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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo che estingue la lite

Il caso riguarda un cittadino che ha proposto ricorso in Cassazione contro una società di costruzioni e una cooperativa edilizia. Successivamente, il ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, chiedendo la compensazione delle spese di giudizio. La società di costruzioni ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l’estinzione del giudizio di legittimità. Trattandosi di una rinuncia accettata da entrambe le parti con accordo sulla compensazione, la Corte non ha dovuto provvedere alla liquidazione delle spese processuali, applicando l’articolo 391, comma 4, del codice di procedura civile. Il processo si è così concluso senza una decisione di merito.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 16757 Anno 2026
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Pubblicato il 9 giugno 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

La rinuncia al ricorso per cassazione e l’estinzione del processo

La risoluzione delle controversie civili non sempre passa attraverso una sentenza di merito che stabilisce chi ha ragione e chi ha torto. Spesso, le parti scelgono di porre fine alla lite in modo autonomo prima che i giudici si pronuncino in via definitiva. Questo è esattamente ciò che è accaduto in una recente vicenda giudiziaria in cui un cittadino ha deciso di presentare la formale rinuncia al ricorso per cassazione. Il caso vedeva contrapposti un privato cittadino, una società di costruzioni in liquidazione e una cooperativa edilizia a mutualità prevalente. Dopo aver avviato il giudizio di legittimità (il processo davanti alla Cassazione) proponendo ben dodici motivi di ricorso, il ricorrente ha preferito fare un passo indietro, formalizzando la propria rinuncia prima dell’udienza. La società di costruzioni ha accettato questa decisione, portando la Suprema Corte a dichiarare l’estinzione del processo.

L’accordo tra le parti che evita la condanna alle spese

Nel processo civile, la regola generale prevede che la parte soccombente (chi perde la causa) debba rimborsare le spese di tasca propria alla parte vincitrice. Tuttavia, la legge offre una via d’uscita quando le parti trovano un accordo transattivo o decidono di comune accordo di abbandonare il giudizio. La rinuncia al ricorso per cassazione rappresenta lo strumento formale con cui il ricorrente dichiara espressamente di non voler più proseguire con l’impugnazione. Se la controparte accetta questa rinuncia e concorda sulla compensazione delle spese, il giudice non applicherà la regola della soccombenza. Questo meccanismo favorisce la definizione amichevole delle liti, riducendo il carico di lavoro dei tribunali e sollevando le parti da ulteriori esborsi economici imprevisti, garantendo una chiusura rapida e concordata della vertenza.

Le motivazioni della decisione sull’estinzione del giudizio

I giudici della Suprema Corte hanno basato la loro ordinanza sul chiaro disposto del codice di procedura civile che regola la fine anticipata del processo. Una volta preso atto che il ricorrente ha depositato la formale rinuncia al ricorso per cassazione e che la società controricorrente ha accettato tale rinuncia senza riserve, il collegio ha dovuto semplicemente constatare il venir meno dell’interesse a proseguire la causa. Secondo l’articolo 391 del codice di procedura civile, l’accordo tra le parti sulla compensazione delle spese impedisce al giudice di emettere una pronuncia di condanna sui costi del giudizio di legittimità. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l’estinzione del processo senza dover analizzare i dodici motivi di ricorso presentati inizialmente, ritenendo superata ogni questione di merito e convalidando l’accordo privato tra i contendenti.

Le conclusioni sulla rinuncia al ricorso per cassazione

La conclusione di questo giudizio dimostra l’efficacia degli strumenti deflattivi (volti a ridurre il numero di processi pendenti) nel sistema giudiziario italiano. La rinuncia al ricorso per cassazione, quando viene accettata dalla controparte, determina la fine immediata del processo di legittimità. Dal punto di vista pratico, la sentenza emessa in precedenza dalla Corte d’Appello diventa definitiva e non può più essere modificata in alcun modo. Le parti, avendo concordato la compensazione delle spese, non dovranno versare alcuna somma a titolo di rimborso per questa fase del giudizio davanti alla Suprema Corte. Questa soluzione rappresenta un esito rapido, sicuro e conveniente per chiudere definitivamente una vertenza giudiziaria complessa senza rischiare una condanna alle spese.

Cosa succede se si rinuncia al ricorso in Cassazione?
Il giudizio davanti alla Suprema Corte si estingue immediatamente e la sentenza emessa in precedenza dalla Corte d’Appello diventa definitiva.

Chi paga le spese legali in caso di rinuncia accettata?
Se la controparte accetta la rinuncia concordando sulla compensazione delle spese, ciascuna parte paga i propri avvocati senza alcuna condanna da parte del giudice.

La rinuncia al ricorso deve essere accettata dalla controparte?
Sì, l’accettazione della controparte è necessaria per evitare che il giudice possa condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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