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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2024

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794 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Rinuncia ricorso cassazione: no al doppio contributo
Un ricorrente, dopo aver impugnato in Cassazione il rigetto della sua istanza di ammissione al passivo fallimentare, rinunciava al ricorso. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, chiarendo un importante principio: in caso di rinuncia al ricorso per cassazione, il ricorrente non è tenuto al versamento del doppio contributo unificato, in quanto tale sanzione si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: Cassazione su spese e sanzioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7443/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile a seguito di rinuncia da parte del ricorrente. Il principio chiave affermato è che la rinuncia al ricorso, se non colpevole, non comporta la condanna al pagamento delle spese processuali né della sanzione a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso: quando si evita la condanna
Una società ha presentato ricorso in Cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Successivamente, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato l'appello inammissibile, specificando che, a causa di una sopravvenuta carenza di interesse non imputabile al ricorrente (il dissequestro delle somme), non era dovuta la condanna al pagamento di sanzioni o spese processuali.
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Iscrizione d’ufficio INPS: rinuncia al ricorso
Un lavoratore autonomo ha contestato la sua iscrizione d'ufficio INPS dalla gestione agricola a quella dei commercianti. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha notificato la rinuncia al ricorso stesso. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato estinto il processo, condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali, rendendo così definitiva la sentenza d'appello sfavorevole.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il processo
Un Comune ha impugnato una decisione della commissione tributaria favorevole a una società alberghiera in una controversia sull'ICI. Durante il processo in Cassazione, il Comune ha presentato una rinuncia al ricorso, motivata da un accordo stragiudiziale raggiunto in un caso analogo. La società ha accettato la rinuncia. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Un ente comunale, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza tributaria sfavorevole, ha presentato una rinuncia al ricorso a seguito di un accordo transattivo con la società contribuente. La Corte Suprema ha accolto la rinuncia, dichiarando l'estinzione del giudizio e compensando integralmente le spese legali tra le parti, ponendo così fine alla controversia.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
Due imputati ricorrono in Cassazione contro una sentenza di patteggiamento per reati di bancarotta, lamentando un vizio del consenso. Prima dell'udienza, però, presentano formale rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, di conseguenza, dichiara il ricorso inammissibile e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, senza entrare nel merito delle doglianze iniziali.
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Rinuncia al ricorso: quando non si pagano le spese
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un ricorso avverso una misura cautelare per reati contro la pubblica amministrazione. A seguito della revoca della misura, l'imputato ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ma ha escluso la condanna alle spese, motivando che la rinuncia era giustificata da una sopravvenuta carenza di interesse, basata su nuovi elementi di fatto non esistenti al momento della proposizione dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: inammissibile per carenza di interesse
Un contribuente, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fiscale fino in Cassazione, aderisce a una definizione agevolata. La Corte Suprema dichiara la rinuncia al ricorso e la conseguente inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'adesione alla sanatoria manifesta la volontà di non proseguire il contenzioso, anche se la rinuncia formale non è stata perfezionata.
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Estinzione del Giudizio: Caso di T.A.S.I. in Cassazione
Una società di gestione del risparmio, dopo aver impugnato un avviso di accertamento T.A.S.I. e aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha raggiunto un accordo con l'ente comunale. La controversia si è conclusa con il pagamento integrale del debito e la conseguente rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione integrale delle spese legali tra le parti, come previsto dalla procedura civile in caso di accordo.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e condanna
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello a seguito della formale rinuncia al ricorso da parte dell'imputato. La decisione, basata sull'art. 591 c.p.p., comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende, evidenziando le conseguenze automatiche di tale atto processuale.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza gli effetti della rinuncia al ricorso. Nel caso specifico, un imprenditore aveva impugnato un decreto di un tribunale. Successivamente, ha formalizzato la rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte, una società in fallimento. La Corte, prendendo atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione, senza pronunciarsi sulla condanna alle spese legali, conformemente a quanto previsto dal codice di procedura civile.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte della società ricorrente. Tale rinuncia è stata formalmente accettata dalla controparte, un istituto di credito. In virtù di questo accordo processuale, la Corte ha stabilito che non vi fosse luogo a provvedere sulla condanna alle spese, applicando l'articolo 391 del codice di procedura civile.
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Estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, accettata dalla controparte. Tale atto ha precluso l'esame del merito e, grazie all'accettazione, ha esonerato la Corte dal decidere sulle spese legali. Inoltre, è stato chiarito che in caso di estinzione per rinuncia non sussistono i presupposti per il versamento del doppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione processo in Cassazione
Una società committente aveva impugnato in Cassazione la condanna al pagamento del corrispettivo a favore di una società appaltatrice fallita. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto una transazione. Di conseguenza, la ricorrente ha presentato una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione, prendendo atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che l'accettazione della rinuncia impedisce una pronuncia sulle spese di lite e rende inapplicabile il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: il processo si estingue
Un lavoratore agricolo, cancellato dagli elenchi INPS perché il suo rapporto di lavoro in una cooperativa familiare non era ritenuto subordinato, ha presentato ricorso in Cassazione dopo due sentenze sfavorevoli. Successivamente, ha depositato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato estinto il giudizio, rendendo definitiva la decisione precedente e compensando le spese legali tra le parti.
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Estinzione del processo: rinuncia e conseguenze
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 3935/2024, dichiara l'estinzione del processo a seguito di rinuncia congiunta al ricorso. La decisione chiarisce che in caso di rinuncia congiunta non si provvede sulle spese e non è dovuto l'ulteriore contributo unificato, come previsto dal codice di procedura civile.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e sanzioni pecuniarie
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di rinuncia al ricorso presentato da un imputato. L'ordinanza ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 del codice di procedura penale.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e spese processuali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello a seguito della rinuncia al ricorso da parte del proponente. L'ordinanza chiarisce che la rinuncia comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende, come previsto dall'art. 616 c.p.p., senza distinguere le cause di inammissibilità.
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Bancarotta per distrazione: il caso di finta vendita
La curatela fallimentare di una società ha agito in giudizio contro gli eredi di una ex socia, chiedendo il risarcimento per la sottrazione di due immobili dal patrimonio aziendale. Le corti di merito hanno ravvisato un'ipotesi di bancarotta per distrazione, confermando la natura fittizia di una complessa operazione di compravendita e cessione quote, volta a svuotare il patrimonio sociale. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia al ricorso da parte degli eredi, ha dichiarato l'estinzione del giudizio.
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