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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2026

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401 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo che estingue la lite
Il caso riguarda un cittadino che ha proposto ricorso in Cassazione contro una società di costruzioni e una cooperativa edilizia. Successivamente, il ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, chiedendo la compensazione delle spese di giudizio. La società di costruzioni ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio di legittimità. Trattandosi di una rinuncia accettata da entrambe le parti con accordo sulla compensazione, la Corte non ha dovuto provvedere alla liquidazione delle spese processuali, applicando l'articolo 391, comma 4, del codice di procedura civile. Il processo si è così concluso senza una decisione di merito.
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Rinuncia al ricorso: come chiudere la lite senza tasse doppie
Una Società di Intermediazione Mobiliare in liquidazione coatta amministrativa ha promosso un'azione di responsabilità contro amministratori e sindaci per omessa vigilanza sulle truffe di alcuni promotori finanziari. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. In questa sede, il Sindaco principale, gli altri sindaci e la Società di Revisione chiamata in causa hanno depositato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla procedura di liquidazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno chiarito che la rinuncia al ricorso impedisce l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, una sanzione tributaria prevista solo per il rigetto o l'inammissibilità dell'impugnazione. Di conseguenza, il processo si chiude senza ulteriori spese fiscali per le parti rinuncianti.
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Turbina eolica abusiva: estinzione del giudizio per transazione
Il Proprietario di un fondo ha citato in giudizio un'Azienda Energetica per la violazione delle distanze legali di una turbina eolica, chiedendone lo spostamento e il risarcimento dei danni. I giudici di merito hanno riconosciuto il danno ma negato lo spostamento, qualificando l'impianto come opera di pubblica utilità. Il Proprietario ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo amichevole depositando l'atto di transazione. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia accettata, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per transazione, compensando interamente le spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo cancella la lite
Una complessa controversia ereditaria, nata dall'impugnazione di un testamento pubblico ritenuto non spontaneo, si è conclusa pacificamente davanti alla Corte di Cassazione. L'erede del beneficiario del testamento e i soggetti che lo contestavano hanno raggiunto un accordo transattivo privato. Di conseguenza, entrambe le parti hanno presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia, specificando che in questo caso non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto la rinuncia non equivale a una sconfitta in giudizio ma a un accordo bilaterale che estingue la lite senza vincitori né vinti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al doppio contributo
Un ente assistenziale ha impugnato la rettifica della rendita catastale di una sua struttura socio-sanitaria. Successivamente, l'ente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'Amministrazione finanziaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese. I giudici hanno chiarito che la rinuncia al ricorso per cassazione non comporta l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione si applica solo nei casi tassativi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione, e non può essere estesa per analogia alla rinuncia volontaria.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: spese sì, sanzione no
Una società ha proposto ricorso contro l'Agenzia delle Entrate per contestare la rendita catastale di un immobile. Successivamente, la società ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. L'Agenzia delle Entrate non ha accettato espressamente la rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando la società al pagamento delle spese di giudizio in favore dell'ente pubblico. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che, in caso di rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione colpisce infatti solo chi vede respinto il proprio ricorso o dichiarato inammissibile, e non chi decide spontaneamente di abbandonare la causa.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al raddoppio delle tasse
Un Ente No-Profit ha impugnato la rettifica della rendita catastale di una sua struttura assistenziale operata dall'Amministrazione Finanziaria. Successivamente, l'ente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal Fisco. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e compensato le spese. I giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione colpisce solo il rigetto, l'inammissibilità o l'improcedibilità dell'impugnazione, e non può essere estesa per analogia a chi decide di abbandonare spontaneamente la causa.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: i costi del ripensamento
Il Ricorrente ha presentato ricorso per cassazione contro il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza che aveva accolto la sua istanza di affidamento in prova al servizio sociale. Successivamente, lo stesso soggetto ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, ha dichiarato inammissibile il ricorso ai sensi dell'articolo 591 del codice di procedura penale. Di conseguenza, i giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di cinquecento euro in favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo salva dalle tasse
Nel corso di un giudizio di revocazione, avviato per contestare una precedente dichiarazione di improcedibilità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La ricorrente ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, sottoscritta personalmente e controfirmata dal proprio difensore. La controparte ha accettato espressamente tale rinuncia, concordando sulla compensazione delle spese di lite. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio. Questa decisione comporta che non sia dovuto il pagamento del cosiddetto doppio contributo unificato, previsto solitamente in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso, poiché l'estinzione per rinuncia non configura una soccombenza o un rigetto nel merito.
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Accertamento catastale delle cave: la rinuncia evita le spese
Un'azienda proprietaria di un terreno adibito a cava proponeva di frazionare la proprietà in due unità distinte tramite procedura DOCFA: l'area della cava, senza rendita, e i manufatti industriali. L'Agenzia delle Entrate rifiutava il frazionamento, unificando i beni e rideterminando una rendita catastale complessiva molto più alta. Dopo i primi gradi di giudizio sfavorevoli, l'azienda ricorreva in Cassazione. Successivamente, a causa del consolidamento della giurisprudenza sfavorevole in tema di accertamento catastale delle cave, l'azienda decideva di rinunciare al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese processuali proprio in virtù del fatto che l'orientamento giurisprudenziale si era stabilizzato solo durante lo svolgimento della causa.
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Clausola risolutiva espressa: tolleranza e rinuncia al ricorso
I Promissari Acquirenti hanno stipulato un contratto preliminare per l'acquisto del 51% delle quote di una società. Il contratto prevedeva una clausola risolutiva espressa in caso di mancata stipula del definitivo entro la scadenza pattuita. A causa dell'inadempimento del Promittente Venditore, i Promissari Acquirenti hanno attivato la clausola, determinando la risoluzione parziale del contratto. Successivamente, dopo aver proposto ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello che accertava tale risoluzione, i ricorrenti hanno depositato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio e compensato interamente le spese di lite tra le parti.
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Rottamazione quater: la rinuncia al ricorso batte il no dell’INPS
Una cooperativa agricola ha impugnato un verbale dell'INPS relativo al recupero di agevolazioni contributive ritenute indebite. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione, l'azienda ha scelto di aderire alla definizione agevolata dei debiti, nota come rottamazione quater, depositando formale rinuncia al ricorso. L'INPS si è opposto alla rinuncia, ma la Suprema Corte ha chiarito che l'opposizione dell'ente previdenziale è irrilevante. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio e ha disposto la compensazione delle spese legali, spiegando che l'adesione alla rottamazione quater deve essere favorita e non disincentivata con la condanna alle spese.
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Estinzione del giudizio per rinuncia: accordo tra garante e banca
Il Garante di una società debitrice ha proposto ricorso in Cassazione contro il decreto ingiuntivo ottenuto dalla Banca per il recupero di un finanziamento non pagato. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per risolvere bonariamente la controversia. Di conseguenza, il Garante ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla Società Cessionaria del credito con accordo sulla compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, ponendo fine alla lite senza alcuna condanna alle spese.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: la marcia indietro costa cara
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello di Ancona. Successivamente, lo stesso soggetto ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa scelta e ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. I giudici hanno inoltre rilevato l'assoluta genericità dei motivi di ricorso originariamente presentati. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma pari a tremila euro in favore della Cassa delle ammende, come previsto dalla legge in caso di inammissibilità del ricorso.
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Rinuncia al ricorso tributario: estinzione e spese azzerate
Tre società commerciali hanno impugnato alcuni verbali di rettifica doganale emessi dall'Agenzia delle Dogane. Dopo la sentenza di secondo grado, le società hanno proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, le stesse società hanno pagato i dazi doganali richiesti e hanno presentato una formale rinuncia al ricorso tributario. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese tra le parti, senza addebitare i costi del processo di legittimità a nessuna di esse.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle liti senza spese
Alcune società importatrici hanno impugnato due verbali di accertamento per presunti illeciti doganali emessi dall'Agenzia delle Dogane. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, le società hanno proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le contribuenti hanno provveduto al pagamento integrale dei diritti doganali richiesti e hanno depositato una formale dichiarazione di rinuncia. La Suprema Corte, preso atto del pagamento e della volontà delle parti, ha dichiarato l'estinzione del processo per sopravvenuta rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici hanno inoltre disposto la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti, ponendo fine alla controversia senza ulteriori aggravi economici per i soggetti coinvolti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: pagamento e stop alla lite
Due società commerciali hanno impugnato alcuni verbali di rettifica emessi dall'Agenzia delle Dogane. Dopo aver proposto ricorso in Cassazione, le imprese hanno pagato i diritti doganali dovuti e hanno depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia, dichiarando l'estinzione del giudizio e disponendo la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: gli eredi chiudono la lite senza spese
Gli eredi di un contribuente defunto sono subentrati in una causa contro l'Agenzia delle Entrate - Riscossione riguardante alcune cartelle di pagamento. Prima dell'udienza in Cassazione, gli eredi hanno presentato formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Trattandosi di un atto unilaterale, la rinuncia non richiede l'accettazione della controparte per determinare la fine del processo. Poiché l'ente di riscossione non ha svolto attività difensiva attiva, la Corte non ha addebitato le spese di lite agli eredi e ha escluso il raddoppio del contributo unificato, tipico dei casi di rigetto.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sulla pensione
Un professionista ha chiesto il riconoscimento della pensione di anzianità a una cassa previdenziale. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio per mancanza dei requisiti anagrafici e di una domanda idonea, il professionista ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, il ricorrente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso per cassazione, accettato dalla cassa previdenziale con richiesta di compensazione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando la compensazione delle spese di lite tra le parti senza applicare sanzioni o rimborsi forzati.
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Sopravvenuto difetto di interesse: l’accordo ferma la causa
Un'azienda subentrante ha impugnato l'esclusione dal passivo di una società in amministrazione straordinaria per crediti da ferie dei dipendenti. Durante il giudizio di Cassazione, il difensore dell'azienda ha depositato un accordo transattivo e una rinuncia al ricorso, ma senza mandato speciale. La Suprema Corte ha stabilito che, sebbene la rinuncia firmata solo dal difensore privo di mandato speciale non estingua il processo, essa dimostra comunque il sopravvenuto difetto di interesse della parte a proseguire la causa. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, compensando le spese ed escludendo il raddoppio del contributo unificato, applicabile solo alle inammissibilità originarie.
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