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Ricorso Tardivo

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279 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso tardivo: l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per furto aggravato. La decisione si basa sul fatto che il ricorso è tardivo, essendo stato presentato oltre il termine perentorio di legge. L'ordinanza chiarisce il calcolo dei termini per l'impugnazione, includendo la sospensione feriale, e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato contro una precedente sentenza. La decisione si fonda sul fatto che il giudizio originario era stato definito senza formalità poiché l'appello iniziale era un ricorso tardivo. Di conseguenza, non era necessaria alcuna comunicazione dell'udienza, rendendo infondata la doglianza del ricorrente e portando alla condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Termine impugnazione penale: ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a causa del mancato rispetto del termine impugnazione penale. L'appello, depositato il 15 luglio 2024 contro una sentenza del 6 giugno 2024, è risultato tardivo, poiché il termine di 15 giorni era scaduto il 22 giugno. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: conseguenze e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché presentato un giorno dopo la scadenza del termine per l'impugnazione. La decisione evidenzia l'importanza del rispetto dei termini processuali, la cui inosservanza porta a un ricorso tardivo e alla conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato contro una sentenza di condanna. La causa dell'inammissibilità è il mancato rispetto del termine di 30 giorni per l'impugnazione, configurando un ricorso tardivo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso tardivo: Cassazione e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per ingiusta detenzione a causa della sua presentazione oltre i termini legali. L'analisi del caso sottolinea l'importanza del rispetto delle scadenze processuali. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria per aver presentato un ricorso tardivo.
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Ricorso tardivo: le conseguenze nel processo penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello di un Procuratore Generale contro la riqualificazione di un reato di spaccio in un'ipotesi di lieve entità. La decisione non si è basata sul merito della questione, ma su un vizio procedurale insuperabile: il ricorso è stato presentato oltre il termine di quindici giorni previsto dalla legge, configurandosi come un ricorso tardivo.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un appello a causa di un ricorso tardivo. L'imputato, condannato per tentato furto, ha presentato il suo ricorso due giorni dopo la scadenza del termine ultimo, che era già stato posticipato per la sospensione feriale. Di conseguenza, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Ricorso tardivo: no proroga nel rito camerale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché tardivo. La sentenza chiarisce che il termine per l'impugnazione di una sentenza emessa in un procedimento camerale non partecipato è di quindici giorni e non può beneficiare della proroga prevista per l'imputato giudicato in assenza. Questo perché, in tale rito, non è prevista una udienza a cui l'imputato abbia diritto di partecipare, rendendo inapplicabile l'estensione dei termini.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso tardivo presentato contro una condanna per rapina e lesioni. L'appello è stato depositato oltre il termine di 45 giorni, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Ricorso tardivo: inammissibilità e condanna spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si basa sulla constatazione che l'impugnazione era un ricorso tardivo, essendo stata proposta oltre il termine perentorio stabilito dalla legge. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della cassa delle ammende.
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Ricorso tardivo: inammissibilità e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché presentato oltre il termine di quindici giorni previsto dalla legge. L'ordinanza analizza il caso di un ricorso tardivo avverso una decisione della Corte d'Appello che negava l'applicazione dell'indulto. A causa della tardività, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione poiché presentato oltre i termini di legge. La decisione chiarisce che l'estensione di 15 giorni per l'impugnazione, prevista per i giudizi in assenza, non si applica ai procedimenti camerali non partecipati. A causa del ricorso tardivo, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello per ricorso tardivo. La sentenza spiega come calcolare i termini per l'impugnazione, chiarendo che il termine di 45 giorni decorre dalla scadenza del deposito delle motivazioni, portando alla condanna del ricorrente alle spese e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: conseguenze e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La ragione è un vizio procedurale grave: il ricorso tardivo è stato depositato oltre il termine perentorio di legge. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché presentato oltre i termini di legge. La decisione chiarisce che il rito cartolare, applicato durante l'emergenza Covid-19, non estende i termini per l'impugnazione. A causa del ricorso tardivo, il proponente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso tardivo: inammissibilità e sanzioni severe
Una società immobiliare ha impugnato un decreto di trasferimento di un immobile, lamentando vizi procedurali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché notificato oltre il termine di 60 giorni. La decisione sottolinea le gravi conseguenze del ricorso tardivo, inclusa la condanna per lite temeraria e il pagamento di sanzioni.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza del Tribunale di Messina. La decisione si fonda sulla tardività della presentazione dell'appello: l'avviso di deposito era stato notificato l'11 aprile, mentre il ricorso è stato depositato il 26 aprile, oltre il termine perentorio previsto dalla legge. Questo caso evidenzia l'importanza del rispetto dei termini processuali.
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Ricorso tardivo: inammissibile se notificato fuori tempo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché notificato oltre i termini di legge. La Corte ribadisce che un ricorso tardivo non può essere esaminato, e che non è possibile sollevare in sede di legittimità questioni nuove che richiedano accertamenti di fatto, come nel caso di contestazioni sull'anatocismo in un mutuo bancario.
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