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Rinunzia Al Ricorso

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80 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estinzione del processo: rinuncia al ricorso in Cassazione
Un ex dirigente di una società fallita aveva proposto ricorso in Cassazione per vedersi riconosciute delle somme a titolo di TFR e indennità. Prima della decisione, il dirigente ha rinunciato al ricorso e la controparte ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo fine alla controversia senza entrare nel merito della questione e senza disporre sulle spese.
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Rinunzia al ricorso: quando si estingue il processo
Una struttura sanitaria, dopo aver presentato un ricorso per revocazione di una precedente ordinanza in materia di diritto alla mensa per i propri dipendenti, ha deciso di porre fine al contenzioso. L'azienda ha depositato una formale rinunzia al ricorso, che è stata accettata dalle controparti. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del processo ai sensi del codice di procedura civile, senza pronunciarsi sul merito della questione né sulle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: quando l’appello è inammissibile
Un imputato, condannato in appello per falsità ideologica dopo un'assoluzione in primo grado, presenta ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della discussione, effettua una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, dichiara il ricorso inammissibile, senza entrare nel merito dei motivi, e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Rinunzia al ricorso: estinzione del giudizio e spese
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza tributaria favorevole a un contribuente in materia di trust. Successivamente, ha presentato una rinunzia al ricorso, che è stata formalmente accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione, prendendo atto di ciò, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. In conformità con il codice di procedura civile, dato che la rinuncia è stata accettata, la Corte non ha emesso alcuna statuizione sulla ripartizione delle spese legali.
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Rinunzia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della rinunzia al ricorso da parte dell'Agenzia delle Entrate. L'ente aveva impugnato una sentenza favorevole a una società di leasing in materia di classamento catastale, ma ha ritirato l'atto prima dell'udienza. La Corte ha quindi chiuso il procedimento senza pronunciarsi sulle spese, data la mancata costituzione della controparte.
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Estinzione del giudizio: niente doppio contributo
Un'azienda territoriale per l'edilizia residenziale aveva impugnato una sentenza sfavorevole in materia di IMU. Successivamente, ha rinunciato al ricorso, e il Comune controparte ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce un principio fondamentale: in caso di estinzione del procedimento per rinuncia accettata, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: il processo di cassazione estinto
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso. A seguito della rinuncia presentata dalla società ricorrente e accettata dalla controparte in una disputa su un conto corrente, il giudizio è stato dichiarato estinto senza alcuna pronuncia sulle spese processuali, evidenziando l'esito puramente procedurale della vicenda.
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Rinunzia al ricorso: conseguenze in Cassazione
Un soggetto, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro il rigetto di un'istanza sul reato continuato, ha deciso di ritirarlo. La Suprema Corte, a seguito di questa formale rinunzia al ricorso, ha dichiarato l'appello inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di 500 euro alla Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e condanna alle spese
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. A seguito della rinuncia formale da parte dell'imputato, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della formale rinuncia presentata dal ricorrente. La decisione chiarisce che la rinuncia al ricorso preclude l'esame nel merito e comporta la condanna del rinunciante al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e spese compensate
Una società, a seguito di avvisi di accertamento per operazioni inesistenti, aveva impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale. Giunta in Cassazione, ha presentato rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese tra le parti e chiarendo che, in caso di estinzione, non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinunzia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze dirette della rinunzia al ricorso da parte dell'imputato. A seguito della dichiarazione di rinuncia, pervenuta tramite PEC dal difensore, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende. Questo caso sottolinea come l'atto di rinuncia ponga fine al procedimento di impugnazione, comportando oneri economici per chi la effettua.
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Estinzione del giudizio: niente doppio contributo
Una società, dopo aver impugnato in Cassazione un accertamento fiscale per fatture inesistenti, rinuncia al ricorso. L'Agenzia delle Entrate accetta. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio, chiarendo un punto fondamentale: in caso di estinzione, il ricorrente non è tenuto a pagare il doppio del contributo unificato, sanzione prevista solo per i ricorsi respinti nel merito o dichiarati inammissibili.
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Definizione agevolata: stop al processo e spese compensate
Un professionista ha impugnato una cartella di pagamento fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, ha aderito alla definizione agevolata, rinunciando al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, stabilendo la compensazione delle spese legali. La decisione si fonda sul principio che condannare il contribuente alle spese contrasterebbe con la finalità della legge sulla definizione agevolata, che mira a incoraggiare la chiusura delle liti pendenti.
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Aggio esattoriale: legittimo e non sanzionatorio
Un istituto di credito ha impugnato una cartella di pagamento contestando la legittimità dell'aggio esattoriale. A seguito di un consolidamento giurisprudenziale che affermava la legittimità di tale compenso, la società ha rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, compensando le spese legali tra le parti e escludendo l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinunzia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinunzia al ricorso presentata da tutte le parti. Il caso, originato da un'azione revocatoria per la vendita di una nuda proprietà, si è concluso prima della decisione di merito grazie all'accordo raggiunto tra i contendenti. La decisione sottolinea come la rinunzia al ricorso sia uno strumento processuale definitivo per porre fine a una lite.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e condanna
La Corte di Cassazione analizza un caso di rinuncia al ricorso presentato da un imputato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Corte dichiara il ricorso inammissibile a seguito della rinuncia e, di conseguenza, condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro, applicando i principi procedurali che equiparano la rinuncia all'inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia ricorso Cassazione: inammissibilità e spese
Con l'ordinanza n. 5221/2024, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto avverso una decisione del Tribunale di Sorveglianza. La causa dell'inammissibilità è stata la formale rinuncia ricorso Cassazione presentata dal ricorrente. Di conseguenza, la Corte lo ha condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di cinquecento euro in favore della Cassa delle ammende, come previsto dal codice di procedura penale in questi casi.
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Estinzione del processo: la rinuncia chiude il caso
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo in una causa di lavoro relativa a somministrazione irregolare. La decisione non è entrata nel merito della questione, ma ha preso atto della rinuncia al ricorso presentata dalla parte appellante e della conseguente accettazione da parte della controparte, chiudendo così definitivamente la lite.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità per la Cassazione
Un indagato per reati legati agli stupefacenti presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, effettua una formale rinuncia al ricorso poiché la misura cautelare a suo carico è divenuta inefficace per scadenza dei termini. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, dichiara il ricorso inammissibile.
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