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Art. 6 d.l. n. 119 del 2018

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174 provvedimenti

Definizione agevolata: il silenzio del fisco cancella il debito
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava gli avvisi di accertamento per IVA e IRPEF emessi nei confronti di un professionista. La contestazione riguardava i compensi per obblighi di fare e non fare legati alla cessione del suo studio professionale. Durante il giudizio di cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge 119 del 2018. Poiché l'ufficio tributario non ha presentato obiezioni entro il termine stabilito del 31 dicembre 2020, la procedura si è conclusa positivamente. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha sostenute.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alla lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza d'appello che annullava un avviso di accertamento Ires e Irap emesso contro una società immobiliare, considerata società di comodo. Durante la pendenza del giudizio di Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge 119 del 2018, provvedendo al pagamento integrale di quanto dovuto per sanare la lite. Sia la contribuente sia l'amministrazione finanziaria hanno quindi richiesto l'estinzione della causa. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese e confermando che non si applica il raddoppio del contributo unificato a carico della parte ricorrente.
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Definizione agevolata: il Fisco si ferma dopo il pagamento
Una società fallita e un'azienda collegata si opponevano a due avvisi di rettifica IVA. Dopo un lungo iter giudiziario, la società contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, provvedendo al pagamento di quanto dovuto. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il regolare pagamento e ha richiesto l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della procedura, rilevando che non era stato notificato alcun diniego e che nessuna parte aveva chiesto la prosecuzione della causa. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la sanatoria di gruppo batte il fisco
Una società di capitali impugnava gli avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA relativi all'anno 2005. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente presentava domanda di definizione agevolata ai sensi del d.l. n. 119 del 2018. L'Agenzia delle Entrate accoglieva la sanatoria per due controversie, ma la negava per una terza causa relativa all'IRES, notificata alla contribuente come società consolidata. La Corte di Cassazione ha chiarito che la definizione agevolata perfezionata dalla società consolidante (capogruppo) estende i suoi effetti benefici anche alla società consolidata coobbligata. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione dell'intero processo per cessata materia del contendere, confermando che la definizione agevolata della capogruppo sana la posizione dell'intero gruppo.
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Definizione agevolata: la pace fiscale della società salva il socio
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento per maggiori imposte nei confronti di una Società di persone. Un Socio ha impugnato l'atto, ma nel frattempo la Società ha aderito alla definizione agevolata per lo stesso debito d'imposta, determinando l'estinzione del proprio giudizio. La Corte di Cassazione ha stabilito che la definizione agevolata perfezionata dalla società coobbligata estende i suoi effetti benefici anche al socio. Di conseguenza, il processo è stato dichiarato estinto, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la Cassazione spegne la lite col Fisco
Una società immobiliare riceveva una cartella di pagamento dall'Agenzia delle Entrate, che contestava la deduzione di alcune perdite derivanti da una scissione societaria. Dopo aver ottenuto ragione nei primi due gradi di giudizio, la controversia giungeva in Cassazione. Nel frattempo, la società decideva di aderire alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando l'intero importo dovuto tramite modello F24. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego nei termini di legge e nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione della causa, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la lite tributaria si è conclusa definitivamente a favore della società contribuente, con le spese di giudizio compensate tra le parti.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: fine lite
Una società in fallimento ha impugnato un avviso di accertamento per imposte non pagate. Durante il processo, la curatela fallimentare ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie, pagando tutte le rate previste dalla legge. L'Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese di giudizio rimangono a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite chiusa
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava parzialmente un avviso di accertamento per tasse non pagate da una società di persone, coinvolgendo il socio. Durante il giudizio di Cassazione, Il Socio ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del decreto legge 119 del 2018, pagando le rate previste. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro il termine stabilito dalla legge e non vi è stato alcun rifiuto da parte del Fisco, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate, confermando la chiusura definitiva della lite fiscale.
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Definizione agevolata: ammessa anche contro il diniego del fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a un contribuente una cartella di pagamento per Irpef, Irap e Iva a seguito di un controllo automatizzato. Il contribuente ha impugnato l'atto e, successivamente, ha richiesto la definizione agevolata della controversia tributaria. L'ufficio fiscale ha rifiutato la richiesta, sostenendo che la cartella di pagamento non fosse definibile. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del contribuente contro il diniego. I giudici hanno stabilito che anche la cartella emessa a seguito di controllo automatizzato dà diritto alla definizione agevolata se rappresenta il primo e unico atto con cui il fisco comunica la pretesa di pagamento. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio principale.
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Definizione agevolata: il silenzio del fisco estingue la lite
Una società di capitali impugnava un avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate revocava le agevolazioni fiscali per l'acquisto di un immobile. Durante il processo in Cassazione, la contribuente presentava domanda di definizione agevolata della controversia tributaria. Poiché l'amministrazione finanziaria non ha notificato alcun diniego entro il termine di legge, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: il fisco perde se omette la notifica
Una contribuente, ex socia accomandataria di una società di persone cancellata dal registro delle imprese, ha impugnato un'intimazione di pagamento ritenendo invalida la notifica della cartella esattoriale originaria. Durante il giudizio di cassazione, la contribuente ha richiesto la definizione agevolata della controversia tributaria. L'Agenzia delle Entrate ha negato l'istanza, ma non ha fornito la prova di aver notificato tempestivamente il provvedimento di diniego entro i termini di legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato invalido il diniego dell'ufficio e ha ritenuto perfezionata la definizione agevolata, dichiarando l'estinzione del giudizio con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: il diniego tardivo salva il contribuente
Una ex socia accomandataria impugna un'intimazione di pagamento basata su una cartella esattoriale notificata a una società già cancellata dal registro delle imprese. Dopo le sentenze favorevoli dei giudici di merito, l'Agenzia delle Entrate propone ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente presenta domanda di definizione agevolata. L'Agenzia delle Entrate nega la sanatoria, ma non fornisce la prova di aver notificato tempestivamente il diniego entro i termini di legge. La Corte di Cassazione dichiara quindi inefficace il diniego dell'Amministrazione finanziaria, ritenendo perfezionata la definizione agevolata. Di conseguenza, la Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la Cassazione annulla il diniego del fisco
Un contribuente riceveva una cartella di pagamento per Irpef e Irap a seguito del disconoscimento di crediti d'imposta per omessa dichiarazione dei redditi. Durante il processo, il contribuente richiedeva la definizione agevolata della controversia. L'Agenzia delle Entrate rifiutava l'istanza, sostenendo che la cartella da controllo automatizzato non fosse definibile e che mancassero i pagamenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente contro il diniego. La Corte ha stabilito che anche la cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato può essere oggetto di definizione agevolata se costituisce il primo atto impositivo notificato. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio principale per avvenuta definizione della lite.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite col Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione favorevole ottenuta dal Contribuente in merito a una cartella di pagamento per l'anno 2007. Durante il giudizio di legittimità, il Contribuente ha presentato domanda per la definizione agevolata della controversia ai sensi del Decreto Legge numero 119 del 2018, pagando l'importo dovuto per perfezionare la sanatoria. L'Amministrazione Finanziaria ha quindi attestato l'avvenuto pagamento e ha chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato cessata la materia del contendere, disponendo l'estinzione del giudizio. Le spese del processo estinto sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate, come previsto dalla legge sulla sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: il notaio si salva se paga la società
Un Notaio registrava un contratto di concessione del diritto di superficie su un terreno agricolo per un impianto fotovoltaico, applicando l'aliquota dell'8%. L'Agenzia delle Entrate richiedeva invece l'aliquota del 15%, emettendo un avviso di liquidazione. Nel corso del giudizio di Cassazione, la società contribuente presentava domanda di definizione agevolata della controversia fiscale, pagando l'intero importo dovuto. La Suprema Corte ha preso atto del pagamento e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. La definizione agevolata perfezionata da un coobbligato produce infatti effetti favorevoli anche per gli altri soggetti obbligati, estinguendo definitivamente la lite tributaria.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e il processo si estingue
L'Amministrazione Finanziaria aveva impugnato la decisione del giudice d'appello favorevole alla Società Contribuente, riguardante un avviso di accertamento per imposte non pagate. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la Società Contribuente ha presentato una richiesta di definizione agevolata per chiudere la lite in modo amichevole, avvalendosi della sanatoria fiscale prevista dalla legge. I giudici di legittimità, verificata la regolarità della documentazione e la sussistenza di tutti i requisiti di legge, hanno accolto l'istanza. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, chiudendo definitivamente la vertenza tra le parti.
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Definizione agevolata: il silenzio che estingue il debito
Il Contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento per gli anni 2005 e 2006 e una cartella di pagamento per il 2007. Successivamente, ha richiesto la sospensione del giudizio per aderire alla definizione agevolata, pagando la prima rata. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine stabilito, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per i primi due anni d'imposta. Per quanto riguarda la cartella del 2007, già definita in precedenza, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse. Le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: la società paga e il socio è salvo
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a un socio, ritenuto responsabile in solido per i debiti IVA e IRAP della sua società. Durante il giudizio, la società ha perfezionato la definizione agevolata della pretesa tributaria. La Corte di Cassazione ha stabilito che la definizione agevolata conclusa dalla società estende i suoi effetti benefici anche al socio coobbligato. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, sollevando il socio da ogni pretesa fiscale residua.
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Costituzione in giudizio nel processo tributario: i veri termini
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che dichiarava inammissibile il suo appello per tardiva costituzione. La Cassazione ha chiarito che la costituzione in giudizio nel processo tributario, se eseguita tramite servizio postale, si perfeziona entro trenta giorni dalla ricezione del ricorso da parte del destinatario e non dalla sua spedizione. Inoltre, l'avviso di ricevimento con timbro postale può sostituire la ricevuta di spedizione. Poiché una parte dei debiti è stata estinta tramite definizione agevolata, la Corte ha dichiarato la cessazione parziale della materia del contendere. Per la cartella esclusa dal condono, la Corte ha accolto il ricorso del Fisco, annullando la sentenza d'appello e rinviando la causa alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e le spese si azzerano
Una società riceve un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per tasse non pagate relative all'anno 2005. Durante la causa, la società decide di utilizzare la definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla legge per chiudere la lite. Presenta quindi la domanda e paga quanto dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto del pagamento e della regolarità della procedura, dichiara l'estinzione del processo. Le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate, come stabilito dalla normativa sulla pace fiscale.
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