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Rottamazione-Bis

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Termine comune per indicare una procedura di definizione agevolata dei debiti fiscali, che permette ai contribuenti di estinguere i propri debiti pagando l'importo dovuto senza sanzioni e interessi di mora.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Definizione agevolata: scomputo solo per somme versate
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in merito alla corretta applicazione della definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. Il caso riguardava un contribuente che pretendeva di scomputare dal debito residuo somme relative a una precedente rottamazione-bis che, tuttavia, non erano mai state effettivamente versate in quanto la sanzione era stata azzerata per legge. I giudici di legittimita hanno chiarito che il termine normativo gia versati implica necessariamente un esborso monetario effettivo e definitivo. Non e dunque possibile detrarre importi che, pur essendo stati oggetto di precedenti sanatorie, non hanno comportato un reale trasferimento di ricchezza verso l'erario.
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Rottamazione-bis: estinzione del giudizio tributario
La controversia trae origine da avvisi di accertamento e sanzioni irrogate a un contribuente per presunte operazioni di trasferimento di capitali all'estero non dichiarate. Dopo una sentenza d'appello favorevole all'Agenzia delle Entrate, il contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il ricorrente ha aderito alla procedura di Rottamazione-bis, provvedendo al pagamento integrale delle rate previste. La Suprema Corte, verificata la regolarità dei pagamenti e preso atto della mancanza di obiezioni da parte dell'amministrazione finanziaria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per il perfezionamento della definizione agevolata.
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Definizione agevolata: stop allo scomputo senza pagamenti
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in merito alla corretta applicazione della definizione agevolata delle liti pendenti. Il nodo centrale riguardava la possibilità di scomputare dall'importo dovuto somme che erano state oggetto di una precedente rottamazione-bis conclusasi senza alcun versamento effettivo. La Corte ha stabilito che l'espressione normativa 'già versati' presuppone necessariamente un esborso monetario reale e definitivo. Pertanto, non è possibile detrarre importi che, pur essendo stati oggetto di precedenti sanatorie, non sono mai stati materialmente corrisposti dal contribuente all'erario.
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Rottamazione bis: effetti sul ricorso in Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a plusvalenze derivanti dalla vendita di un terreno edificabile. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha depositato una dichiarazione di desistenza avendo aderito alla Rottamazione bis e completato i pagamenti previsti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, disponendo la compensazione delle spese legali per non penalizzare l'adesione alla misura agevolativa.
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Rottamazione-bis: effetti sul ricorso tributario
Una società di impiantistica ha impugnato un avviso di accertamento induttivo relativo al reddito 2008. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha aderito alla Rottamazione-bis, provvedendo al pagamento integrale del debito in un'unica soluzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, poiché l'adesione alla definizione agevolata comporta l'impegno formale a rinunciare ai contenziosi pendenti.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Una società, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza tributaria sfavorevole, ha aderito a una sanatoria fiscale pagando il debito. La Corte, su richiesta delle parti, ha dichiarato la cessazione materia del contendere e l'estinzione del giudizio. È stato chiarito che, in questi casi, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente.
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Estinzione del giudizio per rottamazione bis: il caso
Una società energetica contesta la propria soggettività passiva ai fini fiscali per un impianto industriale. Durante il ricorso in Cassazione, aderisce alla "rottamazione bis", un condono fiscale. La Suprema Corte, prendendo atto del pagamento, dichiara l'estinzione del giudizio, poiché la materia del contendere è venuta meno. La decisione chiarisce che l'adesione alla definizione agevolata sostituisce la pretesa originaria e assorbe i costi del processo.
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Estinzione del giudizio per rinuncia dopo rottamazione
Una società di spedizioni ha impugnato un avviso di accertamento basato sugli studi di settore. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha aderito alla "rottamazione-bis", pagando il dovuto e rinunciando al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in questi casi non si applica la sanzione del doppio contributo unificato, data la natura non sanzionatoria della definizione agevolata della controversia.
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