbliche del tribunale specializzato, in quanto il danno deriva da un'opera idraulica, a prescindere da altri fattori.
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Competenza tribunale acque pubbliche: Cassazione chiarisce
Una cittadina ha citato in giudizio un Comune e una Regione per i danni subiti a causa dell'esondazione di un corso d'acqua. La Corte di Cassazione, risolvendo un regolamento di competenza, ha stabilito che la giurisdizione per le cause di risarcimento danni derivanti da opere idrauliche spetta inderogabilmente al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche. La decisione si fonda su un recente intervento delle Sezioni Unite che semplifica i criteri, affermando che è sufficiente che il danno sia causato da un'opera idraulica, indipendentemente dalla natura pubblica delle acque o dal tipo di condotta (attiva o omissiva) della Pubblica Amministrazione.
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Elezione di domicilio appello: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7751/2025, dichiara inammissibile un ricorso per mancata elezione di domicilio nell'atto di appello, conformemente alla Riforma Cartabia. Anche se un domicilio era stato eletto in primo grado, la sua mancata menzione specifica nell'atto di impugnazione ne ha causato l'inammissibilità, come chiarito dalle Sezioni Unite. La sentenza sottolinea l'importanza dei requisiti formali per la validità dell'impugnazione.
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Conguagli regolatori: Cassazione attende le Sezioni Unite
Un utente ha contestato una fattura per conguagli regolatori relativi a consumi idrici di anni precedenti. I tribunali di primo e secondo grado hanno dato ragione al consumatore, annullando la richiesta per prescrizione e illegittimità della pretesa retroattiva. La società di gestione ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla materia, ha sospeso la decisione in attesa di una pronuncia chiarificatrice delle Sezioni Unite.
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Prescrizione del reato: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna emessa dalla Corte d'Appello nei confronti di due imputati per coltivazione e detenzione di stupefacenti. La decisione si fonda sulla constatazione che la prescrizione del reato era già maturata prima della pronuncia della sentenza di secondo grado, un errore non rilevato dai giudici di merito. La Suprema Corte ha ribadito che l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione, anche se non dichiarata in appello, costituisce un valido motivo per ricorrere in Cassazione, portando all'annullamento della sentenza.
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Prescrizione e Riforma Orlando: il calcolo corretto
La Corte di Cassazione rigetta un ricorso straordinario, chiarendo il calcolo della prescrizione per un reato contravvenzionale commesso nel 2019. Applicando i principi della "Prescrizione e Riforma Orlando", come stabilito dalle Sezioni Unite, la Corte ha calcolato il termine massimo, includendo la sospensione processuale, e ha concluso che il reato non era ancora estinto al momento della decisione impugnata. La sentenza sottolinea la corretta applicazione delle norme succedutesi nel tempo.
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Mutuo fondiario: superamento limite non è nullità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5682/2025, ha stabilito che il superamento del limite di finanziabilità (solitamente l'80% del valore dell'immobile) in un contratto di mutuo fondiario non ne determina la nullità. Richiamando una precedente sentenza delle Sezioni Unite, la Corte ha chiarito che la norma sul limite di finanziabilità è una regola di condotta per la banca, posta a tutela della stabilità patrimoniale del sistema creditizio, e non una norma imperativa la cui violazione invalida il contratto. Di conseguenza, il ricorso dei debitori, che lamentavano proprio tale superamento, è stato rigettato.
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Mutuo solutorio: la Cassazione rinvia alle Sezioni Unite
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un caso riguardante la validità di un mutuo solutorio, ovvero un finanziamento concesso per estinguere debiti pregressi. Riconoscendo la particolare importanza della questione, già rimessa a un organo superiore, la Corte ha rinviato il giudizio in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite, che fornirà un indirizzo definitivo sulla materia.
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Sentenza penale assoluzione: effetti sul fisco
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso alle Sezioni Unite una questione fondamentale: quali sono gli effetti di una sentenza penale assoluzione su un accertamento fiscale basato sugli stessi fatti? Il caso riguarda due contribuenti, accusate di evasione fiscale per presunta residenza fittizia all'estero, che sono state assolte in sede penale. A seguito di una nuova legge (art. 21-bis d.lgs. 74/2000), è sorto un contrasto giurisprudenziale sull'applicabilità di tale assoluzione al processo tributario: se essa annulli solo le sanzioni o anche l'imposta, e se valga anche per le assoluzioni per insufficienza di prove. La decisione delle Sezioni Unite definirà il rapporto tra processo penale e tributario.
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Contributi avvocato G.O.T.: il caso alle Sezioni Unite
La Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la questione relativa ai contributi previdenziali per un avvocato che ha svolto funzioni di Giudice Onorario di Tribunale (G.O.T.) tra il 2007 e il 2010. A causa di un vuoto normativo in quel periodo, è incerto se l'indennità percepita dovesse essere soggetta a contribuzione presso la Cassa Forense. La decisione è stata rinviata per risolvere un problema di rilevanza sistematica e per evitare un'assenza di tutela previdenziale, in contrasto con il principio di universalizzazione della copertura assicurativa.
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Ricorso per cassazione: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato, condannato per reati legati agli stupefacenti. La decisione si basa sulla violazione delle norme procedurali che impongono, per il ricorso per cassazione, l'assistenza di un difensore iscritto nell'apposito albo speciale. La Corte ha inoltre ritenuto infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata, confermando che tale requisito non lede il diritto di difesa.
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Ricorso per Cassazione: serve sempre l’avvocato
Un cittadino straniero, destinatario di un provvedimento di espulsione come sanzione alternativa alla detenzione, ha presentato personalmente ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso per Cassazione inammissibile, ribadendo che, per legge, tale atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'invalidità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Contraddittorio endoprocedimentale: rinvio alle S.U.
Una società di costruzioni contesta un avviso di accertamento per maggiori ricavi basato su valori OMI e altri elementi presuntivi. Il nodo centrale della controversia è la violazione del contraddittorio endoprocedimentale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, sospende la decisione e rimette la questione sulla cosiddetta 'prova di resistenza' al vaglio delle Sezioni Unite, in attesa di un pronunciamento definitivo.
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Prova di resistenza: quando l’accertamento è nullo?
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fiscale per omessa attivazione del contraddittorio preventivo. Il dibattito giuridico si è concentrato sulla cosiddetta 'prova di resistenza', ovvero l'onere del contribuente di dimostrare che il contraddittorio avrebbe potuto cambiare l'esito dell'atto. Data l'incertezza giurisprudenziale sul livello di prova richiesto, la Corte di Cassazione ha sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia chiarificatrice da parte delle Sezioni Unite.
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Errore materiale sentenza: Cassazione corregge nome
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha disposto d'ufficio la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione del nome di battesimo del Sostituto Procuratore generale menzionato nell'epigrafe dell'atto. La Corte ha ordinato la rettifica del nome, specificando che tale procedura non comporta una pronuncia sulle spese legali, ripristinando così la corretta formalità del provvedimento senza alterarne la sostanza decisionale.
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Contraddittorio preventivo: Cassazione rinvia il caso
Una società petrolifera ha impugnato un avviso di accertamento IVA, lamentando la violazione del contraddittorio preventivo, poiché i rilievi iniziali riguardavano solo le imposte dirette. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione generale sulle conseguenze di tale omissione è stata rimessa alle Sezioni Unite, ha deciso di sospendere il giudizio. La decisione finale è stata rinviata in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite per garantire l'uniformità dell'interpretazione del diritto.
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Inammissibilità appello penale: domicilio e doveri
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un appello penale a causa della mancata allegazione della dichiarazione o elezione di domicilio. Citando una recente decisione delle Sezioni Unite, la Corte ribadisce che non è sufficiente una precedente elezione di domicilio, ma è necessario un richiamo espresso e specifico nell'atto di impugnazione, pena la declaratoria di inammissibilità dell'appello penale.
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Impugnazione rigetto messa alla prova: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'ordinanza che respingeva la sua richiesta di messa alla prova. La decisione si fonda su un principio delle Sezioni Unite, secondo cui l'impugnazione del rigetto della messa alla prova non è autonoma, ma può essere proposta solo unitamente all'appello contro la sentenza di primo grado. Il ricorso immediato è previsto solo per l'ordinanza che ammette alla prova, non per quella che la nega.
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Sospensione prescrizione: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante un reato stradale, incentrato sulla questione della sospensione prescrizione. Citando una recente sentenza delle Sezioni Unite, la Corte ha confermato che le norme sulla sospensione introdotte nel 2017 si applicano ai reati commessi fino al 31 dicembre 2019, respingendo così la tesi dell'appellante secondo cui il reato era estinto per decorrenza dei termini.
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Sospensione prescrizione reati: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante un reato stradale, confermando che le norme sulla sospensione prescrizione reati introdotte dalla Riforma Orlando restano valide per i fatti commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019. La decisione si allinea a un recente pronunciamento delle Sezioni Unite, rigettando la tesi della ricorrente sulla decorrenza dei termini di prescrizione.
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