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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2024

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794 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso in Cassazione: le conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due imputati avverso una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda sulla formale rinuncia al ricorso presentata dagli stessi imputati prima dell'udienza. A seguito della rinuncia, la Corte non ha esaminato il merito delle questioni sollevate, ma ha proceduto a dichiarare l'inammissibilità e a condannare i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, evidenziando le conseguenze automatiche derivanti dall'atto di rinuncia.
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Rinuncia ricorso cassazione: no al raddoppio contributo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3653/2024, ha dichiarato estinto un processo a seguito della rinuncia al ricorso per cassazione da parte del ricorrente, accettata dalla controparte. La Corte ha chiarito un punto cruciale: in caso di rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione e non può essere interpretata estensivamente.
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Rinuncia ricorso cassazione: le conseguenze
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5487/2024, dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia formale da parte dell'imputato. La decisione chiarisce che la rinuncia ricorso cassazione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, in quanto causa di inammissibilità colpevole.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e condanna spese
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui un imputato, dopo aver presentato appello contro una decisione del Tribunale dell'esecuzione, ha formalizzato la rinuncia al ricorso. L'ordinanza chiarisce che tale rinuncia, se presentata ritualmente, costituisce una causa di inammissibilità dell'impugnazione. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
La Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. Con l'ordinanza n. 3543/2024, ha dichiarato estinto un processo a seguito della rinuncia dei ricorrenti. La Corte ha stabilito che, anche in assenza di accettazione della controparte, può disporre la compensazione delle spese legali, esercitando il proprio potere discrezionale in presenza di posizioni processuali omogenee tra i rinuncianti.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Una dipendente pubblica, dopo aver perso in appello una causa per il riconoscimento di mansioni superiori, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha presentato una formale rinuncia al ricorso, che è stata accettata dall'ente pubblico resistente. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza emettere provvedimenti sulle spese legali o sul raddoppio del contributo unificato, in applicazione delle norme processuali.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e condanna alle spese
Un imputato, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello, ha successivamente effettuato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Di conseguenza, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, come previsto in questi casi.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e condanna
La Corte di Cassazione analizza un caso di rinuncia al ricorso presentato da un imputato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Corte dichiara il ricorso inammissibile a seguito della rinuncia e, di conseguenza, condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro, applicando i principi procedurali che equiparano la rinuncia all'inammissibilità dell'impugnazione.
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Vacanza rovinata: rinuncia al ricorso e spese legali
Una coppia in viaggio di nozze si trova con l'albergo prenotato chiuso e vive una serie di disagi. Dopo una vittoria in primo grado per il risarcimento del danno da vacanza rovinata, la decisione viene ribaltata in appello. Giunti in Cassazione, i coniugi raggiungono un accordo con l'agenzia di viaggi e rinunciano al ricorso. La Corte Suprema dichiara estinto il processo e, in virtù dell'esito alterno dei precedenti giudizi, compensa le spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e condanna
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia presentata dal difensore. Il caso di specie riguardava una misura di custodia cautelare per furti aggravati. A causa della rinuncia al ricorso, la Corte non ha esaminato nel merito le questioni sollevate, come la competenza territoriale e la qualificazione giuridica dei reati, ma ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: quando estingue il processo
Una società di spedizioni, condannata in appello a rimuovere fondamenta che invadevano il sottosuolo del vicino, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la violazione delle norme sulla proprietà e sulle distanze. Tuttavia, prima della decisione, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto dell'adesione della controparte, ha dichiarato estinto il giudizio, senza condanna alle spese e senza l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e spese legali
Un imprenditore, inizialmente agli arresti domiciliari per presunti reati tributari e di bancarotta, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, a seguito dell'ottenimento di una misura cautelare più favorevole, ha formalizzato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato il ricorso inammissibile, ponendo fine immediata al processo e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso per rinuncia: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso avverso un'ordinanza di arresti domiciliari per reati tributari e di bancarotta. La decisione si fonda sulla sopravvenuta rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, un atto che, secondo la giurisprudenza consolidata, determina l'immediata estinzione del rapporto processuale e il passaggio in giudicato del provvedimento impugnato. Questa sentenza ribadisce l'effetto definitivo della rinuncia, con conseguente condanna del rinunciante al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per reati tributari e associativi a seguito della sua formale rinuncia. La decisione, presa dopo la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari, conferma il principio secondo cui la rinuncia al ricorso determina l'immediata estinzione del rapporto processuale e il passaggio in giudicato della sentenza impugnata.
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Rinuncia al ricorso: effetti e conseguenze legali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'imputata, accusata di reati tributari e fallimentari. La decisione sottolinea come la rinuncia estingua il processo e porti alla condanna alle spese.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e spese legali
Un soggetto, condannato per reati gravi, presenta ricorso in Cassazione contro il rigetto di un'istanza di detenzione domiciliare. Successivamente, effettua una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma determinata in favore della Cassa delle ammende, evidenziando le conseguenze automatiche di tale atto processuale.
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Estinzione giudizio per rinuncia: guida completa
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso da parte della società ricorrente. La decisione si fonda sulla formale rinuncia, accettata dalla controparte, e sull'accordo tra le parti per la compensazione delle spese legali, escludendo l'obbligo di versare un ulteriore contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e conseguenze
Un imputato, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una condanna per furto, decide di ritirarlo. La Suprema Corte, a seguito della formale rinuncia al ricorso, dichiara l'impugnazione inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Di conseguenza, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e a versare una somma alla Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso: quando diventa inammissibile
Un imputato, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una condanna per furto, decide di ritirarlo. La Corte Suprema analizza gli effetti della rinuncia al ricorso, dichiarandolo inammissibile. La decisione sottolinea la natura formale e irrevocabile di tale atto, che comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando prevale sulla rinuncia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4394/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile perché generico e teso a una rivalutazione dei fatti. La Corte ha stabilito che l'inammissibilità originaria prevale sulla successiva rinuncia all'impugnazione, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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