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Riduzione Del Prezzo

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Uno dei rimedi a disposizione dell'acquirente in caso di vizi della cosa venduta. Consiste nel diritto di ottenere uno sconto sul prezzo pattuito, proporzionale alla diminuzione di valore causata dal difetto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Servitù nascosta nell’immobile e riduzione del prezzo
Un acquirente firma un contratto preliminare per acquistare un immobile. Successivamente scopre due criticità taciute: l'esistenza di una servitù di passaggio sul terreno e la proprietà parzialmente altrui del marciapiede circostante. L'acquirente chiede in giudizio la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo. I giudici di merito respingono le domande, ritenendo che la servitù non fosse usata da tempo e la porzione di marciapiede altrui fosse insignificante. La Corte di Cassazione ribalta la decisione. I giudici supremi stabiliscono che il mancato esercizio temporaneo della servitù non ne cancella l'esistenza né il peso sul valore del bene. Inoltre, anche per piccole porzioni di immobile appartenenti a terzi, spetta il diritto alla riduzione del prezzo. La Cassazione accoglie il ricorso e rinvia la causa.
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Vendita internazionale di merci tra schede tecniche e difetti
Una società venditrice estera ha agito in giudizio per ottenere il pagamento di forniture di acciaio. La società acquirente ha contestato la mancata conformità del materiale, rilevando che una percentuale di silicio eccessivamente bassa rendeva il prodotto non idoneo all'uso industriale ordinario, chiedendo la riduzione del prezzo. La vicenda riguarda la vendita internazionale di merci e l'applicazione dell'articolo 35 della Convenzione di Vienna. I giudici hanno chiarito che il rispetto formale delle schede tecniche non basta se il materiale risulta privo delle qualità necessarie agli usi consueti. L'acquirente non deve sopportare l'intero costo di beni inutilizzabili secondo lo standard medio, salvo patto contrario. La Suprema Corte ha confermato la riduzione dell'importo dovuto dall'acquirente e ha rigettato integralmente il ricorso della venditrice, condannandola alle spese.
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Leasing finanziario: l’utilizzatore non può ridurre il prezzo
Un utilizzatore di un immobile in leasing finanziario ha citato in giudizio il fornitore per ottenere la riduzione del prezzo di compravendita, lamentando una superficie inferiore a quella pattuita e difetti dell'ascensore. La Corte di Cassazione, richiamando i principi sul leasing finanziario, ha chiarito che l'utilizzatore può chiedere l'adempimento o il risarcimento, ma non la risoluzione o la riduzione del prezzo, a meno che non esista una specifica clausola contrattuale che gli trasferisca tale potere dal concedente. Non risultando tale clausola dagli atti, la Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo in udienza pubblica, invitando le parti a discutere la questione della titolarità del diritto.
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Sentenza di condanna per debito già pagato: stop della Cassazione
Un acquirente compra un'auto priva del sistema Start and Stop. La concessionaria, prima della causa, rimborsa spontaneamente 400 euro per la differenza di valore. L'acquirente chiede comunque la risoluzione del contratto. La Corte d'appello esclude la gravità del difetto, ma pronuncia una sentenza di condanna contro la concessionaria per il pagamento dei 400 euro, pur rilevando che la somma era già stata versata. La Cassazione accoglie il ricorso della concessionaria: una sentenza di condanna presuppone un inadempimento ancora in corso. Se il pagamento è già avvenuto prima del giudizio, il giudice deve limitarsi a un mero accertamento del diritto e del pagamento, senza ordinare un nuovo versamento.
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Riduzione del prezzo: l’errore che costa caro al compratore
Il Compratore acquista un immobile dall'Azienda Costruttrice e ne chiede la nullità per difformità urbanistiche o, in subordine, la riduzione del prezzo. Il Tribunale dichiara nullo il contratto. In appello, l'Azienda fallisce e la Curatela accetta la sentenza. Il Compratore, preso atto di una nuova sentenza della Cassazione che esclude la nullità per tali abusi, rinuncia alla nullità e chiede la riduzione del prezzo solo nella comparsa conclusionale. La Corte d'appello dichiara inammissibile l'impugnazione. La Cassazione conferma: la richiesta di riduzione del prezzo è tardiva perché presentata per la prima volta negli scritti finali dell'appello, senza un regolare appello incidentale. Il Compratore perde il ricorso e viene condannato per lite temeraria.
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Riduzione del prezzo: vizi occulti e rivendita
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dell'acquirente alla riduzione del prezzo per vizi statici occulti di un immobile, nonostante il bene fosse stato successivamente rivenduto a un prezzo superiore. La Corte ha stabilito che la plusvalenza ottenuta nella rivendita è irrilevante, poiché il danno consiste nel minor valore del bene al momento dell'acquisto originale a causa dei difetti taciuti dal venditore. La riduzione del prezzo mira a ripristinare l'equilibrio contrattuale alterato dalla presenza dei vizi.
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Riduzione del prezzo: vizi nella vendita di azioni
La controversia nasce dalla compravendita di un pacchetto azionario di una società proprietaria di strutture turistiche. L'acquirente ha contestato che il venditore non era titolare dell'intero capitale promesso e che i beni sociali presentavano difformità qualitative, richiedendo una riduzione del prezzo. La Cassazione ha accolto il ricorso evidenziando errori nel calcolo della decurtazione del valore e l'omessa valutazione della differenza tra posti letto esistenti e quelli effettivamente autorizzati dalle licenze amministrative.
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Vizi occulti immobile: quando spetta la riduzione prezzo
In un caso di compravendita immobiliare, un acquirente ha citato in giudizio il venditore per vizi occulti, nello specifico muffa e difetti alla pavimentazione. Il Tribunale di primo grado aveva respinto la domanda. La Corte di Appello ha parzialmente riformato la sentenza, riconoscendo il diritto dell'acquirente a una riduzione del prezzo solo per il difetto della pavimentazione. Quest'ultimo, esteso a quasi tutta la superficie ma non facilmente percepibile, è stato qualificato come un vizio occulto rilevante. La richiesta relativa alla muffa è stata invece respinta, in quanto ricondotta a fenomeni naturali di condensa e non a un difetto imputabile al venditore.
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Errore materiale compravendita: ricorso rigettato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un acquirente che chiedeva la riduzione del prezzo di un terreno, lamentando una destinazione urbanistica diversa da quella indicata in un certificato allegato all'atto. La decisione si fonda sul fatto che si trattava di un errore materiale compravendita, facilmente riconoscibile dall'acquirente stesso, e che il contratto di vendita specificava chiaramente la non edificabilità dei lotti. Pertanto, non sussistono i presupposti per l'applicazione della garanzia per oneri e limitazioni al godimento del bene.
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Riduzione del prezzo: l’appello e il giudicato interno
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'impresa di arredamenti contro la decisione della Corte d'Appello che aveva concesso a una cliente una significativa riduzione del prezzo per vizi e difetti nella fornitura di arredi per un salone. La Suprema Corte ha chiarito importanti principi procedurali, specificando che l'accoglimento nel merito di un appello implica il rigetto implicito dell'eccezione di inammissibilità e che l'impugnazione riapre la cognizione sull'intera questione controversa, impedendo la formazione di un giudicato interno su singole argomentazioni.
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Vizio della fornitura: risarcimento e riduzione prezzo
Una sentenza analizza un caso di vizio della fornitura di calzature, dove l'acquirente contestava difetti a un modello specifico. Il Tribunale, qualificando il rapporto come appalto e non vendita, ha riconosciuto un difetto parziale, accordando una riduzione del prezzo solo sulla parte di merce difettosa. Ha inoltre concesso un risarcimento per il danno reputazionale liquidato in via equitativa, ma ha respinto la richiesta di risarcimento per lucro cessante per mancanza di prove adeguate. La decisione finale bilancia il diritto del fornitore al pagamento con il diritto dell'acquirente a un prodotto conforme, operando una compensazione tra i rispettivi crediti.
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Riduzione del prezzo: roulotte difettosa e tutela
Un acquirente cita in giudizio il venditore per aver acquistato una roulotte con gravi difetti. A fronte della contumacia dei venditori e delle prove testimoniali, il Tribunale ha concesso una significativa riduzione del prezzo, basandosi sul Codice del Consumo. La richiesta di risarcimento danni è stata invece respinta per mancanza di prove specifiche sul danno subito.
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