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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2024

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794 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società, dopo aver impugnato in Cassazione il rigetto di un reclamo per la trascrizione di una domanda giudiziale, decide per la rinuncia al ricorso. La controparte non accetta la rinuncia, chiedendo la condanna alle spese. La Corte dichiara estinto il giudizio e, data la mancata accettazione, condanna la società ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: quando il processo si estingue?
Un contribuente, dopo aver impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale, ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte, preso atto della rinuncia ritualmente comunicata all'Agenzia delle Entrate, ha dichiarato l'estinzione del processo ai sensi dell'art. 391 del codice di procedura civile, stabilendo che le spese restassero a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società propone ricorso in Cassazione ma successivamente vi rinuncia. Le controparti non accettano la rinuncia, insistendo per il pagamento delle spese. La Corte Suprema, pur dichiarando estinto il giudizio a seguito della rinuncia al ricorso, condanna la società rinunciante a pagare tutte le spese legali del procedimento, applicando il principio secondo cui la mancata accettazione comporta l'addebito dei costi.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Un ente ecclesiastico ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione in una controversia fiscale ICI, a seguito di un annullamento parziale in autotutela da parte del Comune. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, motivando la compensazione delle spese legali proprio per via dell'annullamento parziale avvenuto in corso di causa ed escludendo l'applicazione del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società di gestione idrica, dopo due sentenze sfavorevoli riguardo la restituzione di somme per il servizio di depurazione, presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, decide per la rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara estinto il giudizio e condanna la società rinunciante al pagamento delle spese legali, chiarendo che la rinuncia è efficace anche senza l'accettazione della controparte e che non comporta il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso e spese legali: la decisione
Una lavoratrice, dopo aver impugnato in Cassazione un decreto del Tribunale relativo all'ammissione al passivo fallimentare, ha effettuato una rinuncia al ricorso. Nonostante la richiesta di compensazione delle spese, la Corte di Cassazione, accogliendo l'istanza della controparte, ha dichiarato estinto il processo e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese legali, applicando il principio di causalità.
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Rinuncia ricorso Cassazione: effetti sull’incidentale
Una società di gestione idrica rinuncia al proprio ricorso principale in Cassazione in una causa relativa a rimborsi per il servizio di depurazione. La Corte Suprema dichiara estinto il ricorso principale ma procede all'analisi del ricorso incidentale presentato da un'altra società, rigettandolo. La decisione chiarisce che la rinuncia al ricorso in Cassazione non annulla l'efficacia di un ricorso incidentale, il quale deve essere comunque esaminato nel merito.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una lavoratrice rinuncia al ricorso in Cassazione contro una società fallita, proponendo la compensazione delle spese. La Corte dichiara estinto il processo per rinuncia al ricorso e, su richiesta della controparte, condanna la ricorrente al pagamento delle spese legali, escludendo il doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione senza spese in Cassazione
Un'azienda pubblica, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro alcuni dipendenti per differenze retributive, ha deciso di rinunciare all'impugnazione. I dipendenti hanno accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo, chiarendo che, in virtù dell'accettazione, il ricorrente non è stato condannato al pagamento delle spese legali. Inoltre, la Corte ha specificato che in caso di rinuncia non è dovuto il versamento del cosiddetto 'doppio contributo unificato'.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo
Una società, dopo aver presentato un ricorso per revocazione di una sentenza della Cassazione in materia di ICI, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali. La decisione chiarisce che la rinuncia al ricorso non comporta il pagamento del doppio del contributo unificato, in quanto tale sanzione si applica solo in casi tassativi come rigetto o inammissibilità e non può essere estesa per analogia.
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Rinuncia al ricorso: niente doppia tassa in Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF. Giunto in Cassazione, il suo legale ha comunicato la rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, compensando le spese e, soprattutto, escludendo l'obbligo per il ricorrente di pagare il doppio del contributo unificato, delineando un'importante conseguenza processuale della rinuncia.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: guida completa
Una società, precedentemente condannata a risarcire i danni per la svalutazione di immobili a causa dell'inquinamento, opta per la rinuncia al ricorso per cassazione dopo aver raggiunto un accordo transattivo con i proprietari. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio e compensa le spese legali, chiarendo che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: spese legali e conseguenze
Un gruppo di utenti ha citato in giudizio una società di gestione idrica per ottenere il rimborso delle tariffe di depurazione per un servizio non erogato. Dopo due gradi di giudizio con esiti alterni sulla responsabilità tra la società di gestione e un'altra società fornitrice, entrambe hanno presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, le società hanno depositato atti di rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando le società rinuncianti al pagamento delle spese legali in favore degli utenti e chiarendo che la rinuncia non comporta il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione processo Cassazione: rinuncia e spese
Un'azienda manifatturiera aveva impugnato in Cassazione la sentenza che riteneva illegittima una sanzione disciplinare contro un dipendente. Le parti hanno poi depositato un atto di rinuncia congiunta, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del processo Cassazione. La decisione chiarisce che, in caso di rinuncia accettata con accordo sulla compensazione delle spese, la Corte non si pronuncia sui costi del giudizio e non sussistono i presupposti per il versamento del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una società di servizi idrici, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, vi rinuncia. La Corte Suprema dichiara estinto il giudizio, condanna la società a pagare le spese legali alla controparte e chiarisce un punto fondamentale: in caso di rinuncia al ricorso, non è dovuto il versamento del cosiddetto 'doppio contributo unificato', poiché tale misura sanzionatoria si applica solo in casi tassativi come il rigetto o l'inammissibilità.
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Estinzione giudizio per rinuncia: il caso Cassazione
Un contenzioso tributario su una presunta plusvalenza non dichiarata, giunto in Corte di Cassazione, si è concluso con l'estinzione del giudizio per rinuncia. La decisione è scaturita da un accordo transattivo tra il contribuente e l'Amministrazione Finanziaria, formalizzato attraverso una definizione agevolata. La Corte ha preso atto della rinuncia e della relativa accettazione, dichiarando estinto il procedimento senza entrare nel merito della questione fiscale.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società di servizi idrici, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza che la condannava a rimborsare somme per la depurazione delle acque, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la società al pagamento delle spese legali a favore della controparte costituitasi. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale: la rinuncia al ricorso non comporta il raddoppio del contributo unificato, misura sanzionatoria prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e accordo fiscale
Un contribuente, dopo aver impugnato un avviso di accertamento per plusvalenze non dichiarate, ha raggiunto un accordo con l'Agenzia delle Entrate durante il processo in Cassazione. A seguito della rinuncia al ricorso, accettata dall'ente, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali. La decisione evidenzia come gli strumenti di definizione agevolata possano risolvere le controversie fiscali anche nelle fasi più avanzate del contenzioso.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una società di servizi idrici, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, vi rinuncia. La Suprema Corte dichiara estinto il giudizio e chiarisce un importante principio: in caso di rinuncia al ricorso, la parte ricorrente deve rimborsare le spese legali alla controparte costituitasi, ma non è tenuta al versamento del raddoppio del contributo unificato, in quanto tale misura sanzionatoria non si applica a questa fattispecie.
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Rinuncia al ricorso: niente doppia tassa per chi cede
La Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. Con l'ordinanza n. 7105/2024, ha stabilito che la parte rinunciante non è tenuta al versamento del doppio del contributo unificato, a differenza di chi prosegue con un ricorso incidentale infondato, che viene invece condannato al pagamento. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio principale e rigettato quello incidentale, condannando entrambi i ricorrenti in solido al pagamento delle spese legali della controparte.
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