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Rinunzia Al Ricorso

80 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Atto formale con cui la parte che ha presentato un'impugnazione dichiara di non voler più proseguire nel giudizio, determinandone la conclusione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Definizione agevolata: niente spese di lite dopo la rinuncia
L'Agenzia delle Entrate contestava a un contribuente maggiori redditi tramite accertamento basato su indagini bancarie. Il contribuente vinceva in primo grado, ma perdeva in appello e proponeva ricorso per Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente aderiva alla definizione agevolata prevista dalla legge e depositava rinunzia agli atti. L'amministrazione finanziaria confermava l'accordo e chiedeva la chiusura della lite. I giudici supremi hanno dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere. Inoltre, la Corte ha disposto la compensazione integrale delle spese legali, escludendo l'applicazione della condanna alle spese contro chi rinuncia, per non penalizzare l'adesione alla tregua fiscale.
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Notifica tardiva e inefficacia del decreto ingiuntivo
Una società creditrice ha ottenuto un provvedimento per riscuotere un credito, ma lo ha notificato oltre il termine perentorio di sessanta giorni. Il debitore ha chiesto la declaratoria di inefficacia del decreto ingiuntivo davanti al giudice di prossimità, ottenendo l'annullamento dell'ordine di pagamento. La società creditrice ha impugnato tale provvedimento davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo che il debitore avrebbe dovuto attivare una formale opposizione. Durante il giudizio di legittimità, la parte creditrice ha depositato formale atto di rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo, confermando in via definitiva l'azzeramento dell'ingiunzione.
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Contestazione polizza assicurativa: lite chiusa con rinuncia
Una società ottiene un finanziamento bancario e impiega la somma per sottoscrivere un prodotto finanziario su proposta del proprio istituto di credito. La cliente promuove quindi una causa per la contestazione polizza assicurativa e per contestare gli addebiti di conto corrente, denunciando la violazione dei doveri di buona fede e correttezza dell'intermediario. I giudici di merito riconoscono le irregolarità relative agli interessi del conto, ma respingono le censure sul prodotto assicurativo, ritenendolo privo di rischio finanziario e debitamente compreso dalla società. La vicenda approda in Corte di Cassazione, ma le parti formalizzano un accordo transattivo: la società deposita la rinuncia agli atti del giudizio e la banca accetta. I giudici di legittimità dichiarano quindi l'estinzione del processo, confermando la definitiva chiusura della vertenza giudiziaria.
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Rinuncia al Ricorso: Quando il Silenzio della Procura Costa Caro
L'Azienda Farmaceutica aveva ottenuto un ordine di pagamento contro l'Istituto per la fornitura di prodotti. L'Istituto ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, il suo avvocato ha dichiarato di voler rinunciare al ricorso. La Corte di Cassazione ha stabilito che la rinuncia al ricorso fatta dal solo avvocato, senza una specifica autorizzazione scritta dal cliente nella procura alle liti, non è valida per disporre del diritto in contesa. Questa azione ha mostrato una sopravvenuta carenza di interesse dell'Istituto a proseguire la causa. Per questo motivo, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Società Fallita vs. Stato: l’Estinzione del giudizio per rinuncia
Una società, successivamente dichiarata fallita, aveva richiesto il pagamento di canoni per l'uso di apparecchiature di intercettazione al Ministero della Giustizia. La Corte d'Appello aveva respinto la sua domanda. La curatela fallimentare della società ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, il Ministero della Giustizia ha accettato la rinuncia al ricorso da parte della curatela. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, senza pronunciare sulle spese legali, chiudendo così la controversia.
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Accertamento fiscale e definizione agevolata delle liti
L'Agenzia delle Entrate contestava a una società e ai suoi soci maggiori ricavi derivanti dagli studi di settore. I contribuenti impugnavano l'avviso di accertamento e, dopo decisioni discordanti nei primi gradi di giudizio, promuovevano ricorso per cassazione. Nelle more del procedimento, la società e i soci aderivano alla definizione agevolata delle liti, saldando integralmente il debito fiscale secondo le norme della rottamazione delle cartelle. A seguito del versamento complessivo, i contribuenti rinunciavano al ricorso e l'Amministrazione Finanziaria confermava il regolare pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese restano a carico di chi le ha anticipate e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Sostituzione della custodia cautelare: ricorso e spese legali
Un indagato sottoposto a misura carceraria per reati associativi ha chiesto la sostituzione della custodia cautelare con gli arresti domiciliari. A seguito del rigetto da parte del Tribunale del riesame, la difesa ha presentato ricorso per cassazione per contestare la decisione. Nelle more del giudizio di legittimità, il Giudice dell'udienza preliminare ha accolto la richiesta concedendo gli arresti domiciliari. Di conseguenza, l'indagato ha depositato formale atto di rinunzia al ricorso per il venir meno dell'interesse ad agire. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso ma ha escluso qualsiasi condanna alle spese di giustizia o a sanzioni pecuniarie, in quanto la perdita di interesse è maturata dopo la presentazione dell'impugnazione senza determinare una vera soccombenza.
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Sequestro probatorio revocato e ricorso estinto
La Procura della Repubblica ha disposto il sequestro probatorio di un edificio scolastico e dei documenti di gara per una presunta frode in pubbliche forniture. Il Direttore dei Lavori ha impugnato il provvedimento, contestando la mancanza di motivazione e l'assenza del presupposto del reato. Successivamente, l'autorità giudiziaria ha disposto la restituzione dei beni. Avendo ottenuto la revoca del vincolo, il professionista ha formalizzato la rinuncia al ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno preso atto della rinuncia e hanno dichiarato inammissibile il ricorso, senza addebitare spese processuali al ricorrente, poiché il venir meno della misura cautelare giustificava pienamente la scelta di abbandonare l'azione.
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Rinunzia al ricorso per cassazione: le conseguenze economiche
Un cittadino sottoposto a misura cautelare richiede la modifica del trattamento restrittivo. Dopo il diniego del Giudice per le Indagini Preliminari e il successivo rigetto dell'appello da parte del Tribunale del Riesame, l'interessato presenta impugnazione davanti alla Corte di Cassazione. Successivamente, la persona rinuncia espressamente all'impugnazione presentata. La Suprema Corte dichiara quindi l'inammissibilità dell'azione giudiziaria. La decisione scaturisce direttamente dall'atto di rinunzia al ricorso per cassazione notificato dall'interessato. A causa dell'arresto del procedimento generato dalla volontà della parte, i giudici condannano il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione di cinquecento euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Rinunzia al ricorso: la transazione estingue il giudizio
Un lavoratore ha ottenuto in appello la condanna del datore di lavoro al pagamento di differenze retributive, TFR e contributi omessi. Il datore di lavoro ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per risolvere la lite in modo bonario. A seguito dell'intesa, il datore di lavoro ha formalizzato la rinunzia al ricorso, sottoscritta per accettazione anche dal lavoratore e dai difensori. La Corte di Cassazione ha preso atto della volontà comune e ha dichiarato l'estinzione del processo. Poiché la rinunzia è stata concordata, la Corte non ha addebitato le spese di lite e ha escluso l'obbligo di versare l'ulteriore somma a titolo di contributo unificato.
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Rinunzia al ricorso tributario: lite fiscale chiusa
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una società imposte e sanzioni per quasi venti milioni di euro relative a perdite su crediti e operazioni ritenute inesistenti. Dopo la sentenza d'appello, che ha ridotto le sanzioni a quarantacinquemila euro, il Fisco ha presentato ricorso in Cassazione. In seguito, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo extragiudiziale. L'Agenzia delle Entrate ha depositato l'atto formale di rinunzia al ricorso tributario. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione definitiva del processo. I giudici hanno chiarito che l'accettazione del contribuente non è indispensabile: la rinuncia fa passare la sentenza in giudicato ed estingue immediatamente l'interesse a proseguire la lite giudiziaria.
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Lite con il Fisco: cessazione della materia del contendere
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una contribuente maggiori redditi IRPEF derivanti da quote in una società estera ritenuta residente in Italia. Dopo una decisione d'appello sfavorevole, la socia ha proposto ricorso in Cassazione denunciando difetti di notifica, carenze istruttorie ed errata valutazione probatoria. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per definire bonariamente la controversia. La contribuente ha depositato rinunzia formale al giudizio con l'assenso dell'amministrazione finanziaria. La Suprema Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere per intervenuta intesa negoziale, sancendo la caducazione della sentenza impugnata.
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Rinunzia al ricorso per cassazione: l’accordo che spegne la lite
In una controversia per il risarcimento dei danni da occupazione di beni immobili, la Corte d'Appello aveva condannato il ricorrente originario. Quest'ultimo ha proposto ricorso in Cassazione ma è deceduto nelle more del giudizio. I suoi eredi hanno raggiunto un accordo transattivo con la controricorrente davanti a un notaio e hanno successivamente depositato l'atto di rinunzia al ricorso per cassazione. La controricorrente ha aderito alla rinunzia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che non si deve provvedere sulle spese di lite in presenza di adesione alla rinunzia.
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Definizione agevolata: il Fisco si ferma e cancella la lite
L'Agenzia delle Entrate ha notificato avvisi di accertamento a una società di autotrasporti e ai suoi soci per presunti maggiori ricavi basati su studi di settore. Dopo i primi gradi di giudizio, i contribuenti hanno proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del processo, la società e i soci hanno aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie, pagando quanto dovuto. L'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura e i ricorrenti hanno rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Pacchetto Turistico Non Conforme: Turista Rinuncia e Paga Spese
Un turista cita in giudizio un operatore turistico a causa di un pacchetto turistico non conforme: il viaggio subisce un ritardo di un giorno e la struttura alberghiera è di qualità inferiore a quella promessa. Dopo aver avviato un ricorso in Cassazione, il turista decide però di rinunciare all'azione legale. La Corte Suprema, di conseguenza, dichiara estinto il giudizio. In applicazione del principio di soccombenza, il turista che ha rinunciato viene condannato a pagare le spese legali sostenute dall'operatore turistico per difendersi in quella fase del processo.
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Infiltrazioni: rinuncia in Cassazione e estinzione del giudizio
Due proprietari avevano citato in giudizio il loro Condominio per ottenere un risarcimento danni da infiltrazioni. Dopo aver perso nei gradi di merito, hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, hanno formalmente rinunciato a proseguire la causa. Il Condominio ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente la controversia senza entrare nel merito della questione. La decisione sancisce la fine della battaglia legale, rendendo definitive le sentenze precedenti sfavorevoli ai proprietari.
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Estinzione del Giudizio: Debitore Rinuncia, Banca Vince la Causa
Un debitore e il suo garante contestavano il saldo di un mutuo, ma i giudici davano ragione alla banca, condannandoli al pagamento di 41.000 euro. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione, le parti hanno cambiato idea, depositando un atto di rinuncia accettato dalla banca. Di conseguenza, la Corte Suprema non ha esaminato il caso nel merito, ma ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Questa decisione ha reso definitiva la precedente condanna al pagamento, chiudendo la vicenda a favore dell'istituto di credito.
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Licenziamento Dirigente Blocco Covid: Azienda Rinuncia in Cassazione
Un'azienda aveva licenziato un dirigente per ragioni economiche durante la pandemia, sostenendo che il divieto di licenziamento non si applicasse a questa categoria di lavoratori. Il caso è arrivato fino alla Corte di Cassazione, che ha sollevato una questione alla Corte Costituzionale. A seguito della decisione di quest'ultima, l'azienda ha rinunciato al ricorso. La Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, confermando di fatto la vittoria del lavoratore. La vicenda chiarisce l'applicabilità del **licenziamento dirigente blocco Covid** anche a questa figura professionale.
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Rinunzia al ricorso: effetti e costi in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un'impugnazione a seguito della sopravvenuta rinunzia al ricorso presentata dalla parte. Tale decisione comporta l'arresto del procedimento senza che i giudici possano valutarne il merito. Oltre alla declaratoria di inammissibilità, la Corte ha disposto la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle Ammende, non essendo emersi elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
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Rinunzia al ricorso: conseguenze e costi processuali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un'impugnazione a seguito della sopravvenuta rinunzia al ricorso presentata dalla parte interessata. Ai sensi del codice di procedura penale, la volontà di desistere dal giudizio comporta la chiusura del procedimento senza esame del merito. La decisione comporta la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, non essendo emersi elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
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