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Ricevitoria

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Indica il punto di raccolta delle scommesse che opera per conto dell'allibratore, spesso definito Centro Trasmissione Dati (CTD).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Imposta unica sulle scommesse: bookmaker esteri senza scampo
L'Agenzia delle Dogane ha emesso un avviso di accertamento contro un bookmaker estero privo di concessione statale per il mancato pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2010. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'atto, escludendo la responsabilità del bookmaker. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. I giudici hanno chiarito che l'imposta unica sulle scommesse colpisce l'attività di organizzazione del gioco come servizio, indipendentemente dalla presenza di una concessione. Anche per le annualità precedenti al 2011, il bookmaker estero risponde direttamente del tributo per le scommesse raccolte in Italia, escludendo qualsiasi profilo di discriminazione rispetto agli operatori nazionali. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Imposta unica sulle scommesse: annullata la tassa retroattiva
L'Agenzia delle Dogane ha richiesto a una ricevitoria il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2009. La ricevitoria raccoglieva giocate per conto di un bookmaker estero privo di concessione italiana. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società intermediaria. I giudici hanno applicato la sentenza della Corte Costituzionale numero 27 del 2018, che ha dichiarato illegittima la tassazione retroattiva per le annualità precedenti al 2011. Prima di tale data, infatti, le ricevitorie non potevano trasferire l'onere economico dell'imposta sul bookmaker estero, poiché le commissioni erano già stabilite. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato definitivamente l'avviso di accertamento fiscale emesso nei confronti della ricevitoria.
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Imposta unica sulle scommesse: bookmaker estero deve pagare
L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la decisione che esentava un bookmaker estero, privo di concessione statale, dal pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2009. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fisco. I giudici hanno chiarito che la sentenza della Corte Costituzionale n. 27/2018 esclude la responsabilità delle sole ricevitorie per i periodi anteriori al 2011, ma non cancella l'obbligo tributario del bookmaker estero. Quest'ultimo, infatti, esercita l'attività di organizzazione del gioco sul territorio italiano e rimane il soggetto passivo principale del tributo. Di conseguenza, la Cassazione ha cassato la sentenza d'appello favorevole alla società maltese, riaffermando che l'imposta unica sulle scommesse è pienamente dovuta dal bookmaker straniero anche per le annualità precedenti al 2011.
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Imposta unica sulle scommesse: il bookmaker estero deve pagare
Un bookmaker estero privo di concessione statale ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica sulle scommesse per l'anno d'imposta 2010. Il ricorrente sosteneva che il tributo violasse il diritto dell'Unione Europea e che la sua applicazione retroattiva fosse illegittima. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'imposta unica sulle scommesse si applica legittimamente anche ai bookmaker esteri privi di concessione operanti in Italia tramite ricevitorie fisiche. La Corte ha chiarito che l'esclusione della responsabilità delle ricevitorie per gli anni precedenti al 2011, sancita dalla Corte Costituzionale, non cancella l'obbligo fiscale principale in capo al bookmaker estero, il quale resta l'organizzatore effettivo del servizio di gioco.
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Riciclaggio in ricevitoria: sequestro legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro preventivo di attrezzature in una ricevitoria, i cui gestori erano accusati di riciclaggio aggravato. Secondo l'accusa, facilitavano il riciclaggio di denaro di provenienza illecita attraverso giocate al lotto per conto di pregiudicati. La Corte ha ritenuto sussistente sia il 'fumus commissi delicti' (l'apparenza del reato) sia il 'periculum in mora' (il pericolo di reiterazione), dichiarando inammissibile il ricorso degli indagati. La sentenza chiarisce che anche attività lecite, come la raccolta di scommesse, possono integrare il reato di riciclaggio in ricevitoria se usate per occultare l'origine criminale di fondi.
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Imposta unica scommesse: obblighi del bookmaker
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18886/2024, ha stabilito che i bookmaker esteri sono responsabili per l'imposta unica scommesse anche per gli anni precedenti al 2011. La Corte ha chiarito che l'annullamento dell'obbligo fiscale per i centri di trasmissione dati, sancito dalla Corte Costituzionale, non estingue l'autonoma obbligazione del bookmaker. La responsabilità tra i due soggetti è paritetica e non dipendente, confermando la piena legittimità dell'imposizione fiscale nei confronti degli operatori stranieri che raccolgono scommesse sul territorio italiano.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5857/2024, ha definito una controversia sull'imposta unica scommesse per l'anno 2009. Ha stabilito che una ricevitoria (CTD) che opera per un bookmaker estero non è soggetta all'imposta per i periodi antecedenti al 2011, accogliendo il suo ricorso sulla base di una precedente sentenza della Corte Costituzionale. Per il bookmaker estero, invece, la Corte ha confermato la debenza del tributo, ma ha annullato le sanzioni a causa dell'obiettiva incertezza normativa esistente all'epoca dei fatti.
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Sanzioni imposta unica: la Cassazione decide sul 2011
La Cassazione ha stabilito che le sanzioni imposta unica per l'anno 2011 sono dovute. Ha annullato la decisione di secondo grado che le aveva cancellate per incertezza normativa, specificando che la Legge 220/2010 aveva già chiarito la responsabilità solidale tra ricevitoria e bookmaker estero, eliminando ogni dubbio interpretativo per le annualità successive al 2010.
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