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Rup (Responsabile Unico Del Procedimento)

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Figura professionale interna alla pubblica amministrazione che ha il compito di supervisionare e gestire tutte le fasi di un appalto pubblico, dalla progettazione all'esecuzione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Abuso d’Ufficio: Condanna Annullata, il Fatto Non Sussiste
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per **abuso d'ufficio** a carico di un Dirigente comunale e un Responsabile del Procedimento. I due erano stati accusati di aver violato le norme sugli appalti pubblici, permettendo al Dirigente di ricevere un compenso come collaudatore pur avendo già partecipato all'iter autorizzativo di un'opera. La Cassazione ha chiarito che la nomina del collaudatore era responsabilità del Dirigente e che la successiva liquidazione del compenso da parte del Responsabile del Procedimento non integrava l'abuso. Ha inoltre ribadito che la riforma del reato di **abuso d'ufficio** richiede la violazione di norme specifiche, non di generici obblighi, e ha escluso la prova di un accordo illecito. Il fatto non sussiste.
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Abuso d’ufficio: assolto il RUP che non controlla i soci
Un funzionario pubblico, con il ruolo di Responsabile Unico del Procedimento (RUP), era stato condannato per il reato di abuso d'ufficio. L'accusa sosteneva che avesse autorizzato subappalti per lavori elettrici in un ospedale senza rilevare il conflitto di interessi dei direttori dei lavori, soci della ditta subappaltatrice. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna senza rinvio perché il fatto non sussiste. I giudici hanno chiarito che nessuna norma impone al RUP l'obbligo di verificare la compagine societaria del subappaltatore per scovare eventuali conflitti di interessi dei direttori dei lavori. Di conseguenza, mancando la violazione di una specifica regola di condotta prevista dalla legge, non si configura il reato contestato. Il funzionario è stato quindi completamente assolto.
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Progetto eolico: Comune perde causa milionaria per onere della prova
Un Comune ha citato in giudizio un'Azienda Energetica per un presunto inadempimento contrattuale. L'accordo prevedeva la progettazione gratuita di tre aerogeneratori da parte dell'Azienda, ma il Comune lamentava la mancata consegna del progetto, chiedendo un risarcimento milionario per i mancati guadagni. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che il Comune non ha rispettato l'onere della prova del danno. L'ente pubblico, infatti, ha confuso il danno derivante dalla mancata progettazione (il costo per affidarla ad altri) con quello, non risarcibile in questo caso, derivante dalla mancata realizzazione dell'impianto, che era un suo compito. L'inerzia del Comune ha inoltre interrotto il nesso causale, portando alla sua totale sconfitta.
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Licenziamento dirigente pubblico: la fiducia tradita costa il posto
Un dirigente comunale viene licenziato per una serie di gravi inadempienze, tra cui la gestione irregolare di appalti, l'inerzia su pratiche edilizie e l'auto-nomina a responsabile di 60 procedimenti. Il dirigente impugna il provvedimento, sostenendo che la sanzione fosse sproporzionata. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento del dirigente pubblico. I giudici hanno stabilito che la pluralità e la gravità dei comportamenti avevano irrimediabilmente compromesso il vincolo di fiducia, rendendo la massima sanzione espulsiva proporzionata alla responsabilità del ruolo ricoperto. L'appello del dirigente è stato quindi respinto.
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Abuso d’ufficio e incentivi: Cassazione si pronuncia
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni funzionari di un ente pubblico accusati di peculato, poi riqualificato in abuso d'ufficio, per aver percepito incentivi progettuali per lavori di manutenzione ordinaria. Sebbene il reato fosse stato dichiarato prescritto in appello, gli imputati hanno fatto ricorso per ottenere un'assoluzione piena. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi, specificando che, in caso di prescrizione, l'assoluzione nel merito è possibile solo se l'innocenza emerge in modo evidente dagli atti, condizione non riscontrata nel caso di specie, data la sistematica violazione delle norme sugli incentivi che configura l'abuso d'ufficio.
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Incentivo progettazione: quando spetta al dipendente?
Un dipendente comunale ha richiesto un incentivo progettazione per lavori di manutenzione. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale compenso è dovuto solo se l'attività lavorativa include una fase specifica di progettazione, non essendo sufficiente il solo ruolo di Responsabile Unico del Procedimento (RUP). La decisione del giudice di merito, che aveva concesso il compenso basandosi solo sul ruolo ricoperto, è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Difetto di giurisdizione: RUP risponde alla Corte dei Conti
Un'amministrazione pubblica cita in giudizio i responsabili per i gravi vizi di un'opera pubblica. Il Tribunale, con sentenza parziale, dichiara il proprio difetto di giurisdizione nei confronti del Responsabile Unico del Procedimento (RUP), affermando la competenza esclusiva della Corte dei Conti per le azioni di responsabilità contro i dipendenti pubblici. La causa prosegue in sede civile solo per gli altri soggetti privati coinvolti.
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