LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Rinvio A Nuovo Ruolo

Pagina 18 di 40

1698 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Trattazione congiunta nei ricorsi tributari: la decisione
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un socio di una società di persone per contestare un maggiore reddito da partecipazione ai fini Irpef. A seguito dei precedenti gradi di giudizio e del mancato perfezionamento della definizione agevolata, la controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno rilevato la presenza di un altro giudizio pendente avente ad oggetto la posizione di un ulteriore socio della medesima società. Per evitare decisioni contrastanti sullo stesso reddito societario, la Suprema Corte ha stabilito la necessità della trattazione congiunta nei ricorsi tributari connessi. Di conseguenza, il processo è stato rinviato a nuovo ruolo con trasmissione alla Sezione Tributaria Ordinaria per consentire la decisione unificata delle cause relative ai singoli soci.
Continua »
Leasing finanziario e derivati: attesa decisione Sezioni Unite
Un istituto bancario e una società cliente si affrontano in giudizio per la validità della clausola di rischio cambio inserita in un contratto di locazione finanziaria immobiliare. La Corte d'Appello aveva dichiarato nulla la clausola per difetto di meritevolezza, condannando la banca a restituire oltre seicentomila euro. L'istituto di credito propone ricorso in Cassazione. I giudici devono stabilire se l'indicizzazione del canone trasformi il rapporto in un tema di leasing finanziario e derivati, attraendolo sotto la disciplina del Testo Unico della Finanza. Trattandosi di una questione di massima importanza, la Suprema Corte sospende il processo e rinvia la causa a nuovo ruolo, in attesa della decisione fondamentale delle Sezioni Unite.
Continua »
Ricostruzione di atti giudiziari smarriti in Cassazione
Una Società Contribuente impugna diversi atti di pagamento contestando la mancata notifica. Dopo la vittoria della società in secondo grado, L'Ente della Riscossione ricorre in Cassazione. La Società eccepisce la tardività del ricorso avversario, sostenendo di aver già notificato un precedente atto tramite raccomandata. Tale notifica risulta inserita nell'indice del fascicolo firmato dal cancelliere, ma la cartolina postale di ricevimento è scomparsa fisicamente dagli atti. La Corte di Cassazione rileva che lo smarrimento non è imputabile alla parte e dispone la ricostruzione di atti giudiziari smarriti. Applicando per analogia le regole del codice di procedura penale, i giudici concedono sessanta giorni alla Società per depositare una copia della ricevuta smarrita, rinviando la causa a nuova udienza per garantire la tutela del contraddittorio.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: cartella non notificata e rinvio
Il Contribuente ha presentato ricorso contestando la mancata notifica di una cartella di pagamento, scoperta solo tramite la richiesta di un estratto di ruolo fornito dall'Agente della Riscossione. I giudici di merito hanno negato la possibilità di impugnare direttamente l'estratto di ruolo. Il Contribuente ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo la piena legittimità dell'impugnazione estratto di ruolo in assenza di una previa notifica della cartella. La Corte di Cassazione ha preso atto delle recenti riforme legislative che limitano la contestazione di tali documenti informativi. Di fronte a dubbi sulla retroattività delle nuove norme, i giudici hanno deciso di rinviare la causa in attesa di una decisione risolutiva delle Sezioni Unite.
Continua »
Definizione agevolata e debiti con il Fisco: la lite si sospende
A seguito di un controllo fiscale, l'Amministrazione finanziaria contestava a una società e ai relativi soci un maggior reddito tramite accertamento induttivo, scaturito dal presunto smarrimento dei documenti contabili. Dopo l'estinzione della società, la responsabilità fiscale passava ai soci successori. Un socio richiedeva la definizione agevolata per estinguere il debito mediante un piano di rateizzazione, presentando la prova del versamento della prima rata. La Corte di Cassazione ha stabilito che la pendenza dei termini per i pagamenti e il silenzio del Fisco impongono la sospensione del processo. L'estinzione definitiva del giudizio richiede infatti la prova dell'integrale versamento di tutte le rate concordate. Per questo motivo, i giudici hanno rinviato la causa a nuovo ruolo.
Continua »
Definizione agevolata a rate: stop all’estinzione della causa
Un'azienda del settore energetico ha impugnato l'avviso di pagamento dell'Agenzia delle Dogane per il mancato versamento di acconti sull'accisa del gas naturale. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha richiesto la definizione agevolata del debito, ottenendo un piano di rateizzazione in dieci rate. Al momento della decisione, il contribuente aveva saldato sei delle dieci rate previste e chiedeva l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sola adesione alla definizione agevolata con pagamento rateale in corso non permette di estinguere la causa. Per chiudere il processo occorre il saldo totale dell'importo dovuto. Di conseguenza, i giudici hanno rinviato la causa a nuovo ruolo per attendere il completamento di tutti i pagamenti.
Continua »
Correzione errore materiale: la Cassazione rinvia il ricorso
Due privati hanno richiesto alla Corte di Cassazione la correzione errore materiale di una precedente ordinanza. Il provvedimento conteneva un refuso di battitura nelle motivazioni economiche, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese per ciascuna impugnazione, nonostante la presentazione di un unico atto. La richiesta non risultava tuttavia notificata alla banca controparte. La Suprema Corte ha evidenziato l'irregolarità procedurale, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo e incaricando la Cancelleria di notificare gli atti all'istituto bancario prima di procedere alla decisione sulla rettifica.
Continua »
Prova dell’avvenuta esportazione: tra visti doganali e sanatoria
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento IVA nei confronti di una Società Esportatrice per alcune vendite di imballaggi in Svizzera. Secondo l'ufficio, non spettava l'esenzione IVA poiché le fatture non avevano la vidimazione doganale che costituisce la prova dell'avvenuta esportazione. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha richiesto la definizione agevolata delle cartelle esattoriali e la cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte, rilevando la mancanza di una conferma ufficiale da parte dell'ufficio fiscale sulla corrispondenza tra la sanatoria e la causa in corso, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per acquisire le necessarie informazioni.
Continua »
Espulsione dello straniero: la notifica errata non cancella il ricorso
Lo Straniero ha proposto ricorso contro il provvedimento di espulsione dello straniero emesso dal Prefetto, impugnando la decisione del Giudice di Pace che aveva confermato l'allontanamento. Tuttavia, lo Straniero ha notificato il ricorso presso l'Avvocatura dello Stato anziché direttamente all'ufficio del Prefetto, nonostante l'Avvocatura non avesse difeso l'amministrazione nel primo grado di giudizio. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale notifica è nulla ma rinnovabile. Di conseguenza, i giudici hanno ordinato la rinnovazione della notifica presso l'ufficio del Prefetto entro novanta giorni, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire la corretta prosecuzione del giudizio.
Continua »
Detrazione IVA acquisto tartufi: fisco contro Europa in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva a una società acquirente di tartufi il diritto alla detrazione dell'IVA. La normativa nazionale imponeva l'emissione di un'autofattura senza diritto alla detrazione per gli acquisti da raccoglitori occasionali. Tuttavia, i giudici di merito avevano disapplicato tale norma ritenendola contraria al diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione, accogliendo la richiesta della società contribuente, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per trattare la causa insieme ad altri ricorsi simili tra le stesse parti. La questione centrale rimane la legittimità della detrazione IVA acquisto tartufi.
Continua »
Sospensione del processo tributario: stop alla lite sull’IVA
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di un'azienda di vendita auto, contestando l'evasione dell'IVA tramite operazioni soggettivamente inesistenti con un finto esportatore abituale. Dopo i primi due gradi di giudizio, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, l'azienda ha presentato istanza di sospensione avvalendosi della tregua fiscale prevista dalla Legge n. 197 del 2022. La Suprema Corte, non ravvisando motivi ostativi, ha accolto la richiesta e ha disposto la sospensione del processo tributario, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa della definizione agevolata della controversia.
Continua »
Sospensione del processo tributario: stop alla lite sull’IVA
L'Azienda, attiva nel settore della vendita di autoveicoli, ha ricevuto un avviso di accertamento per il recupero dell'IVA su presunte operazioni soggettivamente inesistenti con un fittizio esportatore abituale. Dopo i primi gradi di giudizio, l'Azienda ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha depositato un'istanza di sospensione ai sensi della Legge n. 197 del 2022 per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte, non ravvisando ostacoli, ha accolto la richiesta disponendo la sospensione del processo tributario e rinviando la causa a nuovo ruolo, consentendo così alla contribuente di perfezionare la tregua fiscale.
Continua »
Sospensione del processo tributario: tregua fiscale per l’Iva
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro una società di vendita auto per presunte operazioni soggettivamente inesistenti con un finto esportatore abituale. Dopo i primi gradi di giudizio, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha richiesto la sospensione del processo tributario ai sensi della Legge n. 197 del 2022 per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte, non ravvisando motivi ostativi, ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo.
Continua »
Compenso professionale: tariffe nazionali contro leggi regionali
Un ingegnere ha svolto l'incarico di collaudatore per la costruzione di una diga su incarico di un Ente Pubblico. Il professionista ha richiesto il pagamento del proprio compenso professionale basandosi sulle tariffe nazionali. L'Ente Pubblico si è opposto, sostenendo l'applicazione di una legge regionale siciliana che riduceva notevolmente l'importo. La Corte d'Appello ha ridotto il compenso applicando la norma regionale. Il professionista ha fatto ricorso in Cassazione, contestando la natura imperativa della legge regionale. La Corte di Cassazione, rilevando la particolare importanza della questione di diritto riguardante i limiti di applicabilità delle leggi regionali sui compensi professionali negli appalti pubblici, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una decisione definitiva.
Continua »
Diritto di difesa nel processo tributario: stop ai termini brevi
Il Contribuente ha impugnato il rifiuto di rimborso IRPEF sulle somme ricevute da un fondo di previdenza integrativa. Durante il giudizio di Cassazione, l'avviso di fissazione dell'udienza è stato notificato al Contribuente solo cinquantaquattro giorni prima della camera di consiglio, violando il termine di sessanta giorni previsto dalla Riforma Cartabia. Inoltre, il difensore del Contribuente è deceduto prima dell'udienza. La Corte di Cassazione ha rilevato la lesione del diritto di difesa nel processo tributario e ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per garantire il ripristino del contraddittorio e consentire la nomina di un nuovo difensore.
Continua »
Rappresentante doganale indiretto: solidarietà o esonero IVA?
L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la decisione che escludeva la responsabilità di un Rappresentante doganale indiretto per il pagamento dell'IVA ordinaria sull'importazione di pannelli fotovoltaici cinesi. L'importatore aveva infatti ceduto parte dei pannelli a terzi, violando il vincolo di destinazione per l'aliquota agevolata al 10%. La Commissione Tributaria Regionale aveva escluso la responsabilità del rappresentante per mancanza di dolo o colpa grave. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità e l'importanza della questione relativa alla responsabilità solidale per dazi e sanzioni alla luce della giurisprudenza europea e nazionale, ha deciso di non definire la causa in camera di consiglio, disponendo il rinvio a nuovo ruolo per la trattazione in pubblica udienza.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite sospesa
L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la decisione che escludeva dal valore in dogana delle merci importate il valore dei servizi resi dalla casa madre tedesca alla filiale italiana. Durante il giudizio in Cassazione, la società contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, riscontrata la regolarità dell'istanza, ha disposto la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale, rinviando la causa a nuovo ruolo.
Continua »
Definizione agevolata delle liti pendenti: bloccata la causa
L'Azienda importatrice impugnava gli avvisi di rettifica con cui l'Ufficio delle Dogane rideterminava dazi e IVA sulle merci importate, includendo nel valore imponibile le royalties corrisposte alla casa madre. Dopo alterne vicende giudiziarie e una sentenza di rinvio della Commissione Tributaria Regionale sfavorevole alla contribuente, quest'ultima proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, L'Azienda presentava istanza per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge n. 197/2022, richiedendo la sospensione del giudizio. La Corte di Cassazione, rilevata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del processo e il rinvio della causa a nuovo ruolo.
Continua »
Responsabilità dei soci dopo cancellazione: chi paga i debiti?
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a una società l'evasione del prelievo erariale unico per l'uso di slot machine non collegate alla rete statale. Poiché la società si è estinta, il fisco ha richiesto il pagamento all'ex socio unico e liquidatore. L'ex socio ha contestato la propria legittimazione passiva, sostenendo che l'amministrazione non avesse provato il trasferimento di somme a suo favore nel bilancio finale di liquidazione. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla responsabilità dei soci dopo cancellazione e sull'onere della prova, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo, attendendo la pronuncia risolutiva delle Sezioni Unite.
Continua »
Società di comodo e rimborso IVA: la Cassazione frena il fisco
L'Agenzia delle Entrate ha negato a una società di produzione di energia il rimborso dell'IVA per l'anno 2012. La decisione si basava sul mancato superamento del test di operatività per il triennio precedente, qualificando l'impresa come società di comodo. L'azienda ha contestato il provvedimento, dimostrando che l'inattività era dovuta al ritardo burocratico della Regione nel rilasciare le autorizzazioni per un parco eolico. La Corte di Cassazione, rilevando forti dubbi sulla compatibilità della normativa italiana con il diritto dell'Unione Europea in merito alla perdita del diritto di detrazione IVA, ha deciso di sospendere il giudizio. La causa è stata rinviata a nuovo ruolo in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia dell'Unione Europea.
Continua »