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Ricorso Tardivo

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279 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso tardivo: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché tardivo. Il ricorso era stato presentato oltre i termini di legge contro un'ordinanza del GIP che convalidava un DASPO. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso tardivo: inammissibile se fuori termine
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la consegna di un cittadino straniero, richiesta tramite mandato d'arresto europeo. La decisione si fonda sul ricorso tardivo presentato dal difensore, depositato oltre il termine di cinque giorni previsto dalla legge, determinando la condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione.
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Ricorso tardivo in Cassazione: le conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per ricettazione. La ragione risiede nel deposito dell'atto oltre i termini di legge. La Corte ha calcolato il termine di 60 giorni per l'impugnazione, evidenziando come un ricorso tardivo porti non solo all'inammissibilità ma anche alla condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: inammissibilità e termini perentori
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza di ripristino degli arresti domiciliari. La decisione si fonda sulla presentazione dell'impugnazione oltre il termine di dieci giorni previsto dalla legge, rendendo il ricorso tardivo e quindi non esaminabile nel merito.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato dalla parte civile contro una sentenza di assoluzione per diffamazione. La decisione si fonda sul deposito dell'atto un solo giorno dopo la scadenza del termine perentorio, configurando un ricorso tardivo. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: inammissibilità e sanzione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza in materia di riparazione per ingiusta detenzione. La decisione si fonda sul mancato rispetto del termine perentorio di quindici giorni per l'impugnazione. Questo ricorso tardivo ha comportato non solo la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, ma anche a una sanzione pecuniaria di quattromila euro.
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Termine impugnazione penale: il ricorso tardivo è K.O.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una condanna per truffa. La decisione si basa sulla tardività della presentazione dell'atto: il termine impugnazione penale di quarantacinque giorni era scaduto da undici giorni. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso estradizione: analisi sentenza
Un cittadino straniero ricorre contro un provvedimento di estradizione verso la Svizzera. La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso per estradizione, distinguendo due profili: l'impugnazione contro l'ordine originario è tardiva, mentre quella contro il diniego di estensione della stessa è inammissibile per carenza di interesse, poiché la decisione era già favorevole al ricorrente.
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Ricorso tardivo: quando un giorno fa la differenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché depositato un giorno dopo la scadenza. Il caso analizza il calcolo dei termini per l'impugnazione, tenendo conto della sospensione feriale, e sottolinea le gravi conseguenze di un ricorso tardivo, che includono la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione ribadisce il rigore formale delle scadenze nel processo penale.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso tardivo contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione chiarisce che il rito cartolare, applicato per l'emergenza Covid-19, non estende i termini per l'impugnazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per tardività. Il caso riguardava un'opposizione a una cartella di pagamento per la retta di un asilo nido. La Corte ha stabilito che, trattandosi di opposizione all'esecuzione, non si applica la sospensione feriale dei termini. Poiché il ricorso è stato depositato oltre il termine di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza d'appello, è stato considerato un ricorso tardivo e quindi inammissibile, rendendo inefficace anche il ricorso incidentale presentato dalla controparte.
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Ricorso tardivo: i termini nel giudizio di rinvio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché tardivo. Il caso riguardava l'impugnazione di una sentenza emessa in sede di rinvio dopo una precedente cassazione. La Corte ha chiarito che il giudizio di rinvio è una fase del procedimento originario e, pertanto, si applicano i termini brevi previsti dalla materia specifica (in questo caso, l'art. 18 della legge fallimentare), non quelli ordinari. Il deposito dell'atto oltre il termine di 30 giorni dalla notifica ha reso il ricorso tardivo e quindi inammissibile.
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Ricorso tardivo: inammissibilità e conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso tardivo presentato oltre due anni dopo una sentenza di patteggiamento. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto dei termini processuali e condanna il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
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Ricorso tardivo: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una misura di prevenzione della sorveglianza speciale. La decisione si fonda sulla natura di ricorso tardivo, in quanto presentato oltre il termine perentorio di dieci giorni dalla notifica del provvedimento impugnato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: inammissibilità e termini perentori
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso poiché presentato oltre il termine perentorio di 45 giorni. L'analisi del caso chiarisce come un ricorso tardivo comporti, oltre al rigetto, la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, sottolineando l'importanza cruciale del rispetto delle scadenze procedurali.
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Ricorso tardivo: quando è inammissibile l’appello?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso tardivo presentato oltre il termine di 45 giorni dal deposito delle motivazioni della sentenza d'appello. L'ordinanza sottolinea come il mancato rispetto dei termini perentori comporti la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, ribadendo la rigidità delle scadenze procedurali.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione perché presentato oltre i termini. Si trattava di un ricorso tardivo contro una condanna per false dichiarazioni, la cui sentenza d'appello era stata emessa con rito cartolare. La Corte ha chiarito che il termine di 15 giorni per l'impugnazione decorre dalla comunicazione della sentenza e non è soggetto a proroghe in questo tipo di procedimento, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza del 2000. La decisione si fonda esclusivamente sulla tardività dell'impugnazione, presentata oltre 22 anni dopo la scadenza dei termini. Questo caso di ricorso tardivo sottolinea l'importanza perentoria dei termini processuali, la cui inosservanza preclude l'esame nel merito e comporta la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione avverso una condanna per atti persecutori e porto abusivo di armi. La ragione principale è che il ricorso è tardivo: è stato presentato oltre il termine di 45 giorni decorrente dal deposito della motivazione della sentenza d'appello. La Corte chiarisce inoltre che il porto abusivo d'arma costituisce un reato autonomo e non viene assorbito dall'aggravante dell'uso dell'arma nel delitto di atti persecutori, confermando così l'infondatezza anche nel merito dei motivi proposti.
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Ricorso tardivo: inammissibile l’impugnazione DASPO
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto contro l'ordinanza di convalida di un D.A.SPO. La decisione si fonda sul mancato rispetto del termine perentorio di 15 giorni per l'impugnazione. La Corte ha chiarito che un successivo provvedimento di correzione di errore materiale non riapre i termini, confermando che il ricorso tardivo comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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