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Retrocessione D'Azienda

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'operazione con cui un'azienda, precedentemente trasferita a un altro soggetto (ad esempio tramite affitto), viene restituita al proprietario originale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fondo di Garanzia INPS: TFR pagato anche dopo cessione
Un lavoratore richiedeva l'intervento del Fondo di Garanzia INPS per ottenere il pagamento del proprio trattamento di fine rapporto. Il datore di lavoro originario aveva ceduto il ramo aziendale a una seconda impresa in bonis, ma il contratto era stato successivamente risolto con la retrocessione dell'azienda e il definitivo fallimento della prima società. L'ente previdenziale rifiutava l'erogazione sostenendo la responsabilità solidale dell'impresa cessionaria ancora attiva. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che l'obbligazione previdenziale è autonoma rispetto ai debiti contrattuali tra aziende. Poiché il licenziamento è avvenuto dopo il rientro del dipendente presso l'azienda poi fallita, l'ente pubblico deve liquidare integralmente la prestazione maturata.
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Trasferimento d’azienda e art. 2112 c.c.: la garanzia negata
Una dipendente, assunta come receptionist da una società affittuaria dopo il passaggio dei soli beni strumentali, ha preteso la continuità lavorativa verso la società proprietaria a seguito della risoluzione dell'affitto. La Corte di Cassazione ha rigettato le pretese della lavoratrice, analizzando i limiti del Trasferimento d'azienda e art. 2112 c.c. I giudici hanno chiarito che le tutele del posto di lavoro non operano se l'assunzione avviene dopo l'affitto dei soli beni e se la restituzione dell'azienda non comporta il proseguimento dell'attività con l'immutata organizzazione da parte del proprietario originario. Entrambi i ricorsi sono stati respinti con compensazione delle spese.
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Trasferimento d’azienda: no al rientro se il recesso è definitivo
Due dipendenti lavoravano in un reparto dato in gestione da un'azienda a un'altra società. Alla fine del contratto di gestione, la società gestrice ha licenziato i lavoratori. Questi ultimi non hanno contestato il licenziamento nei termini di legge, ma hanno chiesto il ripristino del rapporto di lavoro con l'azienda originaria, invocando le tutele del trasferimento d'azienda. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda originaria. La Corte ha stabilito che, in caso di trasferimento d'azienda (o retrocessione), il rapporto di lavoro non può proseguire con il nuovo datore se è già cessato a causa di un licenziamento non impugnato nei termini. La mancata contestazione del recesso rende definitiva la fine del rapporto, impedendone il passaggio automatico.
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Retrocessione d’azienda: no a debiti futuri per l’ex gestore
Il Lavoratore ha chiesto il pagamento di crediti per cassa integrazione e mobilità maturati nel 2014 a un'azienda che aveva gestito in affitto l'attività fino al 2011. Il rapporto di lavoro era cessato prima che avvenisse la retrocessione d'azienda alla curatela fallimentare della proprietaria originaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Lavoratore, confermando che la tutela prevista in caso di trasferimento o retrocessione d'azienda presuppone che il rapporto di lavoro sia ancora attivo al momento del passaggio. Inoltre, la responsabilità solidale si applica solo ai crediti già esistenti al momento del trasferimento, escludendo quelli sorti successivamente. Di conseguenza, l'ex affittuaria non deve pagare i debiti maturati anni dopo la cessazione del rapporto.
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Fondo di Garanzia INPS: TFR dovuto anche dopo l’affitto d’azienda
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando il diritto di un lavoratore a ricevere il TFR dal Fondo di Garanzia INPS. Il lavoratore, dopo un periodo di affitto di ramo d'azienda, era tornato alle dipendenze del datore di lavoro originario a seguito di retrocessione. Successivamente, quest'ultimo era fallito, determinando la cessazione del rapporto di lavoro. La Suprema Corte ha chiarito che il Fondo di Garanzia INPS deve intervenire poiché l'insolvenza si è verificata in capo al datore di lavoro effettivo al momento della cessazione del rapporto, escludendo la responsabilità solidale dell'affittuaria tornata in bonis.
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Responsabilità solidale affitto d’azienda: chi paga dopo la fine?
Un lavoratore chiedeva a un'azienda, che aveva preso in affitto l'attività dal suo datore di lavoro originale, il pagamento di integrazioni salariali. Tali somme erano però maturate dopo la fine del contratto di affitto e la restituzione dell'azienda al proprietario. La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della responsabilità solidale affitto d'azienda. Ha stabilito che l'azienda affittuaria è responsabile in solido con il proprietario solo per i crediti del lavoratore sorti prima o durante il periodo di affitto. Non risponde, invece, dei debiti maturati successivamente alla retrocessione dell'azienda. Di conseguenza, la richiesta del lavoratore è stata respinta.
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Fondo di Garanzia TFR: requisiti e fallimento
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore ad accedere al Fondo di Garanzia TFR gestito dall'INPS a seguito del fallimento del datore di lavoro. Il caso riguardava un'azienda inizialmente affittata a un terzo e poi retrocessa alla società fallita prima del licenziamento. La Corte ha stabilito che l'insolvenza del datore di lavoro attuale al momento della cessazione del rapporto è il presupposto fondamentale per l'intervento del Fondo.
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Fondo di Garanzia: TFR e retrocessione d’azienda
La Cassazione conferma il diritto di un lavoratore al TFR dal Fondo di Garanzia INPS. In un caso di retrocessione d'azienda, il rapporto di lavoro è tornato in capo al datore originario, poi fallito. L'INPS deve pagare, poiché la prova della sussistenza dei presupposti è stata fornita dal lavoratore.
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Retrocessione d’azienda: la responsabilità del locatore
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della responsabilità del proprietario di un'azienda in caso di retrocessione d'azienda. L'ordinanza stabilisce che, se l'azienda viene restituita dal primo affittuario e immediatamente concessa a un secondo, il proprietario non è solidalmente responsabile per i debiti di lavoro del primo affittuario, a meno che non si provi che abbia proseguito direttamente l'attività. La mancata prova della continuità aziendale da parte del proprietario esclude l'applicazione dell'art. 2112 c.c.
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Retrocessione d’azienda: chi paga i debiti?
Una società, in amministrazione straordinaria, aveva trasferito la propria azienda a un'altra entità che successivamente è fallita, portando alla risoluzione del contratto di cessione. La Corte di Cassazione ha affrontato la questione di chi fosse responsabile per i canoni di locazione maturati nel periodo tra la risoluzione del contratto e la restituzione fisica dei beni. La Corte ha stabilito che la retrocessione d'azienda comporta il trasferimento automatico e immediato delle obbligazioni contrattuali all'originario proprietario al momento della risoluzione, indipendentemente dalla riconsegna materiale dei beni. Di conseguenza, la società originaria è stata ritenuta responsabile per i pagamenti.
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