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Rinvio A Nuovo Ruolo

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1698 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinvio a nuovo ruolo: tasse alle Bahamas sospese in Cassazione
Il Contribuente ha impugnato l'avviso di accertamento per IRPEG e IRAP emesso dall'Agenzia delle Entrate nei confronti di una società con sede alle Bahamas, volto a recuperare a tassazione redditi non dichiarati in Italia. Dopo il rigetto nei gradi di merito, il caso è giunto in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la pendenza di un altro giudizio avente ad oggetto la revocazione della sentenza impugnata, ha ravvisato un rapporto di pregiudizialità. Di conseguenza, i giudici hanno disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, sospendendo la decisione in attesa della risoluzione dell'altro procedimento, ritenuta decisiva per la definizione della controversia.
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Deposito di documenti in Cassazione: l’errore che blocca la causa
Un Cittadino ha presentato ricorso in Cassazione contro la Pubblica Amministrazione. Per decidere la controversia, i giudici hanno ritenuto indispensabile esaminare un precedente provvedimento del Tribunale. Questo atto doveva contenere l'attestazione del passaggio in giudicato (la definitività della decisione). Sebbene il documento fosse presente nell'indice degli atti depositati dal Cittadino, non si trovava materialmente nel fascicolo della causa. La Corte di Cassazione ha quindi emesso un'ordinanza interlocutoria. Con questo provvedimento, i giudici hanno sospeso la decisione e concesso al Cittadino un termine di sessanta giorni per effettuare il corretto deposito di documenti in Cassazione. La causa è stata rinviata a nuovo ruolo in attesa dell'adempimento.
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Legittimazione ad impugnare: scontro sulle prove e rinvio
Una Compagnia di Assicurazioni propone appello in sostituzione di un'altra società, sostenendo di averne acquisito il ramo d'azienda. La Corte d'Appello dichiara l'impugnazione inammissibile per mancanza di prove sulla successione e sulla conseguente legittimazione ad impugnare. La Compagnia ricorre in Cassazione. La Suprema Corte, prima di decidere sul ricorso, ritiene indispensabile esaminare i documenti del processo di merito. Pertanto, con ordinanza interlocutoria, dispone l'acquisizione del fascicolo d'ufficio e rinvia la causa a nuovo ruolo, rimandando la decisione finale.
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Notifica del ricorso in Cassazione: stop dei giudici sui garanti
Una società finanziaria ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro una società utilizzatrice e i suoi garanti per il mancato pagamento dei canoni di un contratto di leasing. Alcuni garanti hanno proposto ricorso, ma la Corte di Cassazione ha rilevato la mancanza delle prove di ricezione della notifica nei confronti di altri soggetti interessati. Con questa ordinanza interlocutoria, la Corte ha concesso sessanta giorni di tempo per perfezionare la notifica del ricorso in Cassazione o depositare le ricevute mancanti, rinviando la decisione sul merito.
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Contratto collettivo applicabile: scontro tra tutele e costi
Un lavoratore ha chiesto l'adeguamento dello stipendio pretendendo l'applicazione del contratto dei servizi ambientali anziché quello delle cooperative sociali applicato dal datore di lavoro. Il Tribunale ha accolto la domanda condannando la cooperativa e il consorzio appaltatore. La cooperativa ha proposto ricorso in Cassazione contestando l'individuazione del contratto collettivo applicabile. La Suprema Corte, rilevando l'importanza della questione sulla scelta del contratto collettivo applicabile e sul rispetto della retribuzione proporzionata, ha deciso di non decidere subito in camera di consiglio. Con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Giudicato penale nel processo tributario: assolto ma ancora sospeso
L'amministrazione finanziaria ha emesso avvisi di accertamento contro un contribuente, ritenuto amministratore di fatto di una società coinvolta in una frode IVA. Il contribuente ha contestato la pretesa negando il proprio ruolo gestorio. Durante il giudizio di Cassazione, l'interessato ha depositato una sentenza penale definitiva di assoluzione per i medesimi fatti. La Suprema Corte ha rilevato l'introduzione di una nuova norma sull'efficacia del giudicato penale nel processo tributario. Poiché l'applicazione di questa regola presenta forti dubbi interpretativi, la Cassazione ha rinviato la causa a nuovo ruolo, in attesa che le Sezioni Unite chiariscano la portata della riforma.
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Omissioni contributive: prove anonime e rinvio in Cassazione
L'Azienda ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che confermava il recupero di omissioni contributive per gli anni dal 2012 al 2016, richiesto dagli Enti Previdenziali. La contestazione si basava su un controllo della Guardia di Finanza che aveva utilizzato, per gli anni dal 2012 al 2015, file contabili contenuti in un DVD inviato da un soggetto anonimo. Davanti alla Corte di Cassazione, L'Azienda ha segnalato la pendenza di un altro giudizio strettamente collegato a questo. La Suprema Corte, valutata l'opportunità di trattare i due ricorsi insieme per evitare decisioni contrastanti, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, rinviando la decisione finale.
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Commissione di Istruttoria Veloce: fisco contro banche sull’IRAP
La Corte di Giustizia Tributaria della Liguria ha sollevato un rinvio pregiudiziale in Cassazione per chiarire se la Commissione di Istruttoria Veloce applicata dalle banche debba rientrare nella base imponibile IRAP. L'Agenzia delle Entrate aveva infatti contestato a un istituto di credito la mancata tassazione di tali somme. Tuttavia, la Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, non ha ancora deciso il merito della questione. Rilevato il mancato rispetto del termine di sessanta giorni per la comunicazione della data dell'udienza all'ente impositore, i giudici hanno accolto la richiesta di rinvio della difesa erariale, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo per vizio di notifica.
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Cessazione attività commerciale: indennizzo a promotori?
Un promotore finanziario ha richiesto l'indennizzo per cessazione attività commerciale dopo aver chiuso la propria attività. L'Ente Previdenziale ha negato il beneficio, sostenendo che tale indennità spetti solo agli agenti di commercio tradizionali e non a chi opera nel settore finanziario. La Corte d'Appello ha invece dato ragione al lavoratore, valorizzando la sua iscrizione all'Enasarco e l'utilizzo di un contratto di agenzia. Contro questa decisione, l'Ente Previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando che la questione è del tutto nuova e priva di precedenti specifici, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. I giudici hanno stabilito che il caso, per la sua complessità e per l'impatto su molteplici contenziosi simili, non può essere deciso in camera di consiglio, disponendo quindi il rinvio della causa alla pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Particolare tenuità del fatto: proscioglimento con condanna
L'Imputata, accusata di diffamazione aggravata, viene prosciolta in primo grado per particolare tenuità del fatto. Il suo difensore propone appello, ma la Corte d'Appello trasmette gli atti alla Cassazione ritenendo la sentenza inappellabile. Tuttavia, il difensore non è abilitato al patrocinio in Cassazione, il che renderebbe il ricorso inammissibile. Nel frattempo, le Sezioni Unite sollevano una questione di legittimità costituzionale sull'inappellabilità di tali sentenze se contengono condanne civili. Poiché il termine di improcedibilità del processo sta per scadere prima della decisione della Corte Costituzionale, la Corte di Cassazione dispone la proroga di sei mesi del termine e rinvia il processo a nuovo ruolo, in attesa del verdetto costituzionale.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop al fisco
Una società contribuente ha proposto ricorso per revocazione contro una precedente decisione della Cassazione riguardante il recupero a tassazione di deduzioni per auto aziendali. Nelle more del giudizio, la società ha presentato istanza di sospensione e domanda di definizione agevolata delle liti tributarie ai sensi della Legge di Bilancio 2023, allegando la quietanza di pagamento. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta, ha disposto la sospensione del processo fino al 10 ottobre 2023, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: stop alle liti doganali in Cassazione
L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale favorevole a una società importatrice e ai suoi spedizionieri in merito a rettifiche su dazi doganali. Durante il giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno chiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022). La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza delle società, disponendo la sospensione del giudizio e rinviando la causa a nuovo ruolo, consentendo così l'avvio della procedura di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: dazi ko
L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la decisione favorevole all'importatore in merito a un accertamento per dazi doganali e sanzioni. Durante il giudizio di Cassazione, la società importatrice ha chiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022). La Suprema Corte, dopo aver sentito le parti sulla definibilità della lite in materia di dazi doganali, ha accolto l'istanza della società. Di conseguenza, i giudici hanno disposto la sospensione del processo e il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo alla contribuente di perfezionare la tregua fiscale.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop ai dazi
L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la sentenza favorevole a una società importatrice riguardante la rettifica di dazi doganali e sanzioni per importazioni del 2011. La società ha richiesto la sospensione del giudizio per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022). La Corte di Cassazione, dopo aver concesso termine alle parti per depositare osservazioni sulla definibilità della lite in materia di dazi, ha accolto l'istanza della società. Di conseguenza, la Corte ha disposto la sospensione del processo e il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo alla contribuente di perfezionare la sanatoria fiscale.
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Sospensione per definizione agevolata: stop alla lite doganale
L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la decisione favorevole a una società di spedizioni e a una società importatrice in merito a rettifiche doganali e sanzioni per dazi antidumping. Durante il giudizio in Cassazione, lo spedizioniere ha chiesto la sospensione del processo avvalendosi della tregua fiscale. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione per definizione agevolata del giudizio ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Il processo è temporaneamente bloccato in attesa del perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al processo
Un ex socio e liquidatore di una società estinta ha impugnato gli avvisi di accertamento per maggiori imposte emessi dall'Agenzia delle Entrate. Durante il giudizio in Cassazione, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie introdotta dalla legge di bilancio per il 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio per consentire la presentazione della domanda e il pagamento degli importi dovuti.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alle liti
Una società di gioielleria e i suoi soci hanno impugnato un avviso di accertamento per maggiori imposte relative all'anno 2007. Durante il giudizio in Cassazione, i contribuenti hanno richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, applicando la normativa vigente, ha accolto la richiesta dei ricorrenti, disponendo la sospensione del giudizio fino al 10 ottobre 2023. Entro tale data, i contribuenti dovranno depositare la prova della presentazione della domanda e del pagamento degli importi dovuti o della prima rata per perfezionare la sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al fisco
Un contribuente, ex socio di una società estinta, ha impugnato alcuni avvisi di accertamento per imposte non pagate relative all'anno 2009. Durante il giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, il cittadino ha presentato un'istanza per chiedere la sospensione del processo. La richiesta è stata formulata per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie introdotta dalla legge di bilancio. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio e concedendo il tempo necessario per presentare la domanda di sanatoria e pagare le somme dovute.
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Rottamazione ter: la Cassazione ferma il giudizio per il pagamento
Una società contribuente ha impugnato alcune cartelle di pagamento relative all'IRAP. Nelle more del giudizio di Cassazione, la società ha chiesto il rinvio dell'udienza per poter rinunciare al ricorso. La contribuente ha infatti aderito alla rottamazione ter per estinguere i propri debiti con il fisco. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, ricordando che la definizione agevolata sospende il giudizio e che la sua estinzione dipende dal pagamento integrale delle rate. Di conseguenza, i giudici hanno rinviato la causa a una data successiva alla scadenza dell'ultima rata, fissata al 30 novembre 2023, per consentire il deposito dei documenti di pagamento.
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Riproporzionamento part-time: ore effettive contro ore teoriche
Alcuni dipendenti part-time di una società aeroportuale hanno contestato il calcolo della propria retribuzione. Il contratto collettivo aveva aumentato l'orario dei lavoratori full-time a 38 ore e 30 minuti settimanali, di cui 38 ore effettive e 30 minuti convenzionali. L'azienda calcolava la paga dei part-time basandosi sulle 38,5 ore convenzionali, riducendo di fatto la loro retribuzione proporzionale. I giudici di merito hanno dato ragione ai lavoratori, ritenendo discriminatorio tale calcolo e imponendo il riproporzionamento part-time sulle 38 ore effettive. La Corte di Cassazione, rilevando la novità e l'importanza della questione sul principio di non discriminazione, ha disposto il rinvio della causa in pubblica udienza per una decisione definitiva.
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