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Art. 1 comma 66 l. n. 220 del 2010

6 provvedimenti

Incertezza normativa oggettiva: Bookmaker perde contro il Fisco
Un Centro Trasmissione Dati e un Bookmaker estero hanno contestato avvisi di accertamento tributario per imposte sulle scommesse relative agli anni 2011 e 2013. Essi invocavano l'incertezza normativa oggettiva sulla corretta individuazione del soggetto passivo d'imposta prima di una legge interpretativa del 2010. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che, per i periodi d'imposta successivi al 2010, la legge era chiara. Non sussisteva quindi alcuna incertezza normativa oggettiva che potesse giustificare l'esclusione delle sanzioni o l'annullamento dell'accertamento. I contribuenti hanno perso e dovranno pagare le spese.
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Imposta unica sulle scommesse: il gestore paga per l’estero
Un gestore di un centro trasmissione dati (Il Gestore) impugna l'avviso di accertamento per il mancato pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2012, dovuta in solido con un bookmaker estero privo di concessione statale. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del Gestore, confermando che anche gli intermediari nazionali di operatori esteri sono soggetti passivi d'imposta. Inoltre, la Corte accoglie il ricorso dell'Agenzia delle Dogane, stabilendo che la sanatoria fiscale del bookmaker non estingue automaticamente il debito se non sono rispettate tutte le condizioni di regolarizzazione del singolo centro sul territorio. Il Gestore perde la causa e deve pagare l'imposta accertata induttivamente.
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Imposta unica sulle scommesse: nullo l’accertamento retroattivo
L'Amministrazione Finanziaria ha richiesto a una Ricevitoria il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2008, per l'attività di raccolta scommesse svolta per conto di un bookmaker estero privo di concessione statale in Italia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Ricevitoria. I giudici hanno applicato una fondamentale decisione della Corte Costituzionale, la quale ha dichiarato illegittima la tassazione retroattiva per gli anni precedenti al 2011. Prima di tale data, infatti, le ricevitorie non potevano rivalersi sul bookmaker estero per recuperare l'imposta, poiché i loro compensi erano già definiti. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato definitivamente l'atto di accertamento fiscale emesso contro la contribuente, compensando le spese legali tra le parti.
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Imposta unica sulle scommesse: paga anche il bookmaker estero
L'Amministrazione Finanziaria ha richiesto il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse a un Bookmaker Estero, operante in Italia tramite un Centro Trasmissione Dati privo di concessione statale. Il Bookmaker Estero ha impugnato l'accertamento sostenendo di non essere il soggetto passivo e lamentando una doppia imposizione con l'IVA. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che sia il bookmaker estero sia l'intermediario locale sono soggetti passivi d'imposta per l'attività di raccolta scommesse svolta sul territorio nazionale. La Corte ha chiarito che tale tributo non si sovrappone all'IVA e non viola i principi europei sulla libera prestazione dei servizi. Di conseguenza, il Bookmaker Estero perde la causa ed è confermato l'obbligo di pagare le imposte accertate, con compensazione delle spese processuali.
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Imposta unica sulle scommesse: annullata la tassa retroattiva
L'Agenzia delle Dogane ha richiesto a una ricevitoria il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2009. La ricevitoria raccoglieva giocate per conto di un bookmaker estero privo di concessione italiana. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società intermediaria. I giudici hanno applicato la sentenza della Corte Costituzionale numero 27 del 2018, che ha dichiarato illegittima la tassazione retroattiva per le annualità precedenti al 2011. Prima di tale data, infatti, le ricevitorie non potevano trasferire l'onere economico dell'imposta sul bookmaker estero, poiché le commissioni erano già stabilite. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato definitivamente l'avviso di accertamento fiscale emesso nei confronti della ricevitoria.
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Imposta unica sulle scommesse: allibratore estero condannato
Un allibratore estero ha impugnato gli avvisi di accertamento per il mancato pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per gli anni dal 2011 al 2013. L'Agenzia delle Dogane aveva richiesto il pagamento all'allibratore e alla ricevitoria italiana (coobbligata solidale). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'allibratore, confermando che l'imposta unica sulle scommesse si applica a tutti gli operatori che gestiscono scommesse in Italia, compresi i centri di trasmissione dati che operano come intermediari per bookmaker esteri senza concessione. La Corte ha inoltre escluso che tale imposta violi il divieto di doppia imposizione con l'IVA, trattandosi di tributi con presupposti differenti. Di conseguenza, l'allibratore estero è stato condannato a pagare l'imposta dovuta.
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