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Retribuzione Convenzionale

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un importo salariale standard, definito dalla legge o dai contratti, utilizzato come base per il calcolo dei contributi previdenziali e assicurativi, indipendentemente dalla paga effettivamente percepita dal lavoratore.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Deducibilità Contributi Previdenziali Esteri: La Cassazione Approfondisce
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Contribuente che chiedeva la piena deducibilità contributi previdenziali esteri. L'Agenzia delle Entrate contestava tale deducibilità, ritenendo che i contributi versati all'estero non fossero interamente detraibili dall'Irpef. Dopo che la Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione al Contribuente, la Cassazione ha riconosciuto la particolare rilevanza della questione. Per questo motivo, ha deciso di rimettere la causa a una pubblica udienza della sezione civile, rinviando il caso a nuovo ruolo per un'analisi più approfondita.
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Indennità di trasferta: quando i rimborsi diventano stipendio
Due aziende hanno contestato un verbale dell'INPS che ricalcolava i contributi previdenziali per i dipendenti operanti in Africa. L'ente previdenziale aveva incluso nel calcolo l'indennità di trasferta corrisposta ai lavoratori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso delle aziende, stabilendo che l'indennità di trasferta, se erogata in modo stabile e continuo, ha natura retributiva e non risarcitoria. Di conseguenza, essa va inclusa nella base imponibile per determinare la retribuzione convenzionale su cui calcolare i contributi. La Corte ha inoltre chiarito che la difesa dell'INPS in giudizio interrompe la prescrizione dei crediti. Le aziende hanno perso la causa e dovranno pagare le spese di giudizio.
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Premio Speciale INAIL: Retribuzione Reale vs Forfait, Vince la Legge
Una cooperativa di facchinaggio si è opposta alla richiesta dell'INAIL di ricalcolare il premio speciale unitario INAIL sulla base delle retribuzioni effettive dei soci, anziché sul parametro fisso previsto da un vecchio decreto ministeriale. L'Istituto Assicurativo sosteneva che una riforma del 2001 avesse cambiato le regole. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla cooperativa, stabilendo un principio fondamentale: la disciplina del premio speciale unitario INAIL è una norma speciale. Pertanto, non può essere modificata da una legge successiva di carattere generale, ma solo da un nuovo e apposito decreto ministeriale. Il calcolo forfettario resta quindi valido.
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Calcolo TFR indennità estero: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per il calcolo TFR indennità estero, confermando che voci come l'indennità carovita e l'alloggio sono parte della base pensionabile se corrisposte in via continuativa. La sentenza rigetta il ricorso di un datore di lavoro, sottolineando che solo deroghe esplicite nei contratti collettivi possono escludere tali somme dal trattamento di fine rapporto.
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Retribuzione convenzionale: legittimo il calcolo pensione
Un ex dipendente di un Ministero, che aveva lavorato presso una sede diplomatica all'estero, ha contestato il calcolo della sua pensione, basato su una retribuzione convenzionale inferiore a quella effettivamente percepita. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per questa specifica categoria di lavoratori si applica un regime legale speciale che deroga legittimamente alla regola generale. La Corte ha ritenuto tale disciplina speciale non discriminatoria e costituzionalmente legittima.
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Retribuzione convenzionale: legittima per i dipendenti
Un dipendente pubblico in servizio all'estero ha contestato l'uso di una retribuzione convenzionale, inferiore a quella reale, per il calcolo dei contributi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la piena legittimità della normativa speciale che prevede tale metodo di calcolo, in quanto la condizione dei lavoratori all'estero è ritenuta non paragonabile a quella di chi opera in Italia.
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Premio speciale unitario: la Cassazione fa chiarezza
Una cooperativa di facchinaggio ha contestato la richiesta di un ente previdenziale di ricalcolare il premio assicurativo sulla base della retribuzione effettiva, anziché su quella convenzionale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della cooperativa, stabilendo che il regime del premio speciale unitario, previsto per categorie con retribuzioni difficili da accertare, non è stato abrogato dalle normative successive di carattere generale. Pertanto, il calcolo deve continuare a basarsi sui criteri forfettari stabiliti dai decreti ministeriali specifici.
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Premio speciale unitario: come si calcola per i soci?
Una società cooperativa ha contestato il metodo di calcolo del premio speciale unitario preteso dall'ente previdenziale per gli anni dal 2007 in poi. La Corte d'Appello aveva stabilito che il calcolo dovesse basarsi sulla retribuzione effettiva, riformando la decisione di primo grado. La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha ribaltato questa decisione, affermando che la normativa speciale che prevede un calcolo su base fissa (pro capite) non è stata abrogata dalle leggi successive. Pertanto, il premio speciale unitario per i facchini deve continuare a essere calcolato secondo il sistema preesistente, basato su importi fissi determinati da un decreto ministeriale, e non sulla retribuzione effettivamente corrisposta ai soci.
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Deducibilità contributi esteri: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9446/2025, ha stabilito l'importante principio della deducibilità dei contributi esteri versati da un lavoratore fiscalmente residente in Italia, anche quando il suo reddito da lavoro dipendente sia determinato su base convenzionale. L'Agenzia delle Entrate aveva negato tale deduzione, ma la Suprema Corte ha accolto il ricorso del contribuente, chiarendo che i contributi, se non deducibili dal singolo reddito di categoria, diventano oneri deducibili dal reddito complessivo generale.
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Deducibilità contributi esteri: la Cassazione decide
Un lavoratore residente in Italia ma operante in Svizzera si è visto negare la deducibilità dei contributi esteri versati. Il suo reddito era determinato su base convenzionale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che tali contributi, pur non deducibili dal singolo reddito di lavoro, lo sono dal reddito complessivo ai sensi dell'art. 10 del TUIR, chiarendo così un punto cruciale sulla deducibilità contributi esteri.
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Retribuzione convenzionale: quando è tassabile?
Un manager che lavorava all'estero ha ricevuto un'indennità denominata 'elemento da assorbire'. L'Agenzia delle Entrate la considerava reddito tassabile, mentre il contribuente sosteneva fosse un'indennità non imponibile. La Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini del calcolo della retribuzione convenzionale, è essenziale distinguere tra compenso per la prestazione lavorativa e indennità per i disagi. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione della natura effettiva dell'emolumento.
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Premio speciale unitario: vince la norma speciale
La Corte di Cassazione ha stabilito che il calcolo del premio speciale unitario per l'assicurazione contro gli infortuni, previsto per specifiche categorie come le cooperative di facchinaggio, deve seguire le regole speciali e non quelle generali basate sulla retribuzione effettiva. La Corte ha chiarito che una legge successiva di carattere generale non abroga una legge precedente speciale, confermando la validità del calcolo basato su importi fissi predeterminati. La sentenza della Corte d'Appello, che imponeva il calcolo sulla retribuzione reale, è stata annullata.
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Retribuzione convenzionale: prova e oneri del datore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda, confermando la decisione di merito che riconosceva il diritto di alcuni lavoratori a differenze retributive. Il caso verteva sulla prassi di corrispondere una retribuzione convenzionale superiore a quella risultante in busta paga, con pagamenti parzialmente in nero. La Corte ha stabilito che la prova di tale accordo può basarsi su presunzioni e testimonianze, anche di altri lavoratori coinvolti in cause connesse. In assenza di un provato patto di conglobamento, la maggiore retribuzione si intende dovuta per la sola prestazione ordinaria, gravando sul datore di lavoro l'onere di dimostrare il contrario.
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