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Rinvio A Nuovo Ruolo

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1698 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata della lite: la Cassazione blocca il Fisco
Un contribuente ha presentato ricorso per Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate dopo una decisione sfavorevole in secondo grado con condanna alle spese. Durante il procedimento di legittimità, il contribuente ha depositato un'apposita istanza per richiedere la sospensione del giudizio. L'obiettivo era accedere alla definizione agevolata della lite prevista dalla recente riforma della giustizia tributaria. I giudici supremi hanno accolto la domanda e ordinato la temporanea sospensione della causa tributaria. Questa decisione blocca le attività processuali per consentire il regolare versamento degli importi previsti dalla sanatoria, congelando la vertenza fino alla verifica del pagamento.
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Definizione agevolata: stop al ricorso del Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un avviso di accertamento a un socio per presunti maggiori redditi societari non dichiarati. Il contribuente ha impugnato l'atto e ha ottenuto ragione sia in primo che in secondo grado, poiché i giudici hanno ritenuto infondata la pretesa fiscale originaria già respinta a carico della società. L'ente impositore ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente ha richiesto l'applicazione della definizione agevolata prevista per le liti tributarie pendenti di valore inferiore a centomila euro e con doppia soccombenza dell'ente pubblico. La Corte di Cassazione ha preso atto della domanda e ha disposto la sospensione del giudizio tramite il rinvio della causa a nuovo ruolo in attesa del perfezionamento del pagamento agevolato.
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Accertamento presuntivo: lite tributaria bloccata da nodo telematico
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società per il recupero di imposte societarie relative al 2013, applicando un accertamento presuntivo sui costi. La società ha contestato la rettifica dimostrando la veridicità delle spese di bilancio, legate a un settore edile in crisi e a perdite costanti del gruppo societario. I giudici di merito hanno annullato la pretesa fiscale. Il Fisco ha quindi presentato ricorso per Cassazione e la società ha depositato controricorso con ricorso incidentale. A causa di problemi tecnici nel processo civile telematico, il giudice relatore non ha potuto visionare il ricorso incidentale della società prima di redigere la proposta decisionale. Per tutelare il pieno diritto di difesa e integrare l'esame di tutte le domande, la Suprema Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa.
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Impugnazione estratto di ruolo: cartelle nulle e rinvio
Un contribuente scopre debiti erariali mai notificati e decide di agire in giudizio. La controversia riguarda la legittimità della notifica di una cartella di pagamento a un cittadino iscritto all'anagrafe degli italiani residenti all'estero. Durante la pendenza del processo, una riforma legislativa introduce il divieto generale di impugnazione estratto di ruolo, limitando il ricorso ai soli casi in cui il debito arrechi un pregiudizio concreto, come il blocco di appalti pubblici o pagamenti della Pubblica Amministrazione. A seguito della pronuncia delle Sezioni Unite che applica tale limite anche alle cause in corso, il ricorrente richiede tempo per documentare il proprio specifico interesse a procedere. La Corte di Cassazione accoglie l'istanza difensiva e rinvia la trattazione del giudizio alla sezione ordinaria.
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Contributo unificato ONLUS: la Cassazione rimette gli atti
L'Amministrazione Finanziaria ha richiesto il pagamento delle spese di giustizia a un'associazione di tutela degli utenti e consumatori per alcuni ricorsi avviati nel 2015. L'ente ha impugnato gli inviti di pagamento sostenendo il proprio diritto all'esonero dalle spese in quanto ente senza scopo di lucro. I giudici tributari di merito hanno accolto la tesi dell'associazione, stabilendo che l'esenzione dall'imposta di bollo comporta automaticamente l'esonero dal pagamento dei tributi giudiziari. Il Ministero ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, contestando l'applicazione automatica di tale beneficio fiscale. I giudici di legittimità hanno riconosciuto l'estrema rilevanza della questione riguardante il contributo unificato ONLUS e hanno rimesso la trattazione della causa alla sezione tributaria ordinaria per un esame approfondito.
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Litisconsorzio necessario processuale: stop al ricorso
Un cittadino ha promosso ricorso per cassazione contro un Ente Locale per ottenere il risarcimento dei danni. L'Ente Locale aveva precedentemente chiamato in causa la propria compagnia assicuratrice a titolo di garanzia. Nel depositare l'impugnazione finale, il cittadino ha notificato l'atto solo all'Ente Locale, omettendo la notifica alla società assicuratrice. La Corte di Cassazione ha rilevato la presenza di un litisconsorzio necessario processuale. Poiché la compagnia ha preso parte attiva nei precedenti gradi di giudizio, la causa non può essere decisa senza la sua presenza. Di conseguenza, i giudici hanno ordinato al ricorrente di sanare il vizio notificando il ricorso all'assicurazione entro trenta giorni, rinviando l'udienza.
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Rinnovazione della notifica del ricorso: errore formale sanato
Un correntista e la sua garante contestano a un istituto bancario l'addebito di interessi illegittimi e anomalie contabili su finanziamenti e conti correnti. Dopo i conteggi dei giudici di merito, i debitori impugnano la sentenza finale dinanzi alla Corte di Cassazione. Tuttavia, notificano l'atto d'impugnazione al difensore di primo grado della banca, rimasta assente nel secondo grado, anziché consegnarlo direttamente alla sede dell'ente creditore. I giudici supremi accertano che la consegna errata produce la nullità dell'atto ma non la sua totale inesistenza giuridica. Di conseguenza, la Corte dispone la rinnovazione della notifica del ricorso entro il termine perentorio di trenta giorni, salvando temporaneamente l'impugnazione dal rischio di inammissibilità e rinviando l'esame del merito.
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Definizione agevolata liti pendenti: lite IVA congelata
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società commerciale il mancato versamento dell'IVA su polizze assicurative collegate a contratti per la vendita di veicoli. Il Fisco riteneva tali assicurazioni accessorie all'attività principale e quindi imponibili. I giudici di merito hanno invece dato ragione alla contribuente, riconoscendo l'esenzione fiscale perché le polizze erano autonome e stipulate tramite mandato. L'Ufficio ha quindi impugnato la decisione in Cassazione. Nelle more del procedimento, la società ha chiesto di accedere alla definizione agevolata liti pendenti introdotta dalla riforma della giustizia tributaria. La Suprema Corte ha preso atto della domanda e ha disposto la sospensione del processo tramite rinvio a nuovo ruolo, bloccando il contenzioso in attesa del perfezionamento della chiusura agevolata.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: causa sospesa
L'Agenzia delle Entrate contestava a una società l'esenzione IVA su polizze assicurative accessorie fornite a concessionari di auto. I giudici di merito davano ragione all'impresa, escludendo la natura accessoria imponibile. L'Amministrazione finanziaria proponeva ricorso per Cassazione per recuperare le imposte. Durante il giudizio di legittimità, la società ha presentato istanza di definizione agevolata delle liti tributarie prevista dalla legge 130/2022. La Suprema Corte ha preso atto della richiesta formale del contribuente. I magistrati hanno sospeso il contenzioso e disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo in attesa del perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata liti pendenti: lite fiscale congelata
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una società il mancato pagamento dell'IVA su polizze assicurative collegate a contratti di consulenza. L'ente pubblico considerava tali polizze prestazioni accessorie imponibili, mentre la società ne rivendicava la natura esente. Dopo il rigetto della pretesa fiscale nei primi due gradi di giudizio, l'ente ha presentato ricorso per Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società contribuente ha formalmente richiesto la definizione agevolata liti pendenti prevista dalla riforma della giustizia tributaria. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'istanza e ha sospeso il giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire la chiusura agevolata della vertenza.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: la Cassazione sospende
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società commerciale il mancato versamento dell'IVA su polizze assicurative per garanzie e soccorso stradale, qualificando tali servizi come prestazioni accessorie imponibili. La società ha vinto sia in primo che in secondo grado, poiché i giudici hanno riconosciuto l'esenzione fiscale tipica delle polizze assicurative prive di ricarico economico diretto. L'Agenzia delle Entrate ha quindi proposto ricorso per Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società contribuente ha formalmente presentato domanda di adesione alla definizione agevolata delle liti tributarie pendenti introdotta dalla riforma della giustizia tributaria. La Corte di Cassazione ha preso atto della richiesta formale e ha disposto la sospensione del processo, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa del perfezionamento della chiusura della lite fiscale.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: Cassazione revocata
La Corte di Cassazione aveva dichiarato inammissibile l'impugnazione de L'Imputato, ritenendo erroneamente che l'atto fosse stato presentato personalmente e senza la firma di un difensore abilitato. Il legale ha quindi promosso un ricorso straordinario per errore di fatto, dimostrando di aver redatto, sottoscritto e depositato personalmente il documento presso la cancelleria del tribunale territoriale. I Supremi Giudici hanno accertato la svista materiale nella lettura degli atti processuali interni. Di conseguenza, la Corte ha revocato la precedente ordinanza di inammissibilità e ha disposto una nuova udienza pubblica per esaminare il caso nel merito.
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Spese legali errate: correzione di errore materiale
La società creditrice ha ottenuto la vittoria in un giudizio davanti alla Corte di Cassazione, con la condanna della controparte al pagamento di 10.000 euro di compensi professionali, oltre a 200 euro per spese forfettarie. La società ha riscontrato un'evidente anomalia nel calcolo: la legge prevede infatti che il rimborso per spese generali sia automaticamente pari al 15% dei compensi (dunque 1.500 euro), salvo specifica motivazione del giudice. La parte creditrice ha quindi attivato la richiesta di correzione di errore materiale per ottenere la rettifica della cifra spettante. La Suprema Corte ha qualificato l'istanza come sollecitazione al rilievo d'ufficio e ha disposto il rinvio della causa per notificare la fissazione dell'udienza a tutte le parti costituite, garantendo così il pieno contraddittorio.
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Dichiarazione d’intento: stop a sanzioni e lite sospesa
L'Agenzia delle Entrate ha sanzionato una società commerciale per l'omesso invio telematico dei dati relativi a ciascuna dichiarazione d'intento ricevuta da acquirenti del settore navale. La contribuente ha impugnato le sanzioni contestando l'assenza di danno erariale e la natura puramente formale dell'inadempimento. I giudici di merito hanno annullato le sanzioni poiché l'operazione non generava evasione di imposta. L'amministrazione finanziaria ha quindi presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società ha depositato formale istanza di tregua fiscale per accedere alla chiusura agevolata della lite. La Suprema Corte ha accolto la richiesta difensiva, sospendendo il procedimento e rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Annullamento in autotutela: Cassazione dispone rinvio congiunto
L'Amministrazione finanziaria ha contestato a una società l'indebita detrazione dell'IVA su acquisti ritenuti soggettivamente inesistenti. Durante la causa di primo grado, il Fisco ha operato un annullamento in autotutela parziale dell'avviso. L'Ufficio ha rinunciato al recupero della maggiore imposta e ha applicato solo sanzioni ridotte. La Commissione Tributaria Regionale ha cancellato gli atti, ritenendo che il Fisco avesse emesso una nuova pretesa oltre i termini consentiti. L'Agenzia ha presentato ricorso per Cassazione sostenendo la legittimità della semplice riduzione della pretesa. La Suprema Corte ha rilevato la pendenza di altri ricorsi connessi tra le medesime parti e ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per consentire una trattazione congiunta.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: sponsor e IVA
L'Agenzia delle Entrate contesta a una società la detrazione dell'IVA e la deduzione dei costi per sponsorizzazioni sportive. Il Fisco qualifica le fatture come operazioni soggettivamente inesistenti perché l'emittente non coincide con il beneficiario effettivo degli accordi. La Commissione Tributaria Regionale conferma parzialmente il recupero fiscale solo per le fatture emesse da un soggetto privo di legami contrattuali con l'impresa. Il Fisco e l'azienda presentano ricorso in Cassazione. La Suprema Corte rileva la complessità della vicenda e rimette la decisione alla Sezione Tributaria ordinaria per un approfondimento collegiale.
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Sospensione del giudizio tributario: stop al ricorso del Fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava a un cittadino un maggior reddito ai fini IRPEF per via di incrementi patrimoniali e spese non compatibili con i guadagni dichiarati. La Commissione Tributaria Regionale dava ragione al contribuente per difetto di prova dell'incongruità dei redditi. Il Fisco proponeva quindi ricorso in Cassazione. Il cittadino presentava tempestiva istanza per ottenere la sospensione del giudizio tributario, invocando le opportunità di definizione agevolata previste dalla riforma della giustizia tributaria. La Suprema Corte ha verificato la correttezza formale dell'istanza e ha congelato il processo, rinviando la causa a nuovo ruolo davanti alla sezione tributaria ordinaria.
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Trattative di bonario componimento: lite sospesa in Cassazione
Una società commerciale ha promosso un ricorso in Cassazione contro la curatela fallimentare di un'altra impresa e una terza parte privata, contestando gli esiti della corte territoriale. A sua volta, la curatela ha depositato un controricorso incidentale per tutelare la massa dei creditori. Davanti alla Suprema Corte, le parti hanno presentato una richiesta congiunta: hanno dichiarato l'avvio di trattative di bonario componimento finalizzate a trovare una soluzione amichevole ed economica. I giudici di legittimità hanno preso atto della volontà condivisa dei contendenti e hanno disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, congelando momentaneamente il contenzioso per favorire il raggiungimento di un accordo transattivo.
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Definizione agevolata liti tributarie: Cassazione sospende la causa
Il Contribuente impugnava diverse cartelle di pagamento e avvisi di accertamento per imposte non versate. Dopo alterne vicende nei gradi di merito e il ricorso in Cassazione promosso sia dal Fisco sia dal cittadino, quest'ultimo presentava formale istanza per accedere alla chiusura agevolata della pendenza fiscale. La Suprema Corte ha applicato la nuova normativa sulla definizione agevolata liti tributarie pendenti in sede di legittimità. I giudici hanno ordinato la sospensione immediata della causa e il rinvio a nuovo ruolo del procedimento, congelando ogni decisione di merito in attesa della conclusione della procedura agevolata richiesta dal contribuente.
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Definizione agevolata: la lite resta aperta senza notifica
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente maggiori imposte per utili societari non dichiarati. Il contribuente ha impugnato l'avviso e la lite è giunta fino alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, il cittadino ha chiesto di chiudere la causa per intervenuta adesione alla definizione agevolata (rottamazione-ter). Tuttavia, il contribuente non ha notificato la documentazione alla difesa dell'ente fiscale, né ha depositato la formale rinuncia con la prova dei versamenti specifici. La Suprema Corte ha sospeso la decisione e ordinato il rinvio della causa a nuovo ruolo, concedendo sessanta giorni per notificare gli atti all'Avvocatura dello Stato e provare l'effettivo pagamento.
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