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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2024

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794 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla parte ricorrente. In applicazione delle nuove norme processuali, la Corte ha chiarito che la rinuncia è efficace senza necessità di accettazione da parte delle controparti, e ha condannato la parte rinunciante al pagamento delle spese legali. Il caso originava da un'impugnazione di una sentenza che confermava un lodo arbitrale.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Un gruppo di collaboratori linguistici universitari, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello, ha raggiunto un accordo con l'ateneo. A seguito della conciliazione, le parti hanno presentato una rinuncia al ricorso congiunta. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che la rinuncia in Cassazione è un atto unilaterale che non necessita di accettazione e, in caso di accordo tra le parti, non si procede alla liquidazione delle spese.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e condanna spese
Un imputato, condannato per furto aggravato, propone ricorso in Cassazione ma successivamente vi rinuncia. La Corte Suprema, con l'ordinanza n. 16650/2024, dichiara il ricorso inammissibile a causa della rinuncia. Questa decisione comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma di 500 euro alla Cassa delle ammende, confermando che la rinuncia al ricorso blocca l'esame nel merito e produce precise conseguenze economiche.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia all'impugnazione da parte della società ricorrente e della successiva accettazione da parte del curatore fallimentare resistente. La decisione chiarisce che, in caso di accordo tra le parti per la compensazione delle spese legali, la Corte prende atto della volontà congiunta. Inoltre, non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato a carico del rinunciante, chiudendo così definitivamente la controversia.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una lavoratrice aveva impugnato in Cassazione la sentenza d'appello sfavorevole in una causa per il corretto inquadramento professionale. Prima della decisione, la lavoratrice ha rinunciato al ricorso e la società ha accettato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, formalizzando la fine del contenzioso con compensazione delle spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La decisione non entra nel merito della vicenda, ma si basa sulla formale rinuncia al ricorso presentata dall'imputato stesso. Tale atto ha comportato la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Un contenzioso condominiale relativo all'usucapione di un'area comune, giunto dinanzi alla Corte di Cassazione, si conclude in via anticipata. A seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e dell'adesione della controparte, la Corte dichiara l'estinzione del giudizio, chiarendo le conseguenze su spese legali e contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e inammissibilità
Un consumatore rinuncia al ricorso in Cassazione contro due società di telecomunicazioni. Una società accetta, portando all'estinzione del giudizio nei suoi confronti. L'altra non accetta, e la Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, condannando il ricorrente alle spese. La decisione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso parziale.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Un contribuente, dopo aver impugnato un avviso di accertamento IRPEF fino in Cassazione, ha presentato una rinuncia al ricorso. L'Agenzia delle Entrate ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in questi casi non si procede alla condanna alle spese e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e spese legali
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso. Il caso, nato da una disputa immobiliare, si conclude con l'estinzione del giudizio. La Corte condanna il ricorrente rinunciante al pagamento delle spese legali ma esclude l'obbligo del 'doppio contributo', specificando che la rinuncia non rientra tra i casi previsti dalla legge per tale sanzione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio di divisione ereditaria a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente. Nonostante l'estinzione, il rinunciante è stato condannato al pagamento delle spese processuali poiché la controparte non ha formalmente aderito alla rinuncia. La Corte ha inoltre chiarito che in caso di estinzione per rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: le conseguenze processuali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello a seguito della formale rinuncia al ricorso da parte della persona interessata. La Corte applica la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende, come previsto dall'art. 616 c.p.p., specificando che tale sanzione si applica indipendentemente dalla causa di inammissibilità.
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Imposta di registro risarcimento danni: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara estinto un procedimento relativo all'imposta di registro sul risarcimento danni per occupazione espropriativa, a seguito della rinuncia dei ricorrenti. Tuttavia, basandosi sul principio della soccombenza virtuale, condanna gli stessi al pagamento delle spese legali, confermando l'orientamento consolidato secondo cui tali sentenze sono soggette a imposta proporzionale del 3% e non fissa, in quanto il ricorso era manifestamente infondato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un'impresa e i suoi fideiussori si opponevano a un decreto ingiuntivo bancario per €382.535, contestando anatocismo e usura. La Corte d'Appello aveva ridotto il credito a €82.912. In Cassazione, le parti hanno formalizzato una reciproca rinuncia al ricorso, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e costi processuali
Un cittadino, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro un'ordinanza della Corte d'Appello, ha successivamente depositato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, qualificando la rinuncia come un atto processuale irrevocabile. Di conseguenza, nonostante la rinuncia volontaria, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende, poiché la legge non distingue tra le diverse cause di inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da un imputato in custodia cautelare per omicidio, a seguito della formale rinuncia all'impugnazione depositata dai suoi difensori. La decisione sottolinea come la rinuncia sia una causa di inammissibilità che impedisce l'esame nel merito del ricorso, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Tassa di ancoraggio: estinzione del processo in Cassazione
Una società di navigazione ha impugnato in Cassazione la sentenza che le negava il rimborso della tassa di ancoraggio, contestando una maggiorazione per le navi provenienti da Paesi extra UE. Il procedimento si è però concluso con un'ordinanza di estinzione del giudizio. La Corte ha preso atto della rinuncia al ricorso da parte della società, motivata dal raggiungimento di una conciliazione extraprocessuale con le amministrazioni convenute, e ha disposto la compensazione delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso:inammissibilità e spese processuali
Una società edile, dopo aver impugnato un decreto che revocava il controllo giudiziario, ha effettuato una rinuncia al ricorso presentato in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando la società al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende, data l'assenza di elementi per escludere la colpa nella causa di inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: un caso di inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata dalla parte ricorrente. Nonostante l'impugnazione originaria vertesse su un vizio di forma relativo all'invio telematico dell'atto, la successiva rinuncia ha reso superfluo l'esame nel merito. Di conseguenza, la Corte ha condannato la parte al pagamento delle spese processuali e di una somma a titolo di ammenda, confermando le conseguenze economiche previste dalla legge in caso di inammissibilità.
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Lesioni colpose per una spinta: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per lesioni colpose a seguito della rinuncia del ricorrente. Il caso riguardava un uomo che, durante un litigio, aveva urtato involontariamente una donna causandone la caduta e la frattura di un braccio. La rinuncia all'impugnazione ha reso definitiva la condanna dei giudici di merito e ha comportato per il ricorrente il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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