La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di ingresso illegale a carico di due imputati stranieri, responsabili del trasporto di migranti. La difesa contestava la giurisdizione italiana, poiché i fatti erano avvenuti in acque internazionali. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, ribadendo che la giurisdizione nazionale sussiste quando i trafficanti abbandonano i migranti su natanti inadeguati per forzare l'intervento dei soccorritori. In questo schema, i soccorritori agiscono sotto scriminante, rendendo i trafficanti autori mediati del reato di ingresso illegale consumato in territorio italiano.
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