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Ricusazione — Anno 2022

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160 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricusazione

Provvedimenti

Ricusazione del giudice: tra scelte in aula e ostilità reale
Una parte civile ha proposto la ricusazione del giudice dell'udienza preliminare, sostenendo che la mancata ammissione di alcuni documenti dimostrasse un grave pregiudizio nei suoi confronti. La Corte di appello ha rigettato l'istanza, ritenendo le scelte del magistrato ordinaria gestione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del cittadino. I giudici di legittimità hanno chiarito che la ricusazione del giudice per grave inimicizia non può fondarsi su semplici scelte processuali o presunte violazioni di legge interne al giudizio. Tale inimicizia deve invece derivare da rapporti personali esterni e oggettivi, estranei all'attività giudiziaria. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione dell’imputato: vietato il fai da te
L'Imputato ha presentato personalmente un reclamo, qualificato come ricorso per cassazione, contro la decisione della Corte di appello che dichiarava inammissibile la sua richiesta di ricusazione di un giudice. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che, dopo la riforma del 2017, non è più consentito il ricorso per cassazione dell'imputato presentato personalmente. L'atto deve essere obbligatoriamente firmato da un difensore abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Dichiarazione di ricusazione: quando il giudice non si può cambiare
L'Imputato ha presentato una dichiarazione di ricusazione contro il Presidente del Tribunale, sostenendo che fosse incompatibile per averlo già condannato in passato per un reato di estorsione. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la richiesta senza convocare le parti (procedura de plano). L'Imputato ha fatto ricorso in Cassazione lamentando la violazione del contraddittorio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che, in caso di manifesta infondatezza, la dichiarazione di ricusazione va respinta immediatamente senza udienza. Inoltre, aver giudicato lo stesso soggetto per fatti diversi non compromette l'imparzialità del magistrato. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Istanza di ricusazione infondata: condanna e multa per l’indagato
L'Indagato ha proposto ricorso per cassazione contro la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile, senza udienza (de plano), la sua istanza di ricusazione nei confronti di un giudice del riesame. La difesa sosteneva che la questione meritasse una discussione in camera di consiglio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'incompatibilità lamentata non è prevista dalla legge né dalla Corte Costituzionale. Di conseguenza, l'istanza di ricusazione era manifestamente infondata per totale mancanza di presupposti legali, giustificando la decisione immediata senza udienza. L'Indagato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricusazione del giudice: nessun effetto per i coimputati
I Coimputati hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale che rigettava l'eccezione di nullità del decreto che dispone il giudizio. L'eccezione si fondava sulla ricusazione del giudice dell'udienza preliminare, accolta precedentemente solo per un altro coimputato. I ricorrenti sostenevano che la ricusazione del giudice travolgesse l'intero procedimento con effetti erga omnes. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno stabilito che l'ordinanza di rigetto non costituisce un atto abnorme, poiché non determina una stasi insuperabile del processo. Di conseguenza, tale provvedimento non è immediatamente ricorribile per cassazione, ma può essere impugnato solo insieme alla sentenza finale.
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Ricusazione del giudice: tra pretesa di imparzialità e sanzione
Una professionista propone opposizione all'esecuzione davanti al Giudice di Pace e chiede un rinvio. Il magistrato decide di non provvedere subito, ma di fissare un'udienza per sentire la controparte. Ritenendo questa scelta sintomo di parzialità, la donna presenta un'istanza di ricusazione del giudice. Il Tribunale rigetta l'istanza e la sanziona con una multa. La donna ricorre quindi in Cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile: l'ordinanza che decide sulla ricusazione del giudice non si può impugnare direttamente in Cassazione, poiché non è un provvedimento definitivo. Eventuali vizi di parzialità potranno essere fatti valere solo impugnando la sentenza finale del processo. Inoltre, la legge non prevede il diritto del ricorrente a essere sentito nel procedimento di ricusazione.
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Ricusazione del giudice: chiedere prove non è parzialità
Un cittadino straniero, destinatario di un mandato di arresto europeo, ha presentato un'istanza di ricusazione del giudice contro il collegio della Corte d'appello. Secondo la difesa, il Presidente del collegio aveva anticipato il giudizio dichiarando di voler chiedere informazioni sulle carceri estere prima di decidere. La Corte d'appello ha dichiarato inammissibile la richiesta senza convocare le parti. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la ricusazione del giudice non può fondarsi su semplici intenzioni istruttorie o procedurali neutre, necessarie per decidere. Di conseguenza, il ricorso del cittadino straniero è stato dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricusazione del giudice: il ritardo cancella il diritto
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la decisione della Corte d'appello che aveva dichiarato inammissibile, per tardività, la sua richiesta di ricusazione del giudice dell'udienza preliminare. L'Imputato sosteneva che il giudice fosse incompatibile per aver autorizzato intercettazioni in un procedimento connesso. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità, stabilendo che la ricusazione del giudice deve essere presentata entro la conclusione degli accertamenti sulla costituzione delle parti nell'udienza preliminare, e non entro tre giorni dall'inizio del giudizio abbreviato. Non essendoci prove di una conoscenza tardiva della causa di incompatibilità, il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
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Ricusazione del giudice: quando il sospetto diventa un boomerang
Tre indagati hanno presentato una richiesta di ricusazione del giudice per le indagini preliminari, sostenendo che avesse già espresso un giudizio sulla loro colpevolezza in altri provvedimenti. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la domanda senza convocare le parti. Gli indagati hanno fatto ricorso in Cassazione, lamentando la violazione del diritto al contraddittorio e una errata valutazione della parzialità del magistrato. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la ricusazione del giudice per manifesta infondatezza può essere decisa direttamente (de plano). Inoltre, ha chiarito che le decisioni provvisorie prese dal magistrato in compiti d'ufficio non costituiscono una anticipazione indebita del giudizio finale. I ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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Dichiarazione di ricusazione: il mandato generico non basta
Nel corso di un'udienza preliminare, gli imputati hanno presentato una dichiarazione di ricusazione contro il giudice, sostenendo che avesse espresso un giudizio anticipato sulla loro colpevolezza rigettando una richiesta di incidente probatorio. La Corte di Appello ha dichiarato inammissibile l'istanza per tardività e mancanza di idonea procura speciale del difensore. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la dichiarazione di ricusazione è un atto personalissimo. Pertanto, il difensore non può presentarla basandosi solo su un mandato generico, ma necessita di una procura speciale o di un mandato specifico, anche se l'imputato ha scelto di non partecipare all'udienza. I ricorsi sono stati quindi dichiarati inammissibili.
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Istanza di ricusazione: il sospetto non batte le regole
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da L'Imputato contro il rigetto della sua istanza di ricusazione. L'Imputato sosteneva che l'assegnazione del processo fosse stata influenzata da una sollecitazione del Pubblico Ministero, compromettendo l'imparzialità del collegio. La Suprema Corte ha rilevato che l'assegnazione è avvenuta nel pieno rispetto delle ordinarie regole tabellari e che il collegio designato era diverso da quello richiesto dall'accusa. Di conseguenza, non vi è stata alcuna interferenza concreta né lesione del principio del giudice naturale. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Terzietà del giudice: la banca contesta ma perde in Cassazione
L'Istituto Bancario, in qualità di tesoriere comunale, ha impugnato la sentenza della Corte dei Conti relativa alla gestione finanziaria. L'istituto lamentava la violazione della terzietà del giudice, poiché il magistrato che aveva svolto l'istruttoria aveva poi partecipato al collegio decisore di primo grado. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che l'eventuale incompatibilità del magistrato non configura un difetto di giurisdizione, ma una mera violazione di norme processuali. Tale vizio doveva essere fatto valere tempestivamente attraverso gli strumenti dell'astensione o della ricusazione durante il giudizio di primo grado, e non può essere dedotto per la prima volta dinanzi al giudice di legittimità. Di conseguenza, l'Istituto Bancario perde il ricorso e deve versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Riabilitazione dalla sorveglianza speciale: negata senza prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino che chiedeva la riabilitazione dalla sorveglianza speciale. Il ricorrente lamentava la mancata valutazione della revoca anticipata della misura e della sua condotta successiva. Tuttavia, i giudici hanno confermato che la difesa non ha fornito prove concrete di una costante ed effettiva buona condotta dopo la fine della misura. Inoltre, è stata respinta l'eccezione sulla ricusazione del collegio giudicante, poiché la relativa istanza era già stata dichiarata inammissibile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricusazione del giudice: tra dovere d’ufficio e sanzioni
L'Imputato ha proposto ricorso contro la decisione che dichiarava inammissibile la sua richiesta di ricusazione del giudice. Secondo la difesa, il Presidente del Tribunale aveva manifestato indebitamente il proprio convincimento segnalando al Pubblico Ministero, durante l'udienza, la presenza di una contestazione di recidiva già contenuta nel capo d'imputazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che tale segnalazione rientra nei poteri di direzione dell'udienza e non costituisce un'anticipazione del giudizio. Di conseguenza, la richiesta di ricusazione del giudice è stata ritenuta manifestamente infondata. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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Ricusazione del giudice: perché il doppio processo non basta
L'Imputato, accusato di bancarotta fraudolenta, ha presentato una dichiarazione di ricusazione del giudice nei confronti del collegio giudicante del Tribunale. Sosteneva che gli stessi magistrati lo avessero già condannato in un precedente processo per fatti analoghi legati alla medesima società fallita. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Imputato. I giudici di legittimità hanno chiarito che la ricusazione del giudice non può fondarsi sulla semplice partecipazione degli stessi magistrati a processi diversi a carico dello stesso soggetto, qualora i fatti storici siano distinti (nel caso specifico, bancarotta documentale contro bancarotta patrimoniale). Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricusazione del giudice: rinuncia senza multa se lui si trasferisce
L'Imputato ha presentato una richiesta di ricusazione del giudice, ritenendolo non imparziale. La Corte d'Appello ha dichiarato la richiesta tardiva. L'Imputato ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, il difensore ha rinunciato al ricorso poiché il magistrato contestato stava per essere trasferito in un altro tribunale, facendo venire meno l'utilità della procedura. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per rinuncia, condannando l'imputato alle sole spese processuali. Tuttavia, i giudici hanno escluso la sanzione pecuniaria solitamente prevista, poiché la perdita di interesse è dipesa dal trasferimento del magistrato, un evento esterno e indipendente dalla volontà del ricorrente.
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Concordato in appello: l’accordo esclude i ricorsi successivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato a 7 anni di reclusione. La difesa lamentava l'incompatibilità di un giudice e vizi nel consenso per il concordato in appello. I giudici di legittimità hanno chiarito che l'accordo sulla pena (concordato in appello) comporta la rinuncia a tutti i motivi di impugnazione originari, precludendo la possibilità di sollevare successivamente eccezioni procedurali o di nullità. L'eventuale incompatibilità del magistrato doveva essere fatta valere tempestivamente con l'istanza di ricusazione, non utilizzata nel caso di specie. Di conseguenza, la condanna e la sanzione concordata rimangono definitive, con l'aggiunta di una sanzione pecuniaria per il ricorrente.
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Sfratto e regolamento di competenza: stop ai rinvii inutili
Un'associazione ha proposto ricorso per cassazione e regolamento di competenza contro il provvedimento con cui il Presidente di Sezione del Tribunale ha designato il giudice per decidere sulla sospensione della causa, dopo un'istanza di ricusazione nell'ambito di uno sfratto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la semplice designazione del magistrato operata dal presidente del tribunale è un atto organizzativo interno. Tale provvedimento non decide in via definitiva sulla competenza del giudice, né dispone una sospensione necessaria del processo. Di conseguenza, non può essere impugnato con il regolamento di competenza o con il ricorso ordinario per cassazione. Vince la parte intimata, che vede confermata la regolarità della procedura di sfratto senza ulteriori ritardi.
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Ricusazione del giudice: no al cambio se il fatto è diverso
L'Imputato ha proposto ricorso contro l'ordinanza che dichiarava inammissibile la sua istanza di ricusazione del giudice. Secondo la difesa, il magistrato aveva già espresso un giudizio sulla colpevolezza dell'Imputato in una precedente sentenza per fatti diversi, menzionando l'esistenza di altre indagini in corso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la ricusazione del giudice non può fondarsi sulla semplice conoscenza di indagini collegate o sulla partecipazione a processi per fatti differenti, anche in presenza di prove comuni. Di conseguenza, l'Imputato perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Incompatibilità del giudice: no alla scarcerazione automatica
Il Tribunale del riesame confermava la custodia in carcere per un indagato accusato di spaccio di stupefacenti. L'indagato proponeva ricorso in Cassazione, lamentando l'incompatibilità del giudice poiché due membri del collegio avevano già deciso in una fase precedente dello stesso procedimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'incompatibilità del giudice non determina la nullità della decisione, ma costituisce solo motivo di ricusazione, che la parte deve far valere tempestivamente. Inoltre, nel giudizio di rinvio davanti al Tribunale del riesame, non sussiste alcuna incompatibilità automatica per i magistrati che hanno adottato la decisione annullata. Infine, la Cassazione ha confermato la validità degli indizi di colpevolezza relativi all'identificazione dell'indagato tramite intercettazioni telefoniche.
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