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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2024

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794 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione senza spese
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti e accettata dalle controparti. Il caso, originato da una disputa su un contratto d'appalto, si conclude senza alcuna statuizione sulle spese, poiché l'accordo tra le parti ha reso superflua la prosecuzione del contenzioso. La decisione si fonda sull'applicazione degli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, che disciplinano gli effetti della rinuncia al ricorso quando vi è l'adesione delle altre parti processuali.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e costi processuali
Un imputato, dopo aver presentato appello in Cassazione contro una condanna per reati legati agli stupefacenti, decide di ritirarlo. La Corte dichiara il ricorso inammissibile a causa della rinuncia al ricorso, condannando l'interessato non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche a una sanzione pecuniaria di 500 euro, poiché l'atto di rinuncia è una scelta volontaria che determina la colpa nell'inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: quando perde interesse l’appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile l'appello di un indagato avverso il diniego di sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. La decisione si basa sulla rinuncia al ricorso presentata dalla difesa, poiché nel frattempo il giudice di merito aveva concesso la misura richiesta, facendo venir meno l'interesse a proseguire l'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: niente raddoppio del contributo
Una banca aveva impugnato in Cassazione una sentenza che revocava un'ipoteca concessa da una società poi fallita. Durante il processo, la stessa banca ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio, chiarendo un importante principio: in caso di rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, ma la parte rinunciante è comunque tenuta a pagare le spese legali del procedimento.
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Rinuncia al ricorso: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata dal procuratore speciale del condannato. Quest'ultimo aveva impugnato la revoca della sospensione condizionale della pena. La decisione sottolinea come la rinuncia sia un atto che preclude l'esame nel merito dell'impugnazione, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio fiscale
Una società ha impugnato un avviso di rettifica per l'imposta di registro su una cessione di ramo d'azienda. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il processo, la società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando le somme dovute e presentando una formale rinuncia al ricorso. L'Agenzia delle Entrate ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti.
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Estinzione processo: rinuncia e accordo sulle spese
Un ex dirigente aveva impugnato in Cassazione il rigetto della sua richiesta di ammissione al passivo fallimentare per crediti di lavoro. Durante il giudizio, il dirigente ha rinunciato al ricorso e la società fallita ha accettato la rinuncia, con un accordo per la compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: niente spese se cessa l’interesse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a seguito di rinuncia. La decisione chiave è che, quando la rinuncia al ricorso è motivata da un evento favorevole sopravvenuto (in questo caso, la revoca di una misura cautelare), l'imputato non deve essere condannato al pagamento delle spese processuali perché viene a mancare il presupposto della soccombenza.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Una società, dopo aver impugnato un avviso di recupero IVA, ha presentato una rinuncia al ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ritenendo valida la comunicazione della rinuncia fatta direttamente dalla parte ricorrente alla controparte. Nonostante la mancata accettazione della rinuncia, la Corte ha disposto la compensazione integrale delle spese processuali tra le parti per gravi motivi.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia formale presentata sia dal difensore che personalmente dall'imputata. Il caso riguarda un'istanza di differimento pena respinta dal Tribunale di Sorveglianza. A seguito della rinuncia al ricorso, la Corte condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende, evidenziando le conseguenze processuali di tale atto.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il processo
Una società aveva proposto ricorso per cassazione contro un decreto del Tribunale. Successivamente, la stessa società ha dichiarato la propria rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia e dell'accettazione da parte dell'unica controparte costituita, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: quando diventa inammissibilità?
Una società committente, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello sfavorevole in una causa per il pagamento di onorari professionali ad alcuni architetti, ha dichiarato di voler rinunciare al ricorso. Tuttavia, non avendo notificato tale rinuncia alla controparte, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, anziché estinto. La Corte ha stabilito che la rinuncia non notificata, pur non producendo l'effetto estintivo, manifesta la mancanza di interesse a proseguire il giudizio, condannando la società rinunciante al pagamento delle spese legali secondo il principio di causalità.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto a seguito della sua formale rinuncia. Inizialmente, il ricorso contestava il diniego di colloqui telefonici con il difensore. La rinuncia al ricorso ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, senza che la Corte entrasse nel merito della questione.
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Rinuncia al ricorso Cassazione: estinzione del giudizio
L'Amministrazione Finanziaria aveva impugnato una sentenza che annullava un accertamento IRPEF su somme percepite da un contribuente come risarcimento per perdita di chance. Successivamente, l'ente ha presentato una rinuncia al ricorso Cassazione. La Suprema Corte, accogliendo la rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in sede di legittimità la rinuncia non necessita di accettazione per essere efficace e non ha disposto sulle spese per mancata attività difensiva della controparte.
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Rinuncia al ricorso: la decisione in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. Nel caso specifico, l'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza d'appello palesemente contraddittoria. A seguito della correzione dell'errore materiale da parte del giudice d'appello, l'Agenzia ha rinunciato al proprio ricorso, portando la Cassazione a dichiarare l'estinzione del giudizio.
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Distanze legali: chi costruisce per primo decide
Una controversia sulle distanze legali tra due proprietà confinanti. La Corte d'Appello aveva stabilito che, in base al principio di prevenzione, chi costruisce per secondo deve arretrare la propria costruzione per rispettare la distanza di 10 metri, specialmente in presenza di finestre fronteggianti. Il giudizio in Cassazione si è estinto per rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, consolidando di fatto la decisione di merito.
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Rinuncia al ricorso: niente spese se c’è accordo
Una società aveva proposto ricorso per regolamento di competenza avverso un'ordinanza del Tribunale di Forlì. Prima dell'udienza, ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione, applicando le nuove norme procedurali, ha dichiarato estinto il giudizio. In virtù dell'accettazione della rinuncia, la Corte non ha condannato la parte ricorrente alle spese, accogliendo la richiesta congiunta delle parti di compensarle integralmente.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
Un soggetto, sottoposto a custodia cautelare in carcere per reati legati agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione contro l'ordinanza del Tribunale del riesame. Successivamente, ha manifestato personalmente la sua rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto di tale rinuncia, ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: niente spese se cessa l’interesse
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito di rinuncia. La rinuncia era motivata dalla revoca della misura cautelare impugnata, che ha causato una sopravvenuta carenza di interesse. Di conseguenza, la Corte ha stabilito che il ricorrente non deve essere condannato al pagamento delle spese processuali né di sanzioni pecuniarie, poiché non si configura un'ipotesi di soccombenza.
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Difetto di interesse: ricorso inammissibile in Cassazione
Un gruppo di acquirenti di immobili ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, il loro avvocato ha depositato una dichiarazione di rinuncia al ricorso senza essere munito del necessario mandato speciale. La Suprema Corte ha stabilito che, sebbene l'atto di rinuncia fosse formalmente inefficace, dimostrava un sopravvenuto difetto di interesse da parte dei ricorrenti a proseguire la causa. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, compensando le spese legali tra le parti.
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