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Rottamazione-Quater

223 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una procedura di definizione agevolata che permette ai contribuenti di estinguere i debiti iscritti a ruolo pagando le somme dovute senza sanzioni e interessi di mora.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rottamazione delle cartelle INPS: la Cassazione sospende la lite
Un libero professionista e l'Ente Previdenziale sono giunti in Cassazione per una disputa sui contributi richiesti alla Gestione Separata per alcuni anni di attività. L'ente contestava la decisione d'appello che aveva annullato i debiti valutando l'attività come occasionale sotto la soglia di cinquemila euro. Durante il processo, Il Contribuente ha richiesto la Rottamazione delle cartelle INPS per estinguere il debito e ha domandato di chiudere la causa. Tuttavia, dai controlli sui documenti sono emersi codici identificativi non perfettamente corrispondenti tra gli atti di causa e l'adesione alla sanatoria. La Corte di Cassazione ha così sospeso la decisione e inviato gli atti all'ente per verificare la reale corrispondenza dei crediti e confermare la rottamazione.
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Rottamazione-quater: basta la prima rata per chiudere la causa
Una Società Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento riguardante IRPEF e IVA. Durante il processo di Cassazione, la società ha chiesto la sospensione e poi l'estinzione della causa aderendo alla Rottamazione-quater. L'Agente della Riscossione ha opposto la mancata estinzione, sostenendo che il piano di rateizzazione non fosse ancora completato. La Corte di Cassazione ha chiarito la portata della norma. Per ottenere l'estinzione del processo è sufficiente aver versato la prima rata o l'unica rata dovuta, unitamente alla documentazione di adesione. Non serve attendere il saldo dell'ultimo versamento rateale. La Corte ha quindi confermato l'estinzione del giudizio con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Rottamazione quater e versamento prima rata: processo estinto
L'Agente della Riscossione notificava alla Società Contribuente tre cartelle esattoriali per imposte relative a una cessione d'azienda. La società impugnava gli atti chiedendone l'annullamento. Nelle more del giudizio di Cassazione, la società aderiva alla procedura di Rottamazione quater, richiedendo il frazionamento del debito in diciotto rate e versando la prima rata entro il termine previsto, oltre alle successive rate maturate. La Suprema Corte ha applicato la recente norma di interpretazione autentica, la quale stabilisce che il versamento della prima rata perfeziona la definizione agevolata ai fini processuali. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio e compensato integralmente le spese tra le parti.
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Rottamazione quater: la chiusura dei debiti estingue il ricorso
Una società contesta diverse cartelle esattoriali e avvisi di addebito notificati dall'Agente della Riscossione per presunti debiti contributivi. Dopo le decisioni sfavorevoli nei primi gradi di giudizio, la Società propone ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza della causa di legittimità, l'azienda aderisce alla Rottamazione quater per la maggior parte dei titoli, mentre salda direttamente una cartella e ottiene lo sgravio di un altro atto. Non essendoci più crediti controversi, la Suprema Corte rileva il sopravvenuto difetto di interesse. I giudici dichiarano quindi l'inammissibilità del ricorso, disponendo la compensazione integrale delle spese e senza applicare il raddoppio del contributo unificato a carico della parte ricorrente.
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Rottamazione quater: basta la prima rata per estinguere la lite
Un professionista ha impugnato la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale relativa all'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata. Durante la lite giudiziaria, il contribuente ha aderito alla Rottamazione quater, versando regolarmente la prima rata e diverse rate successive del piano agevolato. La Corte di Cassazione ha applicato la norma di interpretazione autentica recente. I giudici hanno stabilito che il pagamento tempestivo della prima rata della definizione agevolata perfeziona la procedura e determina la chiusura definitiva del contenzioso. La Suprema Corte ha quindi dichiarato estinto il processo, lasciando le spese a carico di ciascuna parte.
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Rottamazione quater: estinto il debito INPS a giudizio in corso
Un professionista riceve dall'ente previdenziale un avviso di addebito per contributi non versati oltre a sanzioni e interessi. Il debitore contesta la pretesa eccependo la prescrizione quinquennale del credito e la mancanza di dolo, sostenendo che l'omessa compilazione del quadro dichiarativo non equivale a occultamento. I giudici di primo e secondo grado respingono le sue tesi. Il professionista propone quindi ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il debitore aderisce alla Rottamazione quater e provvede al saldo integrale delle somme agevolate determinate dall'Agente della Riscossione. La Corte di Cassazione accerta l'avvenuto perfezionamento della definizione agevolata e dichiara la formale estinzione del processo, stabilendo che ciascuna parte sostenga le proprie spese.
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Rottamazione quater: l’adesione cancella la causa in Cassazione
Un'Azienda ha impugnato una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria legata a contributi previdenziali e premi assicurativi non versati. Durante il giudizio di Cassazione, l'Azienda ha presentato istanza di adesione alla Rottamazione quater e ha dimostrato il pagamento regolare delle rate dovute. Su richiesta della parte e in applicazione delle norme vigenti, la Corte di Cassazione ha verificato il perfezionamento della procedura di definizione agevolata. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse, stabilendo che le spese di lite restino a carico di chi le ha anticipate.
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Rottamazione quater: l’adesione estingue il giudizio
Il Contribuente ha impugnato diciannove cartelle di pagamento e un avviso di iscrizione ipotecaria emessi dall'Agente della riscossione. Dopo l'esito negativo nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. Nel corso del giudizio di legittimità, il Contribuente ha dichiarato di aver aderito alla Rottamazione quater per i debiti tributari contestati e di proseguire regolarmente con i versamenti rateali, evidenziando inoltre l'inserimento per errore materiale di atti estranei alla materia tributaria. Di conseguenza, il Contribuente ha manifestato la mancanza di interesse a proseguire la causa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, stabilendo che le spese di lite restino a carico di chi le ha anticipate e che non sia dovuto il doppio contributo unificato.
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Rottamazione-quater: sanzioni cancellate e causa estinta
Un'azienda riceveva un avviso di irrogazione sanzioni per circa ventimila euro, collegato a un accertamento fiscale su presunti utili non dichiarati distribuiti ai soci. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia giungeva in Cassazione. Nelle more del processo, la società aderiva alla definizione agevolata dei debiti esattoriali, nota come Rottamazione-quater, pagando l'importo dovuto all'Agente della riscossione. Avendo documentato il regolare pagamento e la perfetta corrispondenza tra la cartella esattoriale definita e l'atto impugnato, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Rottamazione-quater: la domanda non basta a fermare i giudici
Il Contribuente impugnava diverse cartelle esattoriali per difetto di notifica. Durante il giudizio in Cassazione, il Contribuente dichiarava di voler rinunciare agli atti avendo aderito alla Rottamazione-quater. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sola presentazione della domanda di adesione non basta a estinguere il giudizio. È infatti necessario dimostrare l'effettivo pagamento della prima rata o dell'intero importo dovuto. Di conseguenza, la Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo per verificare l'avvenuto versamento entro i termini di legge.
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Rottamazione quater: la Cassazione frena per verifiche
Il Contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento per operazioni inesistenti emessi dall'Agenzia delle Entrate. Dopo il rigetto nei primi gradi, il Contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, lo stesso ha chiesto l'estinzione del processo dichiarando di aver aderito alla Rottamazione quater. La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, concedendo all'Agenzia delle Entrate sessanta giorni per presentare deduzioni e verificare la corrispondenza tra i debiti inseriti nella sanatoria e la pretesa tributaria oggetto della causa.
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Discarico dei ruoli: scontro da 22 milioni tra Cassa e Fisco
Una cassa previdenziale ha ottenuto un decreto ingiuntivo di oltre ventidue milioni di euro contro l'agente della riscossione per il mancato riversamento di contributi non riscossi. La Corte d'Appello ha revocato il decreto applicando le norme sul discarico automatico dei crediti. La cassa ha proposto ricorso in Cassazione, contestando l'applicabilità di tali norme pubbliche a un ente privato. La Suprema Corte, rilevando l'assenza di precedenti e la complessità della materia sul discarico dei ruoli, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un approfondimento, anche alla luce delle recenti riforme sulla rottamazione dei ruoli esattoriali.
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Rottamazione quater: stop al processo se il contribuente aderisce
Il Contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata, nota come Rottamazione quater, per i carichi affidati all'agente della riscossione, impegnandosi a rinunciare al ricorso pendente contro l'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione, applicando la legge di bilancio 2023, ha disposto la sospensione del giudizio in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Rottamazione-Quater: la Cassazione blocca la causa col Fisco
Il Contribuente ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale. Successivamente, ha presentato domanda telematica all'Agente della Riscossione per aderire alla Rottamazione-Quater, impegnandosi a rinunciare al processo in corso. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e in applicazione della legge di bilancio, ha disposto la sospensione del giudizio in attesa del perfezionamento della definizione agevolata.
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Rottamazione quater: l’adesione estingue il ricorso sui contributi
Un professionista ha impugnato la richiesta dell'INPS per il pagamento di contributi previdenziali alla gestione separata per l'anno 2009, eccependo la prescrizione del credito. Durante il giudizio di Cassazione, il ricorrente ha aderito alla Rottamazione quater per estinguere il debito in via agevolata. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, compensando le spese di lite tra le parti.
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Rottamazione quater: stop al ricorso contro l’INPS
Un avvocato impugna l'addebito dell'INPS per contributi omessi alla Gestione Separata. Durante il giudizio di Cassazione, la professionista aderisce alla rottamazione quater, impegnandosi a rinunciare alla causa. La Suprema Corte stabilisce che l'adesione alla definizione agevolata determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. Di conseguenza, il ricorso viene dichiarato inammissibile e le spese del giudizio vengono compensate tra le parti, escludendo inoltre il raddoppio del contributo unificato.
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Rottamazione quater: come estinguere la causa con l’INPS
Un professionista ha impugnato un avviso di addebito dell'INPS per contributi omessi. Dopo il ricorso in Cassazione, il ricorrente ha aderito alla Rottamazione quater per definire il debito in via agevolata. Avendo presentato la domanda di sanatoria, il lavoratore ha rinunciato formalmente al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, senza applicare il raddoppio del contributo unificato e senza condanna alle spese.
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Rottamazione-quater: stop alla lite tra Fisco e associazione
Un'associazione sportiva ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'IVA, contestando la riqualificazione di alcuni proventi pubblicitari in sponsorizzazioni. Durante il giudizio in Cassazione, l'associazione ha aderito alla Rottamazione-quater per sanare il debito derivante da una cartella di pagamento correlata. Avendo l'associazione dimostrato il regolare pagamento di quanto dovuto, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese di giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Rinuncia al ricorso: stop alla causa anche senza rottamazione
Una società contribuente impugnava gli avvisi di accertamento per imposte non pagate relative ad alcuni fabbricati. Durante il giudizio di legittimità, la società presentava istanza di adesione alla rottamazione agevolata delle cartelle esattoriali e, contestualmente, depositava formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, pur rilevando la mancanza di prove sul collegamento diretto tra la rottamazione e gli accertamenti in oggetto, ha preso atto della volontà della ricorrente. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio per sopravvenuto difetto di interesse, accogliendo la formale rinuncia al ricorso formulata dal difensore. Non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato né vi è stata condanna alle spese, poiché l'Agenzia delle Entrate non ha svolto attività difensiva.
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Società non operative: la crisi non salva, ma i contributi sì
Una società alberghiera ha impugnato un avviso di accertamento IRES, IRAP e IVA emesso dopo il rigetto dell'interpello per la disapplicazione della disciplina sulle società non operative. La contribuente giustificava il mancato superamento del test di operatività con la crisi del turismo e la gestione stagionale. La Corte di Cassazione chiarisce che la crisi di mercato e le scelte gestionali non costituiscono cause oggettive di esclusione, rientrando nel normale rischio d'impresa. Tuttavia, accoglie il ricorso sul sesto motivo: i giudici d'appello hanno omesso di valutare l'impatto dei contributi in conto impianti sul calcolo dei ricavi presunti. La Suprema Corte cassa la sentenza con rinvio, stabilendo inoltre che il mancato superamento del test non comporta l'automatica perdita del diritto alla detrazione IVA se vi è un'effettiva attività economica.
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