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Rinunzia Al Ricorso

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80 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estinzione del giudizio: rinuncia al ricorso in Cassazione
A seguito di una controversia sulla proprietà di un vano di passaggio, gli eredi della parte soccombente in appello hanno presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, hanno depositato un atto di rinuncia. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, in applicazione dell'art. 391 c.p.c., senza pronunciarsi sulle spese, poiché le controparti non si erano costituite.
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Rinunzia al ricorso: quando si estingue il processo
Un ente pubblico, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole in materia di diritti assicurativi dei propri dipendenti, ha effettuato una rinunzia al ricorso a seguito di un accordo con i lavoratori. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, motivando la compensazione delle spese legali sulla base dell'accordo complessivo raggiunto tra le parti, che includeva la rinuncia ai diritti da parte dei lavoratori.
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Rinuncia al ricorso: niente spese se cessa l’interesse
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito di rinuncia. La rinuncia era motivata dalla revoca della misura cautelare impugnata, che ha causato una sopravvenuta carenza di interesse. Di conseguenza, la Corte ha stabilito che il ricorrente non deve essere condannato al pagamento delle spese processuali né di sanzioni pecuniarie, poiché non si configura un'ipotesi di soccombenza.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Una controversia giunta in Cassazione tra due società e un privato si conclude con l'estinzione del giudizio. A seguito di un accordo di conciliazione, le società hanno rinunciato ai rispettivi ricorsi. La Corte Suprema, prendendo atto della volontà delle parti, ha dichiarato estinto il procedimento senza entrare nel merito della questione, confermando l'efficacia degli accordi transattivi anche nelle fasi più avanzate del contenzioso.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze sulle spese legali
Un caso di rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte dichiara estinto il giudizio e condanna la parte ricorrente, che aveva agito contro una sentenza di revocatoria, al pagamento delle spese legali in favore di uno dei controricorrenti, applicando le norme procedurali sulla rinuncia.
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Estinzione procedimento: effetti della rinuncia
L'ordinanza esamina il caso di un procedimento per la correzione di un errore materiale in una precedente decisione. Prima dell'udienza, la parte ricorrente ha presentato una dichiarazione di rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del procedimento, senza disporre alcuna liquidazione per le spese legali di questa fase processuale. Il caso chiarisce che la rinuncia è un atto che porta alla terminazione immediata del giudizio.
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Estinzione del giudizio: rinuncia al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso riguardante un'azione revocatoria. A seguito di un ricorso principale e uno incidentale, tutte le parti hanno reciprocamente rinunciato ai propri appelli prima dell'udienza. La Corte, applicando l'art. 391 c.p.c., ha formalizzato la chiusura del processo, stabilendo che in caso di rinuncia accettata non si procede né alla condanna alle spese né al raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione giudizio di cassazione: analisi del caso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio di cassazione a seguito della rinunzia al ricorso da parte dei ricorrenti, intervenuta dopo una transazione. Il caso riguardava l'impugnazione di una sentenza d'appello che aveva confermato l'inefficacia di un trasferimento di quote societarie tra padre e figlio, a danno dei creditori. La rinuncia al ricorso ha portato alla chiusura definitiva del contenzioso.
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Estinzione giudizio per rinuncia: guida completa
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte della ricorrente principale e della successiva adesione e rinuncia delle controparti. La vicenda, originata da un'azione revocatoria su un immobile, si conclude con una pronuncia puramente processuale che pone fine alla lite, senza alcuna statuizione sulle spese legali, evidenziando il meccanismo dell'estinzione del giudizio per mutuo accordo.
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Rinunzia al ricorso: quando viene dichiarato inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una misura cautelare a seguito della rinunzia al ricorso presentata dall'imputato. La sentenza chiarisce che tale atto processuale, in assenza di nuove circostanze di fatto, impone la chiusura del procedimento con una declaratoria di inammissibilità.
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Reclamo elettorale avvocati: la sede di deposito
Un gruppo di avvocati impugna la proclamazione degli eletti al Consiglio dell'Ordine locale. Il Consiglio Nazionale Forense dichiara il reclamo inammissibile perché depositato direttamente presso la sua sede anziché presso il Consiglio dell'Ordine locale, come previsto da una vecchia norma. I legali ricorrono in Cassazione, sostenendo la prevalenza di una legge più recente. Tuttavia, prima della decisione, i ricorrenti rinunciano al ricorso, avendo ottenuto sentenze favorevoli in altre cause connesse. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, dichiara l'estinzione del processo.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Una società in liquidazione, coinvolta in un contenzioso tributario per accise su GPL, rinuncia al ricorso in Cassazione dopo essere stata cancellata dal registro delle imprese. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali. La decisione chiarisce che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Una società energetica in liquidazione, dopo un lungo contenzioso con l'Amministrazione Finanziaria per accise su GPL, ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese e chiarendo che il doppio contributo unificato non è dovuto in caso di rinuncia.
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Rinuncia ricorso Cassazione: conseguenze e costi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della formale rinuncia presentata dal difensore dell'imputato. L'ordinanza analizza le conseguenze automatiche di tale atto, tra cui la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende. Il caso evidenzia come la rinuncia al ricorso in Cassazione non sia un atto neutro, ma comporti precise responsabilità economiche.
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Rinunzia al ricorso: l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a seguito della formale rinunzia al ricorso presentata dal legale del ricorrente. L'ordinanza analizza le conseguenze procedurali di tale atto, confermando la condanna precedente e addebitando al ricorrente le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia ricorso penale: inammissibilità e costi
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso penale. A seguito della rinuncia volontaria presentata dal difensore, il ricorso contro una sentenza di condanna è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende, confermando l'automatismo di tali sanzioni in assenza di elementi che escludano la colpa.
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Rinuncia al ricorso: quando diventa inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata dal difensore. Il caso analizza come questo atto procedurale comporti non solo la fine del giudizio ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo
Una società di vendita al dettaglio aveva impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale in materia di TARI contro un Ente Locale. In Cassazione, la società ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dall'Ente. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, specificando che, in caso di rinuncia al ricorso, non si applica l'obbligo di versare un ulteriore importo pari al contributo unificato già pagato. Questa norma ha natura sanzionatoria e va interpretata restrittivamente.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una società commerciale, dopo aver impugnato una sentenza in materia di tributi locali (TARI) contro un Comune, ha deciso di procedere con la rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accettazione da parte del Comune, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce un punto fondamentale: in caso di estinzione per rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Estinzione giudizio Cassazione: effetti della rinuncia
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, regolarmente accettata dalle controparti. La decisione si fonda sull'articolo 391 del Codice di Procedura Civile, che disciplina le conseguenze della rinuncia, inclusa l'assenza di una pronuncia sulle spese processuali tra le parti che hanno raggiunto l'accordo.
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