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Art. 1, comma 66, L. 220/2010

15 provvedimenti

Bookmaker Estero vs Fisco: Tassazione Scommesse Online 2009
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Operatore Estero contro l'Amministrazione Fiscale riguardo la tassazione scommesse online per l'anno 2009. L'Operatore contestava un avviso di accertamento per l'imposta unica sui giochi e lotterie. La Corte ha stabilito che, per gli anni precedenti al 2011, l'imposta unica è dovuta direttamente dai bookmakers, siano essi nazionali o esteri e con o senza concessione, e non dai centri di raccolta. Questa decisione conferma la legittimità della pretesa fiscale nei confronti dell'Operatore Estero, ribadendo l'assenza di discriminazioni tra operatori.
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Imposta unica sulle scommesse: il bookmaker estero deve pagare?
Un operatore di scommesse estero ha impugnato un avviso di accertamento per l'imposta unica sulle scommesse relativa all'anno 2010. L'operatore contestava la sua responsabilità solidale con i centri di raccolta dati in Italia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che l'imposta unica sulle scommesse si applica anche ai bookmaker esteri, anche se privi di concessione italiana. La loro attività di gestione delle scommesse sul territorio nazionale costituisce il presupposto impositivo. La sentenza ha confermato la legittimità della pretesa tributaria nei confronti del bookmaker.
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Imposta unica scommesse: sanzioni annullate per incertezza normativa
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha emesso un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse contro una società estera di betting per l'anno 2010. La società ha contestato la legittimità dell'imposta e la validità dell'atto per mancata traduzione. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'imposta, ribadendo che non vi è discriminazione tra operatori nazionali ed esteri e che la tassa non è un'IVA. Ha anche ritenuto sanata la nullità per mancata traduzione, dato che la società si è comunque difesa. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso limitatamente alle sanzioni, riconoscendo un'obiettiva incertezza normativa per il 2010 sulla soggettività passiva del bookmaker estero. Le sanzioni sono state annullate, e le spese compensate.
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Imposta unica sui giochi: fisco contro bookmaker, tutto sospeso
L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la decisione che annullava un avviso di accertamento per il pagamento dell'imposta unica sui giochi del 2010 nei confronti di una società di scommesse estera. La decisione di merito si basava sulla sentenza della Corte Costituzionale n. 27/2018, che ha escluso la soggettività passiva dei centri trasmissione dati per gli anni precedenti al 2011. L'Agenzia sostiene invece che la responsabilità del bookmaker rimanga valida. La Corte di Cassazione, rilevando la mancanza del fascicolo dei precedenti gradi di giudizio, non ha deciso nel merito ma ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per acquisire i documenti necessari.
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Imposta unica sui giochi: rinvio sul caso bookmaker
L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la decisione che annullava un avviso di accertamento per l'imposta unica sui giochi per l'anno 2010. La decisione si basava sulla sentenza della Corte Costituzionale n. 27/2018, che ha escluso la soggettività passiva dei Centri Trasmissione Dati (CTD) per gli anni precedenti al 2011, facendo cadere anche la responsabilità solidale del bookmaker estero. La Corte di Cassazione, rilevando la mancanza del fascicolo dei gradi di merito, ha rinviato la causa a nuovo ruolo per acquisire i documenti necessari.
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Imposta unica sui giochi: il fisco attacca ma la Cassazione frena
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a un bookmaker estero il mancato pagamento dell'imposta unica sui giochi per l'anno 2010. I giudici di merito avevano dato ragione alla società, applicando una nota sentenza della Corte Costituzionale che esclude la responsabilità dei centri trasmissione dati per le annualità precedenti al 2011, a causa dell'impossibilità di rivalersi sul bookmaker. L'Agenzia ha quindi proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la mancanza dei fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per acquisire i documenti necessari. La decisione finale sulla legittimità dell'accertamento fiscale è quindi temporaneamente sospesa in attesa della ricostruzione completa del fascicolo processuale.
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Imposta unica sui giochi: scontro tra fisco e bookmaker
Un operatore estero di scommesse ha impugnato un avviso di accertamento per l'anno 2009 riguardante l'imposta unica sui giochi. I giudici di merito avevano ritenuto legittima la pretesa del fisco basandosi sulla solidarietà paritetica tra il bookmaker e il centro trasmissione dati (CTD). L'operatore ha proposto ricorso in Cassazione contestando l'applicazione della norma tributaria e la possibilità di traslare l'imposta. La Suprema Corte, rilevando la mancanza del fascicolo dei precedenti gradi di giudizio, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a nuovo ruolo per acquisire i documenti necessari.
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Imposta unica sulle scommesse: scontro tra fisco e bookmaker
Un Bookmaker estero ha impugnato un avviso di accertamento per l'anno 2009 relativo al pagamento dell'imposta unica sulle scommesse. L'Amministrazione Finanziaria pretendeva il tributo ritenendo il soggetto responsabile in solido con i centri di trasmissione dati locali, anche per i periodi precedenti alla riforma del 2010. La Corte di Cassazione, rilevando la mancanza dei fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, non ha potuto decidere il merito della questione. Con un'ordinanza interlocutoria, i giudici hanno disposto il rinvio a nuovo ruolo per acquisire i documenti mancanti. La decisione finale sulla legittimità della pretesa fiscale è quindi temporaneamente sospesa in attesa del completamento del fascicolo d'ufficio.
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Imposta unica sulle scommesse: scontro tra fisco e bookmaker
Una società estera di scommesse ha impugnato un avviso di accertamento del 2009 relativo all'imposta unica sulle scommesse. I giudici di secondo grado avevano ritenuto legittima la richiesta del fisco, considerando il bookmaker straniero privo di concessione responsabile del pagamento insieme ai centri di trasmissione dati sul territorio. La società ha proposto ricorso in Cassazione contestando questa interpretazione retroattiva. La Corte di Cassazione, tuttavia, non ha ancora deciso nel merito: con un'ordinanza interlocutoria ha rinviato la causa a nuovo ruolo per acquisire i fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, che non erano presenti tra gli atti di causa.
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Imposta unica sulle scommesse: anche i bookmaker esteri pagano
Un operatore estero di scommesse ha impugnato un avviso di accertamento per l'anno 2012 relativo al mancato pagamento dell'imposta unica sulle scommesse. La società sosteneva che la tassa fosse discriminatoria e contraria al diritto dell'Unione Europea, poiché operava senza concessione statale tramite ricevitorie locali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della pretesa del fisco italiano. I giudici hanno chiarito che l'imposta unica sulle scommesse si applica a tutti gli operatori che raccolgono giocate in Italia, nazionali o esteri, senza alcuna discriminazione. Per gli anni successivi al 2011, sia il bookmaker estero sia le ricevitorie locali sono responsabili del pagamento, potendo regolare i loro rapporti economici per dividersi il carico fiscale. Di conseguenza, la società estera deve pagare l'imposta pretesa dall'Agenzia delle Dogane.
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Imposta unica sulle scommesse: tasse dovute ma sanzioni annullate
Un bookmaker estero ha impugnato un avviso di accertamento per il mancato pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2009, contestando la propria soggettività passiva e l'applicazione delle sanzioni. La Corte di Cassazione ha rigettato i motivi riguardanti il pagamento del tributo, confermando che anche gli operatori esteri senza concessione sono tenuti al pagamento dell'imposta unica sulle scommesse. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso limitatamente alle sanzioni irrogate. I giudici hanno riconosciuto la sussistenza di una obiettiva condizione di incertezza normativa sulla portata della legge prima della riforma del 2010. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato le sanzioni applicate al bookmaker, confermando l'obbligo di pagare solo il tributo.
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Imposta unica scommesse: sanzioni 2010 annullate
La Corte di Cassazione ha analizzato il ricorso di un operatore di scommesse estero contro un avviso di accertamento relativo all'Imposta unica scommesse per l'anno 2010. I giudici hanno confermato la legittimità del tributo e la responsabilità solidale tra il bookmaker e il centro trasmissione dati locale. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso limitatamente alle sanzioni amministrative. È stata infatti riconosciuta l'esimente dell'obiettiva incertezza normativa, poiché la chiarezza sui soggetti passivi è giunta solo con la legge interpretativa del 2011, rendendo non punibili le violazioni commesse nel periodo precedente.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e operatori esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22208/2024, ha stabilito che i bookmaker esteri, anche se privi di concessione statale, sono tenuti al pagamento dell'imposta unica scommesse per le giocate raccolte in Italia. La Corte ha confermato la responsabilità solidale tra il bookmaker e il suo intermediario locale (CTD), rigettando il ricorso della società di scommesse. La decisione si fonda sul principio che il presupposto del tributo è la 'gestione' dell'attività di scommessa sul territorio nazionale, attività svolta congiuntamente da entrambi i soggetti, rendendo la normativa italiana conforme al diritto dell'Unione Europea.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e operatori esteri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la sua soggezione all'imposta unica scommesse per le giocate raccolte in Italia tramite un centro di trasmissione dati. La Corte ha stabilito che il presupposto dell'imposta è la "gestione" dell'attività sul territorio nazionale, rendendo il bookmaker estero e la ricevitoria locale coobbligati solidali. La decisione ribadisce la compatibilità della normativa con il diritto dell'Unione Europea, escludendo qualsiasi discriminazione.
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Sanzioni imposta unica: la Cassazione decide sul 2011
La Cassazione ha stabilito che le sanzioni imposta unica per l'anno 2011 sono dovute. Ha annullato la decisione di secondo grado che le aveva cancellate per incertezza normativa, specificando che la Legge 220/2010 aveva già chiarito la responsabilità solidale tra ricevitoria e bookmaker estero, eliminando ogni dubbio interpretativo per le annualità successive al 2010.
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