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Art. 6 d.l. n. 119 del 2018

174 provvedimenti

Definizione agevolata liti tributarie: il Fisco si arrende al contribuente
L'Amministrazione Fiscale aveva richiesto a un Contribuente una maggiore imposta di registro, revocando un'agevolazione per la mancata consegna di un certificato. Il Contribuente ha contestato questa richiesta. Durante il processo in Cassazione, l'Amministrazione Fiscale ha comunicato che il Contribuente aveva aderito alla "definizione agevolata liti tributarie", una procedura che permette di chiudere le controversie fiscali. La Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio, riconoscendo che la controversia non esisteva più, e ha compensato le spese legali tra le parti.
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Definizione agevolata della lite ammessa per cartelle fiscali
L'Agenzia delle Entrate Riscossione ha notificato a un contribuente una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi. Il contribuente ha impugnato l'atto e ha successivamente richiesto la definizione agevolata della lite. I giudici di secondo grado hanno respinto la richiesta, sostenendo che la cartella fosse un mero atto di riscossione escluso dai benefici della pace fiscale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la cartella di pagamento, quando rappresenta il primo e unico atto impositivo notificato al contribuente, consente l'accesso alla chiusura agevolata della controversia.
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Definizione Agevolata Controversia Tributaria: Chiarimenti Necessari in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha recuperato imposte IRAP e IRES per il 2004 da un'Azienda, tramite iscrizione a ruolo e cartella di pagamento. L'Azienda ha impugnato l'atto, vincendo nei primi due gradi di giudizio. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Nel frattempo, l'Azienda ha chiesto la definizione agevolata della controversia tributaria, versando l'intera somma. L'Agenzia ha dichiarato un diniego, ma l'Azienda ha contestato. La Corte di Cassazione, di fronte a posizioni contrastanti sulla definizione agevolata, ha concesso alle parti 60 giorni per fornire chiarimenti e ha rinviato il giudizio.
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Definizione Agevolata Cartella di Pagamento: Atto Impositivo o Riscossione?
Un'Azienda ha contestato una cartella di pagamento emessa dall'Agenzia delle Entrate per un credito IVA disconosciuto. L'Azienda ha cercato di accedere alla procedura di definizione agevolata della lite, ma l'Agenzia ha negato, sostenendo che la controversia riguardava un atto di mera riscossione. La Corte di Cassazione ha invece chiarito che la cartella di pagamento derivante da controllo automatizzato ha natura di atto impositivo. Pertanto, può essere oggetto di definizione agevolata. La Corte ha accolto il ricorso dell'Azienda, estinguendo il processo.
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Notifica Cartella a Società Estinta: Nullo il Giudizio Tributario
L'Agenzia delle Entrate ha notificato una cartella di pagamento per IVA a una società. Tuttavia, la società era già stata cancellata dal registro delle imprese e quindi estinta *prima* della notifica. La Corte di Cassazione ha esaminato la validità di questa notifica a società estinta. Ha stabilito che la notifica a un soggetto non più esistente è inammissibile. Di conseguenza, ha dichiarato nullo l'intero giudizio, poiché la causa non poteva essere proposta contro un'entità estinta. I soci, quali successori, avrebbero dovuto essere i destinatari dell'azione.
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Fisco vs Aziende: La Definizione Agevolata Chiude la Controversia
Due aziende hanno venduto un ramo d'azienda e un terreno. L'Amministrazione Fiscale ha contestato il valore dichiarato, chiedendo maggiori imposte di registro. Le aziende hanno fatto ricorso, ma i primi gradi di giudizio hanno parzialmente confermato la pretesa fiscale. Durante il ricorso in Cassazione, una delle aziende ha aderito alla procedura di definizione agevolata, saldando il dovuto. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, riconoscendo la validità della definizione agevolata e compensando le spese legali tra le parti.
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Definizione Agevolata: Cassazione ferma la riapertura del giudizio estinto
Una Contribuente aveva un contenzioso con l'Agenzia delle Entrate per avvisi di accertamento (IRPEF, IRAP, IVA). Ha scelto di aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie, chiedendo l'estinzione del giudizio. Anche l'Agenzia delle Entrate ha richiesto l'estinzione. La Corte di Cassazione aveva già dichiarato l'estinzione del procedimento con un decreto presidenziale. La Contribuente ha successivamente chiesto di fissare un'udienza per revocare tale estinzione e dichiararne una nuova. La Corte ha dichiarato inammissibile questa richiesta, poiché la Contribuente non aveva un interesse sostanziale a ottenere una nuova dichiarazione di estinzione, dato che l'esito finale rimaneva lo stesso.
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Plusvalenza Cessione Azienda: Valore Registro non Basta per l’Accertamento
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni contribuenti, eredi di un'azienda, a cui l'Amministrazione finanziaria aveva contestato una maggiore plusvalenza (guadagno dalla vendita) sulla cessione dell'attività. L'accertamento si basava esclusivamente sul valore dell'azienda definito ai fini dell'imposta di registro, ritenuto superiore al prezzo dichiarato. La Suprema Corte ha stabilito che la determinazione della plusvalenza non può fondarsi solo sul valore di registro, ma richiede ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti. Ha quindi accolto il ricorso dei contribuenti per un avviso di accertamento, cassando la sentenza precedente e annullando la pretesa fiscale. Altri ricorsi sono stati dichiarati estinti o inammissibili per intervenuta definizione agevolata o carenza di interesse.
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Errore di Fatto su Definizione Agevolata: Cassazione Nega Ricorso
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di impugnazione per errore di fatto in materia tributaria. L'Agenzia delle Entrate contestava l'estinzione di un giudizio decisa da un giudice precedente, che aveva ritenuto conclusa la controversia grazie a una definizione agevolata. L'Agenzia sosteneva che la definizione agevolata riguardava un contenzioso diverso. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che un errore del giudice su un fatto evidente (come l'identità del contenzioso definito) deve essere impugnato con il mezzo della revocazione, non con un ricorso ordinario per violazione di legge. L'Agenzia ha perso e deve pagare le spese legali.
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Definizione Agevolata Controversie Tributarie: Giudicato e Revocazione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una Società che chiedeva la "definizione agevolata controversie tributarie" e la revocazione di una precedente sentenza. La Società contestava accertamenti fiscali per plusvalenze non dichiarate da terreni agricoli assegnati ai soci e ricavi non contabilizzati. La Cassazione ha chiarito che una controversia non è più "pendente" per la definizione agevolata se una sentenza di legittimità (Cassazione) ha già rigettato il ricorso, rendendo la decisione definitiva. Inoltre, gli errori invocati dalla Società non erano "errori di fatto revocatori" ma piuttosto questioni di diritto o interpretative, non idonee a giustificare la revocazione. La Società ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Definizione agevolata della controversia: stop al diniego Fisco
L'Amministrazione finanziaria ha notificato una cartella di pagamento a una società commerciale a seguito di un controllo automatizzato per il recupero di crediti fiscali. L'Azienda ha impugnato l'atto e ha successivamente richiesto l'accesso alla sanatoria fiscale. L'Ente impositore ha respinto la richiesta, sostenendo che le cartelle da mero controllo automatico non potessero accedere alla sanatoria. La società ha quindi contestato il diniego davanti alla Suprema Corte. I giudici hanno stabilito la piena validità della definizione agevolata della controversia anche per le cartelle da controllo automatizzato quando costituiscono il primo atto di contestazione del debito. La Corte ha quindi annullato il diniego dell'Ufficio e ha dichiarato estinta la lite principale.
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Definizione agevolata delle controversie: lite ancora aperta
Una societa riceve un avviso di accertamento per una plusvalenza sulla vendita di un immobile. Dopo aver vinto nei gradi di merito, affronta il ricorso in Cassazione dell'Agenzia delle Entrate. La societa richiede la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie, ma non deposita la documentazione finale. Successivamente, eccepisce l'estinzione del giudizio perche il Fisco non ha presentato l'istanza di trattazione nei termini. La Corte di Cassazione, ritenendo la questione complessa, rinvia la causa alla pubblica udienza.
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Definizione agevolata: stop alla cartella anche senza fideiussione
Una società di persone e i suoi soci ricevevano un avviso di accertamento per IVA, IRAP e IRPEF. Dopo un accordo di accertamento con adesione, la società non presentava la garanzia fideiussoria richiesta per il pagamento rateale. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate emetteva una cartella di pagamento per l'intero importo originario. Durante la causa, i contribuenti presentavano domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge 119 del 2018. L'ufficio tributario confermava la regolarità del pagamento e il perfezionamento della procedura, determinando il venir meno del debito anche per i soci coobbligati. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: pace dopo lo scontro
Una nota società ha impugnato la sanzione per la tardiva registrazione di un contratto di sublocazione pluriennale. L'Agenzia delle Entrate pretendeva il calcolo sull'intero contratto, mentre la contribuente sosteneva la correttezza del calcolo sulla prima annualità. Nelle more del giudizio di Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata delle liti fiscali ai sensi del d.l. 119/2018, pagando l'importo ridotto. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: il contribuente cancella la lite col fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente la detrazione dei canoni di leasing per due immobili, ritenendo che non fossero strumentali all'attività d'impresa. Dopo che i giudici di merito hanno dato ragione al contribuente, l'ufficio finanziario ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, pagando le somme dovute tramite modello F24. La Corte di Cassazione ha preso atto del pagamento e ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di giudizio tra le parti.
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Definizione agevolata: l’azienda batte il fisco e chiude la lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza tributaria favorevole a un'azienda contribuente. Durante il giudizio di Cassazione, l'azienda ha richiesto e perfezionato la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, pagando la prima rata e depositando la relativa quietanza. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro i termini di legge e l'ufficio tributario ha confermato il buon esito della procedura, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la Società batte il Fisco pagando il dovuto
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza favorevole a una Società in merito a un avviso di accertamento IVA. Durante il giudizio, la Società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando integralmente il debito dovuto e chiedendo la chiusura della causa. La Corte di Cassazione ha preso atto del pagamento e ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo le spese di giudizio a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop al processo
Una società di vendita carburanti impugnava una cartella di pagamento emessa dall'Agenzia delle Entrate per il recupero di crediti d'imposta relativi all'anno 2007. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha presentato istanza di estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. La contribuente ha infatti aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, pagando integralmente la somma richiesta di circa 140.000 euro. Anche l'Agenzia delle Entrate ha confermato il regolare perfezionamento della procedura e ha chiesto l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il processo per cessazione della materia del contendere, disponendo che le spese di giudizio restino a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: stop alle liti fiscali senza raddoppio tasse
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza favorevole a una società in merito al recupero di imposte per costi di consulenza ritenuti indeducibili. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge 119 del 2018, pagando la prima rata. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro il termine di legge del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Di conseguenza, le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate e la società non deve pagare il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio tributario: quando il silenzio costa caro
Una società contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per omesso versamento IVA. Durante il ricorso in Cassazione, la società ha ottenuto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie. Tuttavia, scaduto il periodo di sospensione, nessuna delle parti ha provveduto a riattivare la causa nei termini di legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, disponendo che le spese del processo restino a carico di chi le ha anticipate.
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