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Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione — Anno 2026

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125 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione: sanzione definitiva
L'Imputato, condannato dalla Corte di Appello per contrabbando di tabacchi a una pena detentiva e a una pesante multa, presenta ricorso contestando la sussistenza del dolo, il mancato riconoscimento delle attenuanti e l'entità della sanzione. Prima dell'udienza di legittimità, la difesa deposita un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione, regolarmente sottoscritto con firma autenticata. I Supremi Giudici prendono atto della scelta difensiva ed escludono l'esame dei motivi sollevati. La Suprema Corte dichiara quindi inammissibile l'impugnazione a causa della rinuncia, estinguendo il procedimento penale e confermando in via definitiva la condanna precedentemente inflitta, con l'addebito delle sole spese di giustizia.
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Rinuncia al ricorso per cassazione e condanna alle spese legali
Un'azienda fornitrice ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione una decisione del Consiglio di Stato, che aveva travolto le convenzioni sottoscritte dopo l'annullamento della procedura di gara pubblica. Successivamente, la stessa società ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, motivata da sopravvenute decisioni dei giudici di legittimità. Le altre parti in causa non hanno manifestato formale adesione all'atto abdicativo e hanno chiesto la liquidazione delle spese di lite. Le Sezioni Unite hanno dichiarato l'estinzione del procedimento, ribadendo che la rinuncia produce effetti anche senza l'accettazione della controparte. Tuttavia, la Corte ha condannato la società rinunciante al pagamento delle spese legali, in quanto l'impugnazione risultava destinata all'inammissibilità e non sussistevano elementi per derogare al principio generale della soccombenza.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop e condanna
Un detenuto ha presentato istanza al Tribunale di Sorveglianza per ottenere l'affidamento in prova al servizio sociale o, in subordine, la detenzione domiciliare. Il Tribunale ha respinto la richiesta. L'interessato ha quindi impugnato il provvedimento contestando la mancata valutazione del percorso rieducativo intramurario. Successivamente, il difensore munito di apposita procura speciale ha depositato un atto formale di rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'atto a seguito della rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, i giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di una somma pari a cinquecento euro in favore della cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: esito e sanzioni pecuniarie
Il Tribunale del riesame confermava il sequestro preventivo di una società commerciale disposto nell'ambito di indagini per reati fallimentari e della crisi d'impresa. Gli amministratori della società impugnavano l'ordinanza davanti ai giudici di legittimità lamentando l'assenza dei presupposti cautelari e la violazione del principio di proporzionalità della misura. Prima della discussione in aula, i ricorrenti depositavano formale dichiarazione di abbandono dell'impugnazione. La Suprema Corte ha preso atto della formale rinuncia al ricorso per cassazione e ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'esito ha comportato la conferma del vincolo cautelare sulla società, oltre alla condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese di giudizio e di una somma di cinquecento euro ciascuno a favore della cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: sanzione dopo l’alcoltest
Un automobilista subisce una condanna penale per il reato di rifiuto di sottoporsi all'alcoltest durante un controllo stradale. Il difensore dell'imputato presenta impugnazione dinanzi alla Corte di Cassazione lamentando vizi procedurali. Successivamente, tramite il proprio procuratore speciale, l'imputato deposita una formale rinuncia al ricorso per cassazione senza specificarne le motivazioni. Il Procuratore Generale conclude richiedendo la declaratoria di inammissibilità. I Supremi Giudici prendono atto della valida rinuncia all'impugnazione ed estinguono il giudizio. La Corte dichiara quindi inammissibile l'atto difensivo e condanna il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di una sanzione di cinquecento euro alla Cassa delle ammende a causa della causa estintiva riconducibile a sua colpa.
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Revoca della misura e rinuncia al ricorso per cassazione
Un indagato per reati societari e tributari subisce la misura degli arresti domiciliari. Il Giudice e il Tribunale del riesame respingono le istanze di revoca della misura. La difesa propone ricorso ai giudici di legittimità lamentando la mancata valutazione del venir meno dei poteri gestori. Nelle more del giudizio, il giudice dispone la revoca della misura restrittiva. L'indagato deposita quindi la rinuncia al ricorso per cassazione tramite procuratore speciale munito di apposita delega. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità dell'impugnazione per sopravvenuta carenza di interesse. I giudici stabiliscono inoltre la mancata condanna al pagamento delle spese processuali e delle sanzioni pecuniarie.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle liti col Fisco
L'Agente della Riscossione ha impugnato la sentenza tributaria favorevole al Contribuente, riguardante diciassette cartelle di pagamento per un valore di oltre ventunomila euro. Prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per chiudere bonariamente la lite. Di conseguenza, l'ente creditore ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno chiarito che tale rinuncia non richiede l'accettazione della controparte per essere valida ed esclude l'obbligo di pagare il doppio del contributo unificato, previsto solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione. Non è stata pronunciata alcuna condanna alle spese poiché il contribuente non si è costituito in questa fase.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si estingue ma costa caro
Nel corso di un giudizio di legittimità tra due società, la parte ricorrente ha inizialmente rifiutato una proposta di definizione accelerata, insistendo per la decisione e depositando una memoria difensiva. Tuttavia, nell'imminenza dell'udienza in camera di consiglio, la stessa società ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Nonostante la rinuncia, la mancata accettazione della controparte ha spinto i giudici a liquidare le spese di lite. Valutando il comportamento altalenante della ricorrente, la Corte l'ha condannata a pagare le spese processuali in favore del difensore della controparte.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite con la banca
Una società ha impugnato la decisione d'appello che respingeva le sue domande di nullità di un conto corrente e di tre mutui contro una banca, per mancato assolvimento dell'onere della prova e prescrizione dei diritti restitutori. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla banca. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo sul parco acquatico
Una società di gestione di un parco acquatico ha impugnato gli avvisi di accertamento tributari emessi da un Comune. Dopo le decisioni dei giudici di merito, la controversia è giunta in Cassazione. Prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo sul pagamento del debito tributario. Di conseguenza, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal Comune, che ha a sua volta rinunciato al proprio ricorso incidentale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite senza spese
Una società immobiliare ha impugnato gli avvisi di accertamento IMU emessi da un Comune per gli anni 2015 e 2016. Dopo le decisioni sfavorevoli dei giudici di merito, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, a seguito di un accordo conciliativo tra le parti, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal Comune con richiesta di compensazione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Trattandosi di un atto unilaterale recettizio, la rinuncia estingue il processo a prescindere dall'accettazione della controparte, la quale rileva solo per la regolazione delle spese. Avendo le parti concordato la compensazione, i giudici hanno compensato interamente le spese di lite, escludendo anche il raddoppio del contributo unificato per sopravvenuta inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si spegne la lite sull’ICI
Una complessa controversia tributaria tra un Ente Locale e un'Associazione no-profit, relativa all'esenzione ICI per un palazzetto dello sport, si è conclusa davanti alla Suprema Corte senza una decisione di merito. L'Associazione rivendicava l'esenzione d'imposta, mentre il Comune contestava l'uso promiscuo dell'immobile concesso a terzi. Dopo i primi due gradi di giudizio, entrambe le parti hanno depositato un atto di rinuncia bilaterale ai rispettivi ricorsi. La Corte di Cassazione ha preso atto di questo accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese di lite. Di conseguenza, la vicenda si chiude definitivamente senza vincitori né vinti in sede di legittimità.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite senza spese
I Venditori hanno citato in giudizio l'Acquirente per l'inadempimento di un contratto preliminare di vendita immobiliare. Il Tribunale ha accolto la domanda, ma la Corte d'appello ha dichiarato nulla la notifica iniziale, rimettendo la causa al primo grado e condannando i Venditori alle spese. Questi ultimi hanno proposto ricorso in Cassazione contestando la condanna alle spese. Successivamente, i Venditori hanno presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'Acquirente. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo la condanna alle spese di legittimità e il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per Cassazione: il dietrofront costa 3.000 euro
Un cittadino, dopo aver presentato ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello, ha deciso di depositare una formale rinuncia al ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha preso atto di questa scelta, dichiarando il ricorso inammissibile senza particolari formalità. Tuttavia, la legge prevede che la rinuncia tardiva o ingiustificata non esoneri il ricorrente dalle conseguenze economiche. Di conseguenza, i giudici hanno condannato l'uomo al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende, avendo egli stesso determinato la causa di inammissibilità per colpa.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite senza costi
Una società finanziaria si opponeva all'esclusione di gran parte del proprio credito da leasing immobiliare dal passivo del fallimento di un'azienda. Dopo aver proposto ricorso in Cassazione tramite la propria mandataria, la società ricorrente ha depositato un formale atto di rinuncia. La Suprema Corte ha preso atto della volontà della parte e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Questa decisione comporta che il processo si chiude senza una decisione sul merito della controversia e senza condanna alle spese, poiché il fallimento non ha svolto attività difensiva. Inoltre, la rinuncia al ricorso per cassazione esclude l'obbligo di pagare il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: addio al credito ma senza spese
Un istituto di credito ha proposto opposizione contro il fallimento di una società per ottenere l'ammissione al passivo di un credito derivante da un mutuo. Dopo il rifiuto del Tribunale, la banca ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, la banca ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione chiarisce che la rinuncia determina la fine del giudizio anche senza l'accettazione della controparte. Di conseguenza, la banca non può più far valere il proprio credito nel fallimento, ma evita la condanna alle spese e il pagamento del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite in condominio
Un Condominio ha impugnato la sentenza d'appello che aveva annullato una delibera assembleare riguardante la ripartizione delle spese per la sostituzione di false persiane, inizialmente poste a carico del singolo condomino. Durante il giudizio di legittimità, a seguito del decesso del condomino, il Condominio ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione per sopravvenuta carenza di interesse. Gli eredi del condomino hanno accettato la rinuncia concordando sulla compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: estinzione senza spese
La Società Immobiliare ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello favorevole alla Procedura Fallimentare. Successivamente, la stessa Società Immobiliare ha depositato un atto formale di rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte, preso atto della volontà della ricorrente, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Poiché la Procedura Fallimentare non ha svolto alcuna attività difensiva nel giudizio di legittimità, i giudici non hanno emesso alcuna condanna al pagamento delle spese processuali.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla causa stradale
Il caso riguarda un giudizio di risarcimento danni da circolazione stradale. La Danneggiata ha proposto ricorso in Cassazione contro la Compagnia di Assicurazioni e i responsabili del sinistro. Successivamente, la stessa ricorrente ha depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione prima della decisione. La Suprema Corte, riscontrando la regolarità della rinuncia e la mancata costituzione delle controparti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza alcuna condanna alle spese processuali.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo chiude la lite
Un lavoratore ha proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello favorevole a un'azienda di panificazione. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo amichevole tramite una conciliazione sindacale. In seguito a questa intesa, il lavoratore ha depositato la formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'azienda. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che non vi è luogo a provvedere sulle spese giudiziarie, già regolate privatamente dalle parti nel verbale di conciliazione.
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